

Succede che la Camusso e Landini restino gli unici rappresentanti della sinistra italiana e, paf!, mi si cambia l'avatar glorioso. Tutto d'un tratto... FACEPALM


Non e' che lo dimenticano... e' che sono stati imbrogliati.
Ricordo che una decina di anni fa volevo investire quattro soldini e mi fu detto che i titoli pubblici rendono poco ma sono sicuri. "Perche' sono sicuri ?" chiesi ... e mi fu detto che lo stato non puo' fallire. Ma io insistei ... "perche' lo stato non puo' fallire ?" ... "perche' lo stato siamo tutti noi" fu la risposta.
Rimasi con la faccia a punto interrogativo... ma accantonai la domanda come una di quelle la cui risposta e' una specie di atto di fede.
Solo anni dopo mi chiarii definitivamente la questione... e il fatto e' che ancora moltissimi credono a quella strane affermazioni mistiche spiega i rendimenti ridicoli dei titoli di stato. Solo adesso qualcuno inizia ad aprire gli occhi...




La pluralità di ofertà di moneta è un chiaro vantaggio per la crescita economica. Che gli stati europei tornino alle monete nazionali. E' un vantaggio per tutti. Cultura compresa. Il mercato è giudice e sta condannando l'euro del cazzo, infima moneta forzata e odiata da tutti.
Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


trovata su un altro forum
ALLA GOLDMAN SACHS GLI IMPIEGATI COMPRANO LE PISTOLE:
Arrabbiati e' troppo poco. Forse i termini imbestialiti, furiosi, potrebbero calzare meglio per descrivere lo stato d'animo dei contribuenti americani dopo il crollo di Wall Street del 2008 e i bailout federali che sono conseguiti per risollevare le sorti dei grandi gruppi finanziari. A rimpolpare la rabbia e' ora pero' il veder finire le proprie tasse sottoforma di bonus aziendali destinati ai dipendenti degli stessi gruppi. E' una collera pubblica, quella che potrebbe scatenarsi contro i dipendenti del gruppo Goldman Sachs. Loro ne sono ben consapevoli, quindi a scopo precauzionale, si comprano le armi. Non e' la trama di un far west ambientato nel 2000 ma la verita' raccontata dalla columnist di Bloomberg News, Alice Schroeder. La nota firma, scrive di come un suo amico e dipendente della Goldman, le abbia raccontato di aver presentato richiesta alla polizia per la licenza del porto d'armi, utilizzando come credenziale il nome "Goldman Sachs". Sebbene non sia per nulla semplice e automatico nello stato di New York ottenere un permesso per acquistare un'arma, sembra che il caso sopracitato non sia l'unico. L'amico che rivela questa informazione alla columnist racconta di diversi senior della Goldman che si stanno rifornendo di pistole per difendersi, "nel caso in cui qualche populista si azzardasse a fare irruzione nella loro sede". Alice Schroeder, autrice di "The Snowball: Warren Buffett and the Business of Life" , e fra l'altro ex manager della Morgan Stanley, ha contattato il portavoce della Goldman Sachs per chiedere spiegazioni ma non ha ricevuto risposta.
Il dipartimento di polizia invece le ha detto: alcuni dipendenti di Goldman Sachs hanno l'autorizzazione al porto d'armi ma ci vorra' del tempo prima di sapere i loro nomi. Possedere un'arma commenta la giornalista, non significa necessariamente essere nelle condizioni di riuscire a difendersi al momento dell'aggressione. Forse i dipendenti di Goldman si stanno lasciando contagiare dalla stessa mania di persecuzione che aveva colpito Lloyd Blankfein, chief executive officer della banca il quale, alla vigilia del collasso della Bear Stearns, aveva chiesto alle autorita' locali l'autorizzazione per installare un cancello di sicurezza nella sua villa.
Sebbene molti a Wall Street siano preoccupati per le eccessive differenze di reddito e concordino nel ritenere ingiusto l'attuale sistema finanziario, non significa necessariamente che per solidarieta' nei confronti della povera gente, si trasferiscano nelle roulotte. La storia dell'acquisto di armi da parte dei dipendenti della Goldman, incalza la columnist, e' l'emblema della mentalita' "wallstreetiana", di coloro a cui piace pensare che sebbene siano stati aiutati, rimangono dei veri duri, dei Clint Eastwoods della finanza, con in una mano un pugno di dollari e nell'altra la pistola "L'ultima cosa che vogliono" conclude la Schoreder, "e' essere pagati equamente".
Figliolo, lei è un asino...
(D.Pastorelli, cit.)


La Grecia stringe sugli aiuti Ue-Fmi
Portogallo vacilla sotto il peso del debito
Il ministro delle Finanze Papacostantinou preme perché la procedura si completi in tempo per il pagamento del debito in scadenza, il 19 maggio. Domani giornata cruciale per le decisioni della Germania. Ad Atene ferve la protesta: per il 5 maggio nuovo sciopero generale. La Borsa greca sprofonda a -6%. Intanto, Standard & Poor's taglia di due livelli il rating di Lisbona
ATENE - Standard & Poor's taglia di due livelli il rating sovrano del Portogallo, da 'a+' ad 'a-', mantenendo le prospettive negative. Secondo S&P, il deficit di Lisbona potrebbe toccare quest'anno l'8,5% del Pil. Tagliato anche il rating nel breve termine ad A-2 da A-1. La decisione di S&P è il risultato del modo insoddisfacente della gestione dell'elevato debito pubblico e della situazione debole dell'economia, oltre che la conferma di come il Portogallo si avvii a essere il prossimo paese dell'area euro a soccombere sotto il peso dei debiti dopo la Grecia, la cui situazione è resa sempre più difficile dalle proteste interne per le durissime misure finanziarie affrontate e dalla diffidenza dei partner europei, ancora divisi sulla questione degli aiuti finanziari.
Ma senza gli aiuti dell'Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale, ha detto oggi il ministro delle Finanze di Atene, Georges Papaconstantinou, la Grecia ormai non può più accedere ai mercati finanziari per ottenere i fondi necessari entro il 19 maggio per ripagare il debito in scadenza. A causa delle difficoltà finanziarie della Grecia il differenziale di rendimento tra i decennali greci e gli analoghi titoli tedeschi, è volato a 700,2 punti base, il massimo da 12 anni. E la Borsa greca sprofonda: a metà pomeriggio l'indice generale perdeva il 6,15% e quello dei titoli principali il 6,8%.
La Banca centrale di Atene, che contava su una contrazione del Pil del 2% nel 2010, ritiene che invece per l'anno in corso la recessione potrà essere maggiore del previsto. Una riduzione del Prodotto interno lordo più grande di quella calcolata "è molto probabile alle condizioni attuali, caratterizzate da un alto livello di incertezza", ha affermato il governatore della Banca di Grecia, Georges Provopoulos, spiegando che il calo del Pil è avvenuto principalmente "a causa del forte crollo degli investimenti, ma anche dei consumi privati e delle esportazioni". Il deficit della Grecia potrebbe inoltre salire al 14% per il 2009, sostiene Papacostantinou. Il deficit greco era stimato al 12,9% per l'anno scorso, ma qualche giorno fa Eurostat ha corretto al rialzo la stima portandolo al 13,6%.
I negoziati fra il ministero delle Finanze e funzionari della Commissione europea, Bce e Fmi per definire le condizioni finanziarie ed economiche per l'eventuale attivazione del meccanismo di sostegno alla Grecia sono cominciati a metà della settimana scorsa. Il principale ostacolo per la concessione degli aiuti rimane la Germania: tra l'altro oggi un sondaggio effettuato tra i tedeschi ha confermato che le perplessità del governo di Berlino sono condivise dalla popolazione, solo il Il 57% degli intervistati si oppone ad un possibile prestito di emergenza di 45 miliardi di euro alla Grecia da parte del Fondo Monetario Internazionale e l'Unione europea, mentre solo il 33% ritiene che sia una misura appropriata. La Germania dovrebbe contribuire con 8,4 miliardi di euro.
Domani la cancelliera tedesca Angela Merkel sarà impegnata in una serie di vertici sulla Grecia fino al tardo pomeriggio. Secondo quanto scrive l'agenzia stampa Dpa, la Merkel terrà un primo incontro fuori programma con numerosi ministri dell'esecutivo dopo la riunione settimanale del Gabinetto. A questo appuntamento parteciperanno i ministri del Cancellierato, Ronald Pofalla (Cdu), degli Esteri, Guido Westerwelle (Fdp), delle Finanze, Wolfgang Schaeuble (Cdu), della Giustizia, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger (Fdp), oltre a rappresentanti dei ministeri dell'Economia e dell'Interno.
Il ministero delle Finanze, intanto, sta lavorando "in modo febbrile" - secondo la Dpa - a un disegno di legge per la prevista partecipazione della Germania al piano di aiuti alla Grecia. Sempre domani, secondo il calendario degli appuntamenti del governo, Schaeuble incontrerà nel pomeriggio il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, e il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Khan. Dopo questo incontro, è previsto un altro vertice sulla Grecia, questa volta tra la Merkel, Strauss-Khan, il Segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria, il direttore generale dell'Ilo, Juan Somavia, il direttore generale dell'Organizzazione mondiale del commercio, Pascal Lamy, e il presidente della Banca mondiale, Robert Zoellick.
Intanto il premier greco George Papandreou ha lanciato un appello al Paese e in particolare ai sindacati, dal momento che da giorni sono in atto proteste dei lavoratori contro le misure anticrisi assunte dal governo: "L'ora della verità è arrivata, il governo deve affrontare la più grave crisi che il Paese abbia conosciuto dopo il ritorno della democrazia nel 1974", ha detto il premier, sottolineando come sia un "dovere patriottico" salvare la Grecia dalla bancarotta. Papandreu ha assicurato che verrà condotta "una lotta di liberazione per uscire dalla tutela dell'Ue e dell'Fmi", ma intanto gli aiuti sono necessari. I sindacati contestano invece la gestione della crisi da parte del governo: un nuovo sciopero generale è stato convocato dai sindacati greci del settore privato Gsee e pubblico Adedy contro le misure di austerità per il prossimo 5 maggio.
La Grecia stringe sugli aiuti Ue-Fmi Portogallo vacilla sotto il peso del debito - Repubblica.it
Figliolo, lei è un asino...
(D.Pastorelli, cit.)


Ma qualcuno crede ancora alle agenzie di rating?
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Cosa sono i cds?
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