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Discussione: Ossezia

  1. #41
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    Citazione Originariamente Scritto da C@ndido Visualizza Messaggio
    una cintura di paesi NATO attorno alla Russia è un intollerabile ingerenza agli affari interni russi, visto che paesi come Georgia, Moldavia, paesi baltici e Ucraina sono pieni zeppi di minoranze, in taluni casi maggioranze russe, e poi come la mettiamo con l'enclave di Kaliningrad-Koenigsberg che è Russia a tutti gli effetti ma accerchiata da Polonia e Lituania, la Russia ha un esercito territoriale, non va a fare spedizioni militari a 10.000 km dal suo territorio, si sposta a tutela del suo popolo appena fuori dai suoi confini, finchè il mondo non accetta questa realtà la pace sarà in pericolo
    I paesi che circondano la Russia hanno tutto il diritto di entrare nella NATO, e contemporaneamente non discriminare le minoranze russofone, nè di altro tipo.

  2. #42
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    Citazione Originariamente Scritto da zaffo Visualizza Messaggio
    Purtroppo dimentichi che quei paesi che "storicamente" erano parte integrante dell' impero russo oggi vogliono entrare nella NATO e far parte dell'Occidente.
    Poichè stiamo parlando di paesi indipendenti e sovrani, che si stanno incamminando sulla strada della democrazia, non vedo perchè negare loro questa opportunità.
    E, come logica conseguenza, impedire alla Russia di riprenderseli con la forza, come sta avvenendo.
    Ora tocca alla povera Georgia, in pratica smembrata e messa a tacere, poi sarà il turno dell'Ucraina, se solo "oserà" entrare davvero, in modo ufficiale, in tutte le organizzazioni occidentali.
    Casomai agli Stati Uniti rimprovero la mollezza, e l'incapacità di difendere gli amici.
    ma questi paesi sono pieni zeppi di russi, i governanti ucraini e georgiani brillano per le loro posizioni troppo intolleranti nei confronti delle loro minoranze, se noi trattassimo le nostre minoranze un centesimo di come le trattano loro verremmo additati al mondo come mostri.
    La Georgia ha dei confini sbagliati che vanno rimodellati su basi etniche più giuste

  3. #43
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    Citazione Originariamente Scritto da C@ndido Visualizza Messaggio
    ma questi paesi sono pieni zeppi di russi, i governanti ucraini e georgiani brillano per le loro posizioni troppo intolleranti nei confronti delle loro minoranze, se noi trattassimo le nostre minoranze un centesimo di come le trattano loro verremmo additati al mondo come mostri.
    La Georgia ha dei confini sbagliati che vanno rimodellati su basi etniche più giuste
    Ebbene ti posso concedere che l'entrata in organismi occidentali deve presupporre una adesione concreta ai principi democratici, che includono il rispetto delle minoranze.
    Ma nessuno, tantomeno Mosca, può impedire a questi paesi di entrate nella NATO.
    Sulla Georgia si potrebbe garantire una autonomia ad Ossezia e Abkhazia; se finirà come nel Kosovo va bene, ma non ci dovranno essere ulteriori minacce per la Georgia, tuttora in parte occupata (e anzi, alcune notizie di poco fa confermao l'avanzata russa in altre città del paese, in spregio agli accordi:
    http://www.repubblica.it/2008/08/dir...ago/index.html

  4. #44
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    non dimentichiamo che i confini di paesi come Georgia, Azerbaigian, Paesi Baltici, Koenigsberg-Kaliningrad e di tutti gli altri paesi dell'ex URSS sono confini stabiliti durante l'URSS, quando avevano poca importanza perchè tanto erano tutti sudditi URSS e dovevano parlare tutti il russo: sarebbe il caso di fare una conferenza che ridiscuta i confini su basi etniche, l'intangibilità dei confini e l'integrità della Georgia cosi' com'è mi fa ridere: certo che che quei confini debbono essere modificati, che senso ha avere milioni di russi fuori dal confine russo?

  5. #45
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    Sentite un po':

    Colpevole è la Georgia
    Era palese ma ora è anche ufficiale: lo afferma, senza esitazioni, Lamberto Dini, presidente della Commisisione Esteri del Senato



    ''Seguiamo con attenzione ed apprensione il lavoro in atto, sul piano diplomatico, per giungere ad una rapida conclusione del conflitto nel Caucaso, ma non c'è dubbio che Mikhail Saakashvili abbia grandemente sbagliato ad avviare un'azione militare che ha già provocato migliaia di morti''. Nel corso di una conversazione con l'ASCA, il presidente della Commissione Esteri del Senato, Lamberto Dini, non usa mezzi termini per stigmatizzare l'iniziativa bellica ''intrapresa in maniera irresponsabile dal presidente georgiano e che sta lasciando sul campo morti e feriti''. L'ex Premier sottolinea infatti che ''l'Ossezia del Sud godeva di un'ampia autonomia che Saakashvili ha voluto drasticamente ridurre, provocando l'inevitabile reazione di Mosca''. Per Dini ''probabilmente il presidente georgiano credeva di avere il pieno consenso e sostegno da parte degli Usa e dell'Occidente, ma ha completamente sbagliato strategia ed il suo disegno è miseramente fallito, compromettendo anzi fortemente le ambizioni della Georgia di avvicinarsi in tempi brevi alla Nato ed all'Unione europea''.
    Quanto ad una possibile convocazione congiunta delle Commissioni Esteri di Senato e Camera, Dini annuncia che ciò avverra' ''quando ci sarà motivo'' ma certamente non prima che si abbiano i primi risultati della ''vasta iniziativa diplomatica in atto per arginare il conflitto e che vede impegnato anche il Governo italiano''.

    http://www.noreporter.org/dettaglioA...o.asp?id=11560

  6. #46
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    Citazione Originariamente Scritto da zaffo Visualizza Messaggio
    Ebbene ti posso concedere che l'entrata in organismi occidentali deve presupporre una adesione concreta ai principi democratici, che includono il rispetto delle minoranze.
    Ma nessuno, tantomeno Mosca, può impedire a questi paesi di entrate nella NATO.
    Sulla Georgia si potrebbe garantire una autonomia ad Ossezia e Abkhazia; se finirà come nel Kosovo va bene, ma non ci dovranno essere ulteriori minacce per la Georgia, tuttora in parte occupata (e anzi, alcune notizie di poco fa confermao l'avanzata russa in altre città del paese, in spregio agli accordi:
    http://www.repubblica.it/2008/08/dir...ago/index.html


    ci devono essere REGOLARI elezioni democratiche (come voi m'insegnate...)

  7. #47
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    Citazione Originariamente Scritto da C@ndido Visualizza Messaggio
    non dimentichiamo che i confini di paesi come Georgia, Azerbaigian, Paesi Baltici, Koenigsberg-Kaliningrad e di tutti gli altri paesi dell'ex URSS sono confini stabiliti durante l'URSS, quando avevano poca importanza perchè tanto erano tutti sudditi URSS e dovevano parlare tutti il russo: sarebbe il caso di fare una conferenza che ridiscuta i confini su basi etniche, l'intangibilità dei confini e l'integrità della Georgia cosi' com'è mi fa ridere: certo che che quei confini debbono essere modificati, che senso ha avere milioni di russi fuori dal confine russo?
    perfetto

  8. #48
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    Bush prepara un false flag in Georgia?
    Maurizio Blondet
    15 agosto 2008



    Il presidente Bush ha ordinato alle forze armate USA una «vigorosa missione umanitaria» (1) in Georgia: tanto per cominciare, aerei da carico dell’US Air Force sono già atterrati di Tbilisi con «aiuti». Aver usato aerei dell’aviazione militare USA è una chiara provocazione, e fa pensare alla volontà di provocare un «incidente russo-americano».

    Ma non solo: chi sa che tipo di «aiuti» stanno portando quegli aerei militari, coperti da segreto militare? La cosa è tanto più strana in quanto, pochi giorni fa, per portare armi e munizioni in Georgia, gli americani non hanno usato i loro Hercules targati USAF, ma quelli di una compagnia privata, la UTI Worlwide Inc.: una oscura multinazionale con sede alle Isole Vergini britanniche ma molti uffici a Tel aviv; la quale ha usato per la consegna apparecchi sovietici, ed anche questo dà da pensare.

    Perchè usare una compagnia civile per aiuti militari a Saakashvili, e i cargo della USAF per «aiuti e soccorsi» ai civili? Ancora una volta: che cosa ci sarà in quegli aerei, oltre alle tende e alle scatolette di carne? E perchè la missione di cui sono incaricati è «vigorosa»?

    Di fronte a questi sviluppi, assume significato un allarme lanciato sul sito Iraq-war.ru: «Medvedev ha scongiurato in extremis una atrocità nucleare americana falseflag?» (2).

    Ai tempi dell’invasione dell’Iraq, il sito Iraq-war.ru, ovviamente russo, aveva precisissime informazioni dal campo, come se esperti militari fossero in grado di vedere e valutare ciò che facevano le forze armate USA; allora trassi la convinzione che erano consiglieri militari russi, o che il sito fosse una emanazione dei servizi militari russi. Oggi, appare come un blog.

    Ma sentiamo cosa scrive il bloggista che si firma “Terrahertz”: «Lunedì 11 agosto ore 17.05: un corrispondente del nostro forum sostiene che le truppe georgiane a Kutaisi stanno preparando un’azione ‘false flag’, fingendo di essere truppe russe. Effettivamente, qualcuno che si definisce un turista tedesco di origini russe e che dice di trovarsi nella cittadina di Kutaisi, via SMS, ha mandato quel giorno il seguente messaggio: ‘...Gruppo di combattenti si forma nella città georgiana di Kutaisi. Consiste di mercenari trans-baltici ed ucraini forniti di armi e di uniformi russe. Anche varie persone con foto e telecamere sono sul posto. Forse si prepara una grossa provocazione!’».

    Martedì 12 agosto, tardi: aerei da trasporto USAF provenienti dall’Iraq atterrano in Georgia (dove?) portando 800 soldati georgiani (la metà del corpo impiegato in Iraq, ndr). Non c’è modo di dire cos’altro hanno trasportato. Certo gli USA hanno stock di bombe nucleari tattiche e altri armamenti vietati, come gas nervini in Iraq, come precauzione per un attacco iraniano.

    Martedì 12 agosto, a Pechino, sera: in una conferenza-stampa a Pechino, l’ambasciatore USA Jim Jeffrey (che è anche membro del Consiglio di Sicurezza Nazionale) pubblicamente accusa i russi di aver portato in Georgia, venerdì, due missili nucleari tattici SS-21; dice che Bush ne è informato e ne ha discusso con Putin alla cerimonia olimpica.

    Terrahertz si stupisce: «Venerdì»? L’8 agosto? In quel giorno, i russi non avevano ancora organizzato la risposta all’attacco georgiano in Sud-Ossezia. I georgiani erano all’avanzata (dalla sera del 7), sorprendendo e massacrando i soldati russi della forza «di pace», e alcune migliaia di civili. Il contrattacco di Mosca comincerà molte ore dopo. Persino la 79 Brigata aerotrasportata dell’Armata russa - apparentemente la più rapida - arriverà il 9 agosto, ossia sabato, e persino Putin sarà in Nord Ossezia il 9.

    Come erano riusciti a farsi precedere da due missili nucleari tattici? I tempi non coincidono. Che bisogno ne avevano? Magari per precauzione contro gli USA, dice Terrahertz. Ma «qui abbiamo solo il governo USA ad affermare questo fatto... e il tempo dell’annuncio americano è parimenti sospetto. Perchè non hanno denunciato questo fatto prima?». E’ vero: se gli SS-21 erano in Georgia venerdì 8 come dicono loro, perchè hanno aspettato a dirlo martedì 12, ben quattro giorni dopo?

    Fatto è che lo stesso 12 agosto, nel pomeriggio, «le forze georgiane fuggono dalla città di Gori, molto prima dell’arrivo delle truppe russe, senza sparare un colpo. Mah... Forse pensavano che la città stava per diventare molto insalubre, e non solo per via dei tank russi?». Lo stesso 12 agosto, di sera, Bush dichiara che la Russia «sta danneggiando la sua reputazione nel mondo». Secondo Terrahertz, Bush sapeva che i russi stavano per passare come i bastardi della situazione.

    12 agosto sera: dopo tutti questi fatti, il presidente Medvedev annuncia di colpo la sospensione delle operazioni militari in Russia. Giusta e cauta decisione, giudica Terrahertz, «per rendere questa inscenata ‘atrocità russa’ meno credibile al mondo». Ma la propaganda occidentale insiste a dire che i russi hanno violato il cessate-il-fuoco (anche i georgiani), e che hanno affondato sei navi da guerra georgiane nel porto di Poti, cosa che Mosca nega (azione militarmente giusta: distruggere più possibile dell’armamento israeliano di Saakashvili); si parla di russi che continuano a tenere sotto il terrore il Paese (ma la BP ha riaperto il gasdotto Baku-Ceyhan); André Glucksmann e Bernard-Henri Lévy, i due katz-à-penser, proclamano sui giornali, Corriere compreso: «Ora difendiamo Tbilisi, Non sia un’altra Sarajevo» (Vogliono che difendiamo gli investimenti isrealiani...). E Bush continua a mandare «aiuti» su aerei militari, con decine di specialisti americani in uniforme per gestire «l’intervento umanitario», che per di più ha da essere «vigoroso».

    La possibilità di un attentato false flag continua. Medvedev ha chiesto alle truppe di restare in «costante allerta»: di non abbassare la guardia. Tanto più che Saakashvili, che ebbe un momento di paura giorni fa al rombo del Sukhoi (non è un cuor di leone), oggi - con il Paese a suo dire devastato, invaso e ridotto in cenere dai russi - sorride, rilascia interviste, con strana e totale sicurezza di sè. Ha persino voglia di scherzare.

    Ad Haaretz ha detto: «Le armi israeliane si sono dimostrate molto efficaci». Alla domanda se le armi israeliane avevano davvero avuto un ruolo nei suoi proclamati successi, ha replicato: «Me lo sta chiedendo come rappresentante della Elbit e delle Israel Aerospace Industries?», ossia le due fabbriche che gli hanno venduto gli armamenti (3).

    L’inviato del New York Times scrive che Saakashvili «mercoledì (13 agosto) sembrava un uomo rinvigorito in modo quasi preternaturale (sic), ancora una volta invocando i legami speciali con la democrazia americana... Un attimo dopo che il presidente Bush è apparso al Rose Garden a dire che il Pentagono stava per cominciare una missione umanitaria a sostegno della Georgia, Saakashvili era al telefono con un giornalista occidentale, e diceva: ‘Questo è un punto di svolta’; poi è apparso alla TV nazionale, ben pettinato coi capelli all’indietro e con un abito appena stirato, ad assicurare il suo paese che il peggio era passato» (4). Ciò benchè i russi siano a 30 miglia dalla capitale.

    Che cos’ha da essere tanto allegro? Prevede - o sa - che qualcosa rovescerà la sua situazione? Sa che c’è in preparazione «il punto di svolta»?

    La questione è sempre la prima: quale tipi di aiuto umanitario («vigoroso») ha mandato Bush in quegli aerei targati USAF gestiti da specialisti militari. Bombe al fosforo?

    Gli americani le hanno usate a Falluja: producono belle foto di cadaveri gonfi e deformati dalle ustioni chimiche, una «atrocità» che «persone con foto e telecamere sul posto» saranno pronte a documentare e a diffondere al mondo, come dimostrazione della brutalità russa. Gas nervini? Piccoli ordigni nucleari tattici, di cui il Pentagono s’è dotato?

    Magari è solo un eccesso di sospetto. Ma con Bush, dopo l’11 settembre, meglio diffondere un allarme di troppo. Proprio questi allarmi, se ampiamente diffusi, possono scongiurare un false flag in preparazione: fanno svanire l’effetto-sorpresa. Occhio al Ferragosto.



    1) Andrew Ward, «Bush sends US forces on Georgia aid mission», Financial Times, 13 agosto 2008.
    2) «Did Medvedev narrowly avert a US nuclear false flag atrocity?», http://www.iraq-war.ru/article/171884, 13 agosto 2008.
    3) Anshel Pfeffer, «Georgia president denies Israel halted military aid due to war», Haaretz, 14 agosto 2008.
    4) C.J. Chivers, «Rejuvenated Georgian President Cites U.S. Ties as ‘Turning Point’ in Conflict», New York Times, 13 agosto 2008. «By Wednesday he seemed an almost preternaturally reinvigorated man, once again raising the temperature in Georgia’s bitter disagreements with Russia, and invoking special ties with American democracy and freedom. Moments after President Bush appeared at the Rose Garden to say that the Pentagon would begin a humanitarian aid mission to support Georgia, Mr. Saakashvili was on the phone with a Western reporter, talking fast.
    ’This is a turning point,’ he said. Soon he appeared on national television, his tousled hair combed back flat and wearing a freshly pressed suit, assuring his country that the worst had passed. (…) ‘We already saw U.S. Air Force landing in Georgia despite Russians controlling the airspace’, he said, after a C-17 had touched down. ‘And we will see U.S. military ships entering Georgian ports despite Russians blocking it. That we will see’. He added, ‘These will be serious military ships’ ».


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  9. #49
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    Citazione Originariamente Scritto da Forfy Visualizza Messaggio
    E gli Usa cosa sarebbero..?
    attendo fiducioso che prima voi decidiate se il termine imperialismo sia buono o cattivo,poi ne riparliamo. vabbuò?

  10. #50
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    Citazione Originariamente Scritto da C@ndido Visualizza Messaggio
    noi europei dovremmo essere un po' meno filo USA e un po' più filo europei
    noi italiani dovremmo essere un pò meno ipocriti e basta

 

 
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