





Ultima modifica di blobb; 26-04-10 alle 20:43


Virus, piu' che l'energia (che arriva al nord dalla libia passando per il sud) sarei piu' preoccupato del mastino che sta lega del cazzo sta continuamente stuzzicando.
Al nord al massimo possiamo trovare qualche frocetto pronto a giocare a "softair", al sud invece tra mafiosi, camorristi etc etc oltre all'esercito completamente in mano ai meridionali stessi(tipo come i serbi nei balcani) mi sembrano un tantinello piu' incazzosetti e soprattutto armati.
Stuzzichi domani, stuzzichi dopodomani alla fine il pur mite popolo meridionale si accorgera' ad un tratto che l'unità d'italia in realta' è stata una furbata del nord per colonizzarlo. Stavolta però il coltello dalla parte del manico si trova dall'altra parte della barricata.
Ultima modifica di venetoimpenitente; 26-04-10 alle 20:46
I "sud tirolesi":"Noi non ci sentiamo padani perché abbiamo un patrimonio genetico basato sulla legalità, sulla convivenza, sul rispetto delle diverse tradizioni culturali purché non lesive della libertà altrui..."






il debito pubblico è nazionale, anche se contratto in massima parte dal sud in 50 anni; l'unico modo per dividerlo in modo un minimo equo è quello di calcolare la quota di debito procapite spettante a ciascun cittadino.non esiste accollarne una parte maggiore , per l'ennesima volta, ai cittadini del nord, oltre il danno la beffa?
Quoto Benjamin, Gualerz e Flenzi su questo
Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"




Anch'io penso che con una ripartizione del genere il nord ci perderebbe come sempre....ma qui c'è gente che sostiene addirittura che una suddivisione del genere, assolutamente draconiana, sarebbe inaccettabile per il povero sud...per il sud qualsiasi cosa è inaccettabile.
Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"


I "sud tirolesi":"Noi non ci sentiamo padani perché abbiamo un patrimonio genetico basato sulla legalità, sulla convivenza, sul rispetto delle diverse tradizioni culturali purché non lesive della libertà altrui..."