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Demogorgon
E' quasi la stessa cosa che mi hanno detto i preti protestanti con cui ho parlato, i quali peraltro ovviamente non hanno la confessione come sacramento. La loro idea e' fondamentalmente che e' molto piu' importante partecipare all'eucarestia.
Non altrettanto la risposta che ho avuto dai cattolici, secondo i quali invece devo cambiare idea e basta. Ovviamente pero' non e' possibile "decidere" di pentirsi se non ci si sente in colpa. Io sono in generale convinto che lussuria e gola non sono neppure peccati in se'. Naturalmente mi sono confessato a riguardo, e alla fine sono stato assolto (anche perche' il prete era a conoscenza del fatto che avendo gia' deciso di sposarci avremmo presto "regolarizzato" il tutto). Ma se anche vengo assolto, essendone convinto, dopo 1 secondo non ritorno gia' nel peccato (di superbia e di disubbidienza)? Non dispero del perdono, ma non vorrei comunque commettere un'offesa verso Dio facendo la comunione quando sono sostanzialmente in forte contrapposizione con la chiesa (anche su altri temi...).
Non posso non concordare con l'analisi del caso che hanno fatto i protestanti a cui ti sei rivolto. Pur non concordando assolutamente con loro sulla posizione "desacramentata" dell'Eucarestia.
La confessione (e relativa assoluzione) nel mondo cattolico sembra essere quanto di più aleatorio possa esistere. Alle volte si assiste a sacerdoti cattolici che assolvono tranquillamente persone nella tua posizione (considerandolo quasi un non-peccato), altri sacerdoti invece, dopo pesanti tirate sul peccato carnale e sull'irriducibile dualismo anima-corpo, non assolvono senza reale e fattiva promessa di "non ricaderci". Sembra una sorta di cabala dove sei fortunato se imbrocchi il sacerdote più liberal.
Ho conosciuto molti casi di persone nella tua medesima situazione che hanno ricevuto risposte assolutamente antagoniste a seconda della formazione e della sensibilità del sacerdote da cui si andavano a confessare.
Questo aspetto della Sorella Chiesa di Roma non riesco ancora a comprenderlo... mysterium ecclesie! :rolleyes:
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Thomas Cranmer
...altri sacerdoti invece, dopo pesanti tirate sul peccato carnale e sull'irriducibile dualismo anima-corpo, non assolvono senza reale e fattiva promessa di "non ricaderci".
In effetti questo e' proprio quello che mi e' successo. Era molto che non mi confessavo (considera pero' che venivo da un lungo processo di riavvicinamento alla religione dopo anni di delusione) e avevo deciso di farlo prima del matrimonio. Il prete sapeva che stavo per sposarmi e mi disse che solo per questo poteva assolvermi. Mi fece promettere di non trombare piu' fino alla notte di nozze. Promisi e mantenni. Pero' la notte di nozze era il mercoledi' dopo... :rolleyes:
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Originariamente Scritto da
Demogorgon
Ma se anche vengo assolto, essendone convinto, dopo 1 secondo non ritorno gia' nel peccato (di superbia e di disubbidienza)? Non dispero del perdono, ma non vorrei comunque commettere un'offesa verso Dio facendo la comunione quando sono sostanzialmente in forte contrapposizione con la chiesa (anche su altri temi...).
Sinceramente, mi cadono un po' le braccia. Ma in che cosa crediamo? In un Dio di misericordia o nel Grande Poliziotto? I Vangeli sono pieni di episodi in cui gli Apostoli fanno figuracce tremende e Gesù li cazzia perchè dimostrano chiaramente di non avere ancora capito nulla dell'avvenimento in cui si trovano presi. Ma non per questo Lui li manda via, dicendo "tornate quando sarete convinti". E' restandoGli vicino che si cresce nella fede, mica andando da un'altra parte. Per me è grave che tu stia rinunciando all'Eucarestia per questi motivi.
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Ma allora perche' i preti cattolici me ne fanno sempre una questione cosi' grave? :-00w09d
Io sto dicendo appunto che vorrei farla, secondo voi mi sto facendo troppi problemi? Posso accontentarmi del fatto di essere assolto? Se il prete che mi capita la prossima volta non mi assolve perche' non sono pentito di qualcosa, posso cavarmela cercandone un altro piu' indulgente? E' questo un comportamento corretto?
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Originariamente Scritto da
Demogorgon
Ma allora perche' i preti cattolici me ne fanno sempre una questione cosi' grave? :-00w09d
Io sto dicendo appunto che vorrei farla, secondo voi mi sto facendo troppi problemi? Posso accontentarmi del fatto di essere assolto? Se il prete che mi capita la prossima volta non mi assolve perche' non sono pentito di qualcosa, posso cavarmela cercandone un altro piu' indulgente? E' questo un comportamento corretto?
Per quanto mi conviene, rispondo solo alla prima domanda:
Sì, ti stai facendo davvero troppi problemi.
Ciao
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Demogorgon
Ma allora perche' i preti cattolici me ne fanno sempre una questione cosi' grave? :-00w09d
Io sto dicendo appunto che vorrei farla, secondo voi mi sto facendo troppi problemi? Posso accontentarmi del fatto di essere assolto? Se il prete che mi capita la prossima volta non mi assolve perche' non sono pentito di qualcosa, posso cavarmela cercandone un altro piu' indulgente? E' questo un comportamento corretto?
Il problema è proprio questo. Di fronte a leggi un po' desuete (mi si conceda l'eufemismo...) molti sacerdoti (govani o liberal) la prendono sottogamba, semplicemente non applicandole alla lettera; altri più "fedeli alla lettera" la applicano pienamente. Come dicevo prima è un po' una cabala...:rolleyes:
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Originariamente Scritto da
Demogorgon
Ma allora perche' i preti cattolici me ne fanno sempre una questione cosi' grave? :-00w09d
Io sto dicendo appunto che vorrei farla, secondo voi mi sto facendo troppi problemi? Posso accontentarmi del fatto di essere assolto? Se il prete che mi capita la prossima volta non mi assolve perche' non sono pentito di qualcosa, posso cavarmela cercandone un altro piu' indulgente? E' questo un comportamento corretto?
Ho letto i vostri interventi ma non riesco a segzuire la discussione come si deve. Però vorrei sgombrare il campo dai dubbi che ti sei fatto venire (in ciò dimostri di avere coscienza retta, quantomeno ti poni il dubbio di essere o meno in grazia di Dio): anche se alcuni preti come diceva Thomas Cranmer assolvono e altri no (ma è rarissimo) per la medesima situazione (e ricordiamoci che ogni sotuazione è comunque a sé stante), quello cui tu devi far riferimento è la dottrina della Chiesa su un dato tema. Lì c'è poco da far cabala o cos'altro. L'insegnamento è uno e uno resta, anche se ci son tanti preti con morale lassa.
Per cui se un prete magari ti dice "nessun problema, non preoccuparti" con riferimentio a una situazione per la quale la Chiesa stabilisce un peccato grave, devi sapere che l'assoluzione non è valida, se tu in cuor tuo non ti senti pentito e non provi un minimo di dolore per il peccato comesso.
Sappi anche che per qualsiasi confessione, anche quella fatta con meno amor di Dio possibile da parte del penitente (si parla sempre sdi contrizione imperfetta, giacché quella perfetta supplisce all'assoluzione medesima e può lavare il peccato solo in casi estremi) supplisce sempre l'assoluzione stessa.
In ogni caso il consiglio che ti dò (se ti può interessare) è: andarti a confessare, parlare di tutta quanta la tua situazione e spiegare anche ciò che provi dentro di te.
Il solo fatto, come ho detto all'inizio, che tu ti sia posto il problema di non fare la Comunione denota a mio avviso una grande finezza d'animo, perchè oggigiorno sono moltissimi quelli che viceversa dicono: non ho fatto nulla di male, per cui faccio la Comunione, anche se sono anni che non si confessano.
Andare alla ricerca del prete "liberal" è a mio avviso una grossa sciocchezza: non dev'essere né liberal, né retrivo: semplicemente un buon confessore come ce ne sono ancora tanti, che ti sappia ascoltare e sappia indirizzarti per sentieri limpidi e non tortuosi della coscienza. Vista così da fuori, il tuo caso non è dissimile da tanti altri, e la rarità è che tu ti sia posto il problema! per questo ribadisco ciò che ho detto sulla tua finezza d'animo.
Concludo: Gesù ti attende nell'Eucarestia, dopo una buona confessione. Anche se non ti senti contrito, va' comunque e dillo. Anche questo è confessione. Gesù è per noi Maestro, ma anche Fratello. E si dona a noi totalmente, mentre noi non siamo spesso capaci di capire questa sua donazione totale...fino al lasciarsi mangiare.
Non avertene se chiudo con le parole che Giovanni paolo II pronunciò ad un marito che non si confessava da 30 anni e la cui moglie ruscì a dirlo al Papa durante un incontro tra la gente:
Amico, torna! Si sta tanto male lontano da Dio.
Un caro saluto
Hans
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Demogorgon
Ma allora perche' i preti cattolici me ne fanno sempre una questione cosi' grave? :-00w09d
Io sto dicendo appunto che vorrei farla, secondo voi mi sto facendo troppi problemi? Posso accontentarmi del fatto di essere assolto? Se il prete che mi capita la prossima volta non mi assolve perche' non sono pentito di qualcosa, posso cavarmela cercandone un altro piu' indulgente? E' questo un comportamento corretto?
Senti. Secondo me tu hai una nozione di peccato molto vicina a quella di reato: se fai questo ti punisco. Invece peccato è, in realtà, molto più simile a malattia. Molto più simile a ferita. E infatti Gesù ha avuto compassione dei peccatori, li ha amati ed è venuto per curarli. Non per punirli o per criticarli.
Qualcun altro, invece, Gesù ha sempre trattato con freddezza e disprezzo. I presuntuosi. Gli ipocriti. Quelli così gonfi di attaccamento alle proprie regolette e alle proprie nozioncine da non accorgersi nemmeno di essere malati. I malati più gravi, insomma, quelli che non vogliono essere guariti. Scribi e farisei. Ovvero intellettuali e preti. Quelli che alla fine ne hanno voluto la morte.
Perciò, tu a Gesù vai bene così come sei. Quello che ancora non hai capito lo capirai, non è questo che conta. Conta il tuo cuore. Quello che ti interessa. Ti interessa essere cristiano, quindi vai bene così. Va' a fare la Comunione. :-))
Ciao G.
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Dr.Hans
Ho letto i vostri interventi ma non riesco a segzuire la discussione come si deve. Però vorrei sgombrare il campo dai dubbi che ti sei fatto venire (in ciò dimostri di avere coscienza retta, quantomeno ti poni il dubbio di essere o meno in grazia di Dio): anche se alcuni preti come diceva Thomas Cranmer assolvono e altri no (ma è rarissimo) per la medesima situazione (e ricordiamoci che ogni sotuazione è comunque a sé stante), quello cui tu devi far riferimento è la dottrina della Chiesa su un dato tema. Lì c'è poco da far cabala o cos'altro. L'insegnamento è uno e uno resta, anche se ci son tanti preti con morale lassa.
Per cui se un prete magari ti dice "nessun problema, non preoccuparti" con riferimentio a una situazione per la quale la Chiesa stabilisce un peccato grave, devi sapere che l'assoluzione non è valida, se tu in cuor tuo non ti senti pentito e non provi un minimo di dolore per il peccato comesso.
Mmm, su questo punto non credo di concordare granché: nella Chiesa Cattolica al fedele non è dato di mettere in discussione l'operato del clero, così come non ha voce in capitolo nella sua elezione o rimozione dalla sede parrocchiale, né può accedere ad alcun ruolo di direzione nella Chiesa stessa. Fintantoché il sacerdote in questione sia in comunione con la Sede di Roma la sua "parola" e il suo operato restano leciti (quindi anche le sue assoluzioni), a meno che non ci sia una sentenza del Tribunale ecclesiastico a confutarla.
Ergo resta il problema del duplice orientamento dei confessori riguardo a tematiche della sessualità umana...
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Originariamente Scritto da
Dr.Hans
Non avertene se chiudo con le parole che Giovanni paolo II pronunciò ad un marito che non si confessava da 30 anni e la cui moglie ruscì a dirlo al Papa durante un incontro tra la gente:
Amico, torna! Si sta tanto male lontano da Dio.
Su questo punto, invece, concordo in pieno con le parole del caro Giovanni Paolo II, che resta nel cuore di noi tutti.
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Originariamente Scritto da
Thomas Cranmer
Mmm, su questo punto non credo di concordare granché: nella Chiesa Cattolica al fedele non è dato di mettere in discussione l'operato del clero, così come non ha voce in capitolo nella sua elezione o rimozione dalla sede parrocchiale, né può accedere ad alcun ruolo di direzione nella Chiesa stessa. Fintantoché il sacerdote in questione sia in comunione con la Sede di Roma la sua "parola" e il suo operato restano leciti (quindi anche le sue assoluzioni), a meno che non ci sia una sentenza del Tribunale ecclesiastico a confutarla.
Ergo resta il problema del duplice orientamento dei confessori riguardo a tematiche della sessualità umana...
Continui a confondere e a mettere altra carne al fuoco che non c'entra nulla. Soprattutto riguardo alla frase che ho evidenziato.
La dottrina è una e parla chiaro. Il Catechismo è uno e parla chiaro. Il Magistero è uno e parla chiaro.
Dunque: se un prete si discosta da questo nucleo dottrinale, è lui a sbagliare e pertanto un Sacramento quale quello della confessione può essere totalmente invalidato.
Faccio un esempio per spiegarmi meglio: un prete ha rapporti seussuali con una sua penitente, e le dice: se ti confessi da me ti darò sempre l'assoluzione per tutto quello che di peccaminoso facciamo assieme. Finendo così per offuscare fin qualsi ad eliminarla, la coscienza della penitente che riterrà sufficiente tutte le volte dire al prete quello che fanno senza pentirsene più. Ebbene: l'assoluzione in questo caso è invalida.
Così come è invalida tutte le volte che si assolve qualcuno dopo aver eliminato in lui qualsiasi dubbio sull'essere o meno in stato di grazia, quando era invece evidente per la chiara dottrina della Chiesa che il penitente non vi si trovava.