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Discussione: Dove va Bologna?

  1. #1
    Mulino Bianco
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    Predefinito Dove va Bologna?

    E' iniziata ieri su Il Resto del Carlino di Bologna una serie di interviste a protagonisti della vita economica, politica, sociale e culturale della città.

    Vediamo di cosa si tratta.

  2. #2
    Mulino Bianco
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    Predefinito «Neanche un ufficio stampa per promuovere questa città»

    di LUCA ORSI
    BOLOGNA è bella, ma nessuno lo sa. O solo pochi lo sanno. D’altronde, se in Comune «non esiste neppure un ufficio stampa turistico, come c’è invece in realtà molto più piccole, qualcosa vorrà pur dire», afferma Celso De Scrilli, numero uno di Federalberghi e vicepresidente dell’Ascom.
    Insomma, alla nostra città — stritolata fra Venezia e Firenze, vere e proprie corazzate del turismo culturale — manca un’adeguata azione di marketing.
    Per cercare di andare oltre l’immagine stereotipata fatta solo di portici e tagliatelle. Purtroppo, ammette De Scrilli, «non c’è mai stato un vero progetto di promozione turistica di Bologna all’estero».

    Come rimediare?
    «Guardandosi in giro. Prendendo altri ad esempio».
    Chi altri?
    «Genova. In pochi anni è stata rilanciata grazie all’azione coordinata di maggioranza e opposizione, Comune e Provincia, privati e pubblico».
    Scenario improbabile a Bologna.
    «Peccato, perché le potenzialità ci sono. Si tratta di lavorare tutti insieme, con un’unica cabina di regia, su uno stesso progetto, senza personalismi o prime donne. A partire dai politici».
    Le risorse, però, scarseggiano.
    «Per questo non vanno sprecate. Occorre scegliere bene e valorizzare ciò che abbiamo. Servono anche piccole cose».
    C’è per esempio la proposta di ‘sfruttare’ meglio l’immagine di Guglielmo Marconi.
    «Ecco, abbiamo in casa un genio, ma sfido qualcuno a trovare alla stazione, al ‘suo’ aeroporto o negli uffici turistici, una brochure che ne parli. Al Museo di Pontecchio vanno solo le scuole. All’estero, certi tesori li fanno fruttare al meglio. Non parliamo poi di Morandi, ancora troppo poco valorizzato».
    Ha una sua ricetta per attirare turisti?
    «Grandi mostre, eventi ripetuti anno dopo anno, in modo che Bologna diventi un marchio culturale riconosciuto».
    Le grandi mostre costano.
    «Ci sono riuscite città più piccole, come Treviso e Brescia. Qui sembra impossibile. Ma se si remasse tutti dalla stessa parte...».
    E i congressi, tirano ancora?
    «Il turismo congressuale è importante, perché fa da traino anche a quello culturale. Mentre chi viene in fiera pensa solo al business e non vede altro, i congressi sono un mix fra affari e leisure. E se la città piace, ci si torna, magari in vacanza».
    Ci sono spazi adeguati?
    «Avere aggiunto al Palacongressi gli spazi dell’ex Galleria d’arte moderna è molto importante. Il turismo congressuale è senz’altro un settore su cui lavorare molto. Anche perché altre realtà non stanno a guardare».
    Su cosa puntare ancora?
    «Aeroporto e fiera. Bene l’arrivo dei voli low cost al Marconi, ma occorrono investire in nuovi spazi di parcheggio per gli aeromobili e in un sistema di finger, i ponti mobili per l’imbarco e lo sbarco».
    E la Fiera?
    «Ha bisogno di essere rilanciata. Veniamo da una gestione abbastanza infelice. Ora dobbiamo non perdere altre fiere, attrarne di nuove, magari esplorando settori di nicchia. Non bisogna pensare solo a grandissime fiere».
    Come giudica il nuovo management?
    «Penso che il nuovo presidente,, Fabio Roversi Monaco, sia la persona giusta. Ciò che ha fatto a Bologna l’ha sempre fatto per Bologna. Riponiamo molte speranze in questo nuovo corso».
    I turisti, comunque, negli anni sono aumentati.
    «Non basta per consolidare la presenza di Bologna nei pacchetti dei tour operator. Dobbiamo lavorare per portare più presenze. Anche perché, in un periodo di consumi fermi, se crescono gli arrivi crescono anche il commercio e l’economia».

    Chi è Celso De Scrilli:
    Guida Federalberghi, numero due di Ascom.
    Nato a Pesaro nel 1957, De Scrilli è da quattro mandati presidente di Best Western Italia. Vicepresidente dell’Ascom,
    è numero uno dell’Associazione albergatori e siede nella giunta nazionale di Federalberghi.


    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - 5 agosto 2008

  3. #3
    Mulino Bianco
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    Predefinito «Città e istituzioni, frattura dannosa»

    «C’è un clima di rissa imbarazzante che lacera la coesione sociale»

    di LUCA ORSI
    IL VERO nodo che soffoca Bologna è «la frattura fra la città e la sua amministrazione, fra le istituzioni pubbliche e il territorio che governano». Una situazione di conflittualità che Luigi Marino — presidente nazionale di Confcooperative, colosso delle coop ‘bianche’ — definisce «imbarazzante». Ci sono «troppi strappi, un clima di rissa, insulti mediatici che non fanno aprire la città al nuovo e neppure rafforzare le nostre radici». Radici che affondano «nell’avere saputo trasformare il lavoro e il valore dell’impresa, profitti compresi, in benessere sociale e qualità della vita».

    Da quando nota queste tensioni?
    «E’ una situazione inedita che si è evidenziata negli ultimi tempi. Si è provocata una lacerazione della coesione sociale».
    Con quali conseguenze?
    «Questa frattura genera un ribollire di egoismi anche fra le categorie. Quando manca un regista capace di raccogliere e fare sintesi delle necessità e delle lamentele dei cittadini, una società non è più dinamica, generosa e solidale. E’ ferma. E nella staticità c’è l’egoismo».
    Cosa ha causato questa rottura?
    «La mancanza di volontà di dialogare, l’incapacità di ascolto, una certa arroganza di alcuni amministratori. E poi il ritorno al centralismo, al ruolo primario del pubblico».
    Che rimedio propone?
    «L’esigenza prioritaria è un governo istituzionale che crei coesione sociale. Uno dei passaggi è attuare il principio della sussidiarietà orizzontale. Evitare quindi lo strisciante dirigismo burocratico, il centralismo decisionale».
    Può fare un esempio di cosa non funziona?
    «Penso alla vicenda Hera, all’enfasi sulla quotazione in Borsa, sulle acquisizioni che ne fanno una società sempre più grande».
    E’ diventata un colosso, fra le prime tre multiutility italiane.
    «Ma la cosa non ha prodotto più efficienza né prezzi più bassi. L’operare in regime monopolistico e l’essere quotata in Borsa (dove il valore dei titoli si ha con il profitto) determina un doppio binario che ha portato a un aumento delle tariffe senza controllo. E nessun beneficio a famiglie, persone e imprese».
    Come vedrebbe l’assetto di Hera?
    «Ritengo che ci siano servizi, come l’acqua, che non possano che rimanere in mano pubblica, o di una cooperativa di utenti. Non possono essere messe sullo stesso piano e gestite da spa quotate in Borsa. Non può esserci un mix con società con funzioni industriali. E’ uno snaturamento della funzione pubblica».
    Fra i servizi, come vede il trasporto pubblico?
    «La collaborazione fra Atc e locali cooperative di trasporto persone ha portato benefici ai bilanci delle aziende e alla qualità del servizio. Purtroppo, non si è estesa. L’efficienza di Atc passa attraverso una strategia più ampia di collaborazione con i privati. E, a Bologna,c i sono condizioni per una parziale privatizzazione di Atc, con apertura del capitale azionario a privati. Mi pare invece che si voglia mantenere lo status quo».
    Come valuta la crescita urbanistica della città?
    «Occorre fare di più per l’housing sociale. Noi presentammo un progetto per case in affitto a canone concordato, per integrare lavoratori immigrati e studenti fuori sede. Serve più determinazione in chi governa. Invece si dà spazio alla speculazione, come è successo al quartiere fieristico».
    Come stanno le nostre imprese?
    «Bologna deve sostenere la crescita e l’innovazione delle imprese. La città ha bisogno di imprese che crescono nelle dimensioni, per essere in grado di fare ricerca. Non c’è alternativa. Decisivo, per la capitalizzazione delle imprese, sarà il ruolo dei consorzi fidi e della finanza di sistema».
    Capitolo infrastrutture.
    «Che fine hanno fatto tutte quelle annunciate? Va avanti solo il Civis, che è la meno innovativa».

    Chi è Luigi Marino.
    Una vita in Confcooperative E vent’anni nel cda della Fiera
    LUIGI Marino ha rivestito in Confcooperative alcuni degli incarichi principali: nel 1975 è vicedirettore di Confcooperative Emilia-Romagna, dove nel 1979 diventa vicesegretario generale. Nel 1983 è presidente dell’Unione provinciale di Bologna, carica che riveste ancora oggi. Nel 1988 è eletto vicepresidente nazionale, e nel 1991 arriva alla presidenza. Dal 1987 al giugno 2008 è nel Cda di Bologna fiere, di cui è stato vicepresidente dal 1997.


    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - 6 agosto 2008

  4. #4
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    Bologna è in assoluto una delle città più belle d'Italia. Purtroppo è sotto ricatto da una situazione che la vuole centro di un potere immutabile. ma quant'è bella ragazzi!

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Pramsan Visualizza Messaggio
    Bologna è in assoluto una delle città più belle d'Italia. Purtroppo è sotto ricatto da una situazione che la vuole centro di un potere immutabile. ma quant'è bella ragazzi!

    Purtroppo era bella, Pramsan, era...
    Adesso è una schifezza, come sporcizia, come gentaglia, come malavita, tutto.


  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da zeus e apollo Visualizza Messaggio
    Purtroppo era bella, Pramsan, era...
    Adesso è una schifezza, come sporcizia, come gentaglia, come malavita, tutto.


    la Bologna simbolo del ben vivere, della coesione sociale, della politica al servizio del cittadino, del buon governo, non esiste più. oggi trovi dovunque disordine, sporcizia, chiasso, confusione, tagliagole, drogati, scippatori, questuanti, sporcaccioni. mi dispiace ammetterlo, ma la mia parte politica ne porta gelle grandi responsabilità. ma a Palazzo d'Accursio non si sono ancora accorti che la gran maggioranza dei loro amministrati, ne ha i maroni pieni di questo modo di gestire la cosa pubblica?

  7. #7
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    no perchè tanto loro contano i voti e il conto torna sempre

  8. #8
    Emiliano-Luneziano
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    Citazione Originariamente Scritto da zeus e apollo Visualizza Messaggio
    Purtroppo era bella, Pramsan, era...
    Adesso è una schifezza, come sporcizia, come gentaglia, come malavita, tutto.

    Ragazzi mi riferivo alle bellezze architetturali e urbanistiche della città! La sua posizione ai piedi delle colline, la bontà della sua cucina, gli archi, questo "profumo di medioevo" che si vede nelle case e nelle strade del centro e il carattere gentile e aperto dei bolognesi....
    Oggi, sia chiaro, meglio vivere in città più piccole e che sono riuscite a preservare uno stile di vita più tranquillo, a misura d'uomo, un adeguata sicurezza, una migliore integrazione con gli immigrati, pur offrendo possibilità di svago, un bel quadro di vita, sensibilità sociale e possibilità di arricchimento culturale.

  9. #9
    Mulino Bianco
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    Citazione Originariamente Scritto da Pramsan Visualizza Messaggio
    Ragazzi mi riferivo alle bellezze architetturali e urbanistiche della città! La sua posizione ai piedi delle colline, la bontà della sua cucina, gli archi, questo "profumo di medioevo" che si vede nelle case e nelle strade del centro e il carattere gentile e aperto dei bolognesi....
    Oggi, sia chiaro, meglio vivere in città più piccole e che sono riuscite a preservare uno stile di vita più tranquillo, a misura d'uomo, un adeguata sicurezza, una migliore integrazione con gli immigrati, pur offrendo possibilità di svago, un bel quadro di vita, sensibilità sociale e possibilità di arricchimento culturale.

    Le bellezze delle nostre Chiese, gli splendidi palazzi... purtroppo anche queste sono bellezze che appartengono al passato.
    Certo, quella Chiesa c'è ancora, quel palazzo storico anche, le due torri per fortuna sono ancora in piedi, ma in che condizioni sono?
    Tutti i muri, TUTTI, tutti i portoni, tutte le serrande di tutti i negozi sono imbrattate dalle scritte "artistiche" (artistiche per chi, poi, non si sa) degli spray quando va bene, altrimenti sono puzzolenti grazie alle pipì di tutti i barboni pankabestia che ci sono... e qui mi fermo.

    Quando parlavo di schifezza, di sporcizia, è anche a questo che mi riferisco.
    Al turista che arriva a Bologna mostriamo sì la splendida Chiesa, ma bisogna essere capaci di chiudersi il naso per non respirare le puzze che ci sono sotto i portici e bisogna fingere di non vedere che non c'è un solo muro pulito.
    Per non parlare della gente che si incontra, ma è un altro discorso...

  10. #10
    itaglia=paese miserabile
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    Il processo è purtroppo irreversibile, Bologna come e + di altre città italiane ha imboccato una strada in discesa molto molto difficile da interrompere.
    La classe politica che da 60 anni domina questa regione e le sue città vuole cosi.
    Sino a che gli Emiliano Romagnoli continueranno a votare senza riflettere su quel che fanno le cose non potranno che peggiorare, certo la regione resterà negli attuali confini da Piacenza a Rimini.
    Ma a quale prezzo!

 

 
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