



la francia che e' un paese civilissimo e' pieno di centrali nucleari e depositi e la gente sta bene !!!
a proposito io ero l'ultimo spezzino ad nn avere un genitore con il cancro, in questi giorni mio padre gli e' stato diagnosticato un cancro all'esofago, vedi che i cancri nn sono le centrali che li fanno venire ?


ha 7 reattori.
no, non tiene conto del fattore di utilizzo. era solo come paragone.
ma il numero di reattori è relativo, anche una centrale termoelettrica ha più gruppi o una eolica più pale... è la potenzialità del complesso che conta.
per il mio modesto parere, fare 8000 MW termoelettrici in una sola centrale è come intossicare tutti quelli che ci stanno intorno...
differenziamo le fonti, il resto sono parole


Povera piccola Centrale che non sarai mai
un canto eschimese io ti amo
voglio mettere una caramella
nel tuo catino profondo
Una parrucca di Goldilocks sulle tue scorie piombate
e farti saltellare con me come Hansel e Gretel
sullo schermo di Hollywood..
(adattamento da Gregory Corso ).....![]()
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


fai anche questi due conti:
gli apparecchi in stand by (la lucina del TV) consumano tra i 5 ed i 7 watt ciascuno.
Quanti ne abbiamo in casa? Sicuramente il 99% delle famiglie posseggono almeno la televisione, molti hanno anche dvd, registratore, stereo, decoder terrestre, decoder satellitare, home theatre e televisioni aggiuntive.
Se facciamo un calcolo medio ogni famiglia italiana possiede almeno 4 elementi continuamente accesi (in stand by) in casa. Per una media di 25 Watt (di potenza) consumati ogni ora.
Quindi 25 Wh di energia.
Proviamo a moltiplicare per 24 ore, per i giorni dell’anno (365) e per il numero di famiglie (circa 20 milioni)............
Oppure moltiplichiamo semplicemente per il numero di famiglie. Si ottengono circa 500 MegaWatt ogni ora. O se volete 500MWh.
Adesso andiamo sul sito dell’ENEL a vedere un po’ di centrali elettriche italiane. Scopriamo così che l’impianto eolico di Montearci, Oristano produce 10,8 MW, quello, sempre eolico, di Acquaspruzza, Isernia circa 2,7 MW. Si passa poi alle centrali idroelettriche da 4 MW, come quella di Povo. Per arrivare a numeri equivalenti ai nostri 500 MW occorre andare sulle centrali classiche (ad olio combustile), dove le centrali più grandi (Torrevaldaliga e Porto Tolle) arrivano alla bella cifra di 2640 MW.
In sostanza c’è una centrale elettrica ecologica (al top dell’ecologia) di 500 MW che serve solo ad alimentare le nostre inutili lucine di stand-by...
BASTA SPEGNERLE !
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come fare con il problema delle scorie?
una possibile soluzione ci viene offerta dal novello anti-nuclearista Rubbia:
Reattore che genera energia e distrugge le scorie
Dai sottomarini russi i segreti del piombo
----------------------------------------------------------------- Nuovi sviluppi nel progetto del Nobel Carlo Rubbia presentati alla conferenza della Societa' italiana di fisica Reattore che genera energia e distrugge le scorie Novita' nell'ormai piu' che decennale ricerca di Carlo Rubbia per un nucleare alternativo sia ai tradizionali reattori a fissione sia ai tokamak per la fusione termonucleare controllata del futuro. Una proposta arricchita di nuovi dettagli e' stata presentata nei giorni scorsi dal Nobel al congresso del centenario della Societa' italiana di fisica, svoltosi a Como (Villa Olmo), e prevede un sistema ibrido dato dall'accoppiamento di un acceleratore e di un reattore, puntando sui neutroni veloci e la reazione cosiddetta di "spallazione" per realizzare l'ormai famoso "amplificatore di energia". I fisici nucleari hanno sempre saputo che esiste un altro modo, oltre alla fissione, per spezzare un nucleo. Basta infatti colpirlo con protoni sufficientemente accelerati e qualunque nucleo si spezza, liberando un gran numero di neutroni oltre ai frammenti. Questo e' il fenomeno della "spallazione" e da essa si puo' ottenere un vantaggio energetico, nonostante l'enorme energia richiesta per accelerare i protoni. In passato, proprio per questa spesa d'energia iniziale, la reazione di spallazione non ha mai giocato un ruolo importante nell'energetica nucleare. Oggi Rubbia ritiene che le cose siano radicalmente cambiate in virtu' degli spettacolari progressi conseguiti nella tecnologia degli acceleratori. Lo schema di Carlo Rubbia prevede una prima fase in cui protoni accelerati all'energia di almeno un giga - elettron - volt bombardano del piombo, i cui nuclei si spezzano nella reazione di spallazione, dando origine a decine di neutroni e a una serie di nuclei - figli. I neutroni finali vanno ad attaccare il materiale fissile del reattore accoppiato all'acceleratore. Si tratta di un reattore le cui dimensioni non superano quelle cosiddette critiche, necessarie per mantenere una reazione a catena in grado di autosostenersi. I neutroni generati dalla spallazione vanno pertanto a provocare delle reazioni di fissione nel reattore mantenuto sotto - critico, liberando cosi' energia come nei reattori convenzionali. Per il nuovo tipo di reattore, Carlo Rubbia pensa di usare come combustibile il torio, che si trova come l'uranio nella crosta terrestre, ma e' tre volte piu' abbondante. Inoltre, con il torio si evita quasi del tutto la produzione di plutonio, che e' altamente tossico e rimane radioattivo per decine di migliaia d'anni. Il Nobel Georges Charpak e Richard Garwin (gia' fisico - principe dell'Ibm e ascoltato consigliere della Casa Bianca) ritengono che lo schema di Rubbia rappresenti una svolta nella tecnologia nucleare, che porra' fine alla fase per cosi' dire fermiana del nucleare stesso (si veda il loro libro "Feux follets et champignons nucleaires", Odile Jacob). Il sistema ibrido proposto da Rubbia puo' pero' essere utilizzato anche come inceneritore di scorie nucleari. E' cioe' in grado di bruciare i rifiuti radioattivi provenienti dal ritrattamento che si fa per recuperare il combustibile residuo ed incombusto dei reattori esistenti. E' in grado di bruciare anche il plutonio che in combinazione con l'uranio e' anch'esso un combustibile che si pensa verra' sempre piu' utilizzato nel futuro, anche per disfarsi delle scorte di plutonio accumulate nella corsa agli armamenti. E' questa la finalita' che oggi viene avvertita come piu' immediata e piu' impellente per il sistema proposto da Rubbia, cosi' come nei normali inceneritori di rifiuti solidi urbani l'eliminazione dei rifiuti e' un fine primario rispetto allo sfruttamento del calore prodotto. L'obiettivo primario di Carlo Rubbia e' oggi la costruzione d'un prototipo industriale evolutivo in grado di giungere a 250 megawatt di potenza finale. Il costo di sviluppo della macchina per i prossimi 5 anni e' stato stimato in 500 miliardi di lire. Il progetto di Carlo Rubbia ha ultimamente attirato l'attenzione di svariati gruppi industriali europei specializzati nell'alta tecnologia: dalla societa' italiana Ansaldo alla tedesca Siemens, alla francese Framatome e alla britannica Nnc. Essi hanno insieme costituito un consorzio per sollecitare l'interesse dell'Unione europea al progetto che coinvolge sia la tecnologia dei combustibili nucleari, sia il problema del bruciamento del plutonio delle testate nucleari, particolarmente impellente nel dopo - guerra fredda.* Dai sottomarini russi i segreti del piombo Fra le caratteristiche piu' audaci del progetto di Rubbia vi e' il ricorso al piombo fuso come refrigerante. Nel reattore a neutroni veloci Superphenix si impiega il sodio liquido e l'esperienza accumulata potra' essere utile. Il piombo viene invece preferito da Rubbia perche' a differenza del sodio non reagisce rapidamente con l'acqua e l'aria. Nessuno in Occidente ha pero' esperienza col piombo come refrigerante. Ce l'hanno invece i russi, avendolo usato nei sottomarini nucleari della classe alfa: proprio quelli ispiratori del film "Ottobre Rosso" con Sean Connery. Fabbricati in titanio sono capaci di raggiungere la velocita' di ben 46 nodi alla profondita' di mille metri.*
http://archiviostorico.corriere.it/1...11164815.shtml


Ma tu lo sai che sei proprio nella regione più vicina a depositi provvisori e non sicuri di scorie nucleari (visto che a causa di quelli come te e di politici buoni a nulla non si è ancora riusciti a costruire depositi seri, come doveva essere quello di Scansano Jonico?)