Sarei curioso di avere notizie sugli ultimi sviluppi della vicenda.
Qualcuno ne sa niente?
La riassumo con qualche citazione e rispettivi link:
Latte nero per la Lega
Nuova inchiesta a Milano sulla Credieuronord. Per riciclaggio
di Vittorio Malagutti
Nel mirino i rapporti tra la banca e una serie di società tra cui quelle di Robusti, ex senatore leghista e leader dei Cobas Giù le mani dalle vacche padane, scandivano in coro i leghisti ai tempi eroici (per loro) della guerra sulle quote latte. E poi: «Nessuno tocchi gli allevatori del Nord», intimavano al mondo, con il leader Umberto Bossi che minacciava di guidare 50 mila manifestanti sotto le finestre degli eurocrati di Bruxelles. L'esercito è rimasto a casa. I Cobas del latte hanno rinunciato al viaggio. Perché muoversi? A Milano, nel bel mezzo della Padania, c'era già una banca che lavorava per loro. Una banca di sicuro affidamento, leghista al 100 per cento: la Credieuronord, pronta a mettersi al servizio degli allevatori più irriducibili, quelli che proprio non ne volevano sapere di rispettare le norme imposte dall'Europa all'Italia sulla produzione di latte. Un grande affare. Un giro da decine di milioni di euro. Ed è proprio seguendo le tracce di questi movimenti di denaro che la procura di Milano è arrivata a ipotizzare il reato di riciclaggio
[continua (ottobre 2005)]
56 imputati per quote latte: proscioglimento o rinvio a giudizio?
Al via l'udienza preliminare a Saluzzo: imputati anche nel Pinerolese. Gravi accuse - I legali: "I provvedimenti dei Tar hanno sempre dato loro ragione, con sospensive o sentenze di merito"
SALUZZO - Per i 56 imputati dell'inchiesta sulle Cooperative Savoia condotta dalla Procura di Saluzzo, in collaborazione con la Guardia di finanza, è arrivato il momento della verità. Mercoledì 7 alle 9 si apre l'udienza preliminare. Il Gup, dott. Alberto Boetti, dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla Procura e sostenuta dal dott. Maurizio Ascione in qualità di pubblico ministero. Cinque di loro sono accusati di essere stati, dalla fine del 1997 fino ad almeno tutto il 2004, "capi, promotori, costitutori, organizzatori dell'associazione per delinquere" finalizzata alla truffa ai danni dello Stato e dell'Unione europea e al falso in bilancio: si tratta di Giovanni Robusti, ex-parlamentare leghista, di Cristina Maestri, del saluzzese Denis Maero, di Francesco Robasto di Moretta e di Antonino Bedino di Scarnafigi, leader dei Cobas del latte cuneesi. Accanto a loro sfileranno altri 51 imputati, accusati di "Partecipazione nella associazione per delinquere" in quanto nel periodo oggetto dell'indagine sono stati amministratori o sindaci delle società cooperative Savoia 1-6 e della Fgr Spa, dirigendole secondo modalità definite "criminose" o omettendo "i dovuti controlli e la necessaria vigilanza sull'operato degli amministratori". La maggior parte è residente nella provincia di Cuneo, una quindicina nell'area di pianura tra Saluzzo e Pinerolo.
[continua (febbraio 2007)]Quote latte, Robusti a giudizio
Giovanni Robusti, ex parlamentare leghista, e altri 55 Cobas sono stati rinviati a giudizio con l' accusa di truffa sulle quote latte. La Finanza aveva scoperto diverse aziende che compravano latte in esubero e lo rivendevano a caseifici compiacenti. Secondo l' accusa, la truffa avrebbe consentito a 500 allevatori di percepire il compenso derivato dalla vendita di latte «in nero», cioè al di fuori del regime delle quote. Si parla di un raggiro di 200 milioni di euro.
10 maggio 2007
Quote latte, maxi-sanatoria
per gli allevatori multati
Quote latte, i Cobas vincono la prima battaglia. Il ministro all'Agricoltura Luca Zaia ha presentato stamane alla Camera un emendamento alla "Robin Hood tax" per riaprire la trattativa e sanare la situazione di chi, negli anni passati, ha prodotto più latte di quanto concesso. L'emendamento dovrebbe concedere, a chi ha sforato le quote, di saldare solo il 30% della multa sulla sovrapproduzione. E di farlo dilazionando il pagamento nei prossimi quarant'anni.
L'europarlamentare della Lega Nord Giovanni Robusti esulta: "Adesso, con l'emendamento presentato da un ministro pragmatico e coraggioso i presupposti per funzionare ci sono tutti. Sopratutto c'é la chiara evidenza che, senza quote disponibili per andare avanti a mungere faticosamente del latte, non si può immaginare di sanare un passato le cui ombre troppe volte denunciate dai produttori che hanno protestato, restano ancora evidenti". La chiusura del contenzioso si accompagna all'assegnazione delle nuove quote latte: prima chi è fuori produzione poi tutti gli altri. "Sarebbe un ribaltamento in termini di principio perché le quote verrebbero assegnate in primis a chi ha bisogno di produrre e di continuare a mungere".
Non è una questione da poco, se si pensa che in Italia il latte prodotto fuori quota ammonta a circa il 25% della produzione nazionale e interessa qualcosa come cinquemila allevatori. La questione delle multe pregresse interessa un numero ancora più alto di aziende: "Dal '96 a oggi – continua Robusti – abbiamo perso, anche per motivi strutturali, circa l'80% delle aziende. Certo che se al tempo – conclude ripetendo quello che da anni sostiene a ogni marcia dei trattori, parata di mucche e blocco stradale - qualcuno invece che leggere la Gazzetta dello Sport avesse partecipato alle riunioni dell'Europarlamento, oggi non saremmo in questa situazione".
9 luglio 2008




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