E ti svegli una mattina e ti chiedi cosa è stato,
rigettare i tuoi pensieri sulle cose del passato,
prendi un fazzoletto nero che conservi in un cassetto.
Cominciava tutto un giorno, forse un giorno maledetto,
frequentando certa gente di sicuro differente,
è un battesimo di rito con il fiato stretto in gola,
quando già finiva a pugni sui portoni della scuola,
e inciampare in un destino che ti cresceva dentro da bambino,
ed un ciondolo d'argento che ti tieni intorno al collo,
odio e amore per cercare di capire una logica ideale,
una logica ideale in cui ciecamente credi.
E tua madre piange sola e ti osserva dietro i vetri,
perché sa che non perdona questa guerra,
perché sa che non ha pace la sua terra
Un partito, vecchia storia, un'eredità che scotta,
nell'ambiguità di sempre come un senso di sconfitta,
e ignorare circostanze, giochi assurdi di potere,
che ne sai di quel passato di nostalgiche illusioni,
di un confronto che da sempre si è attuato coi bastoni?
E sentirsi viver dentro, a vent'anni, all'occasione,
per cercar di dare un senso alla tua Rivoluzione.
Poi una sera di gennaio resta fissa nei pensieri,
troppo sangue sparso sopra i marciapiedi
e la tua disperazione scagliò al vento le bandiere,
gonfiò l'aria di vendetta senza lutto, né preghiere,
su quei passi da gigante, per un attimo esitare,
scaricando poi la rabbia nelle auto lungo il viale,
fra le lacrime ed i vortici di fumo,
da quei giorni la promessa di restare tutti figli di nessuno
Pochi giorni di prigione ti rischiarano la vista,
dimmi, come ci si sente, con un'ombra da estremista?
Cosa provi nelle farse di avvocati e tribunali?
Ed Alberto che è finito dentro l'occhio di un mirino,
la Democrazia mandante, un agente l'assassino.
E Francesco che è volalo sull'asfalto di un cortile,
con le chiavi strette in mano, strano modo per morire.
Braccia tese ai funerali ed un coro contro il vento,
"oggi è morto un Camerata ne rinascono altri cento".
E il silenzio di un'accusa che rimbalza su ogni muro,
questa volta pagheranno te lo giuro…
Poi la sfida nelle piazze ed i sassi nelle mani,
caroselli di sirene echi sempre più lontani,
quelle bare non ancora vendicate…
le ferite quasi mai rimarginate.
Ma poi il vento soffiò forte, ti donò quell'occasione,
di combattere il sistema in un'altra posizione,
tra la fine del marxismo e i riflussi del momento,
costruire il movimento tra le angosce dei quartieri.
Ed un popolo, una lotta chiodo fisso nei pensieri
e generazioni nuove in cui tu credevi tanto.
Poi quel botto alla stazione che cancella tutto quanto.
E al segnale stabilito si da il via alla grande caccia,
i fucili che ora puntano alla faccia,
le retate in grande stile dentro all'occhio del ciclone,
tra le spire della santa inquisizione.
Poi le tappe di una crisi, di una storia consumata,
di chi trova la sua morte armi in pugno nella strada,
di chi viene suicidato in una stanza… di chi scappa…
di chi chiude nei cassetti anche l'ultima speranza.
E ti svegli una mattina, sulle labbra una canzone,
e l'immagine si perde sulla tua generazione,
quei ragazzi un po’ ribelli un po’ guerrieri,
che hanno chiuso nei cassetti e dentro ai cuori
tanti fazzoletti neri…
Ogni dimostrazione e contro-dimostrazione "giudiziaresca" è inutile, se il potere si premura di specificare che, nel caso di pubblicazione di documenti secretati, essi non potranno cambiare la verità processuale.
Ogni dimostrazione e contro-dimostrazione "giudiziaresca" è inutile, se lo stesso comitato delle vittime della strage insorge non per chiedere la verità ma per difendere la vergogna.
Ogni dimostrazione e contro-dimostrazione "giudiziaresca" è inutile, se il procuratore di Bologna se ne frega delle ripetute dichiarazioni dei più importanti esponenti politici dell'epoca.
Non ci rimane che la serenità di sapere con certezza di non aver mai preso parte, nè direttamente nè moralmente, alla strage e alla vergogna che ne seguì.
Non ci rimane che ribadire che
NON SIAMO STATI NOI
STRAGE DI BOLOGNA, FRASSINETTI (PDL): ASSURDE LE ACCUSE DELLA SINISTRA
L'on. Paola Frassinetti, vice-presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, sottoscrittrice insieme ad altri parlamentari del PDL dell'appello al Ministro Alfano, in merito alle polemiche che si sono scatenate alla vigilia delle celebrazioni del 2 agosto dichiara: "Ancora una volta la sinistra preferisce le polemiche e gli insulti ad una vera ed autentica commemorazione delle vittime. Per rendere veramente omaggio a chi ha perso la vita in quel lontano 2 agosto bisogna perseguire la ricerca della giustizia e non accontentarsi di "verità" precostituite". La parlamentare del PDL replicando a quanto affermato dall'assessore di Bologna, Mancuso, sostiene: "Il nostro appello al Ministro della Giustizia Alfano non è da catalogarsi come atto di revisionismo ma è un invito alla Procura ad effettuare ulteriori indagini alla luce di nuovi elementi probatori che si sono manifestati in quest'ultimo periodo e che, se risultassero veri, smantellerebbero le attuali sentenze di condanna."
Red.
http://www.destrasociale.org/articol...rticoloId=9232




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