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Discussione: La mafia è bianca

  1. #11
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  2. #12
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  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da Neva Visualizza Messaggio
    A dimostrazione di quanto sostenuto da Boy 74 nei due 3d precedenti, sulla sanità in Sicilia apro questo 3d nel quale posterò alcuni interessantissimi video che trattano la questione.
    NOn so come i video appaiano sul vostro pc, ma sul mio, il primo video in ordine cronologico è l' ultimo, poi il penultimo e così via...
    Consiglio di vederli in ordine cronologico.
    .

  4. #14
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    Condono per la sanità privata

    L´assessorato ripesca undici cliniche: "Strutture ammodernate"
    di Emanuele Lauria


    Undici case di cura riaccreditate, sei escluse dai finanziamenti regionali. La partita plurimilionaria delle cliniche private siciliane si conclude con una raffica di provvedimenti firmati venerdì scorso, prima delle ferie, dal dirigente generale dell´ispettorato sanitario Saverio Ciriminna.

    Rientrano a pieno titolo nel grande giro dei contributi pubblici i due terzi delle strutture che non avevano rispettato il termine del 28 giugno 2007 per mettersi in regola con i requisiti "strutturali, tecnologici e organizzativi" previsti dalla legge. Case di cura che hanno sede prevalentemente nella Sicilia orientale e che erano rimaste per oltre un anno nel limbo: fuori legge nei fatti, ma mai estromesse formalmente perché l´assessorato alla Sanità, con un escamotage, a dicembre aveva messo nero su bianco solo l´elenco delle strutture "promosse", rinviando a un successivo decreto l´individuazione delle "bocciate".

    E a queste ultime, almeno a molte di esse, la Regione aveva continuato a erogare regolarmente i finanziamenti. Ora, lette le controdeduzioni degli imprenditori che non avevano rispettato i termini, Ciriminna ha infine rimesso in corsa definitivamente undici case di cura, sei delle quali catanesi, che gestiscono complessivamente oltre 700 posti letto. E che incidono sui conti di una Sanità dai conti in rosso, alle prese con un duro piano di rientro concordato con lo Stato, per oltre sessanta milioni di euro l´anno. Escluso un corposo supplemento di liquidità erogato, alla fine di ogni esercizio finanziario, sotto forma di "extrabudget".

    Il criterio adottato da Ciriminna è stato quello di premiare le case di cura che hanno comunque completato, pur oltrepassando il termine di giugno 2007, i lavori di adeguamento delle proprie strutture. E solo laddove i ritardi siano da imputare a responsabilità "non esclusive" degli imprenditori: come nel caso di progetti di ristrutturazione autorizzati dall´ispettorato soltanto a ridosso della scadenza prevista dalla legge.



    D´altronde, era stato l´assessore alla Sanità Massimo Russo, un mese fa, a sancire il principio che le cliniche ritardatarie non fossero "ipso iure" escluse, con una direttiva rivolta a Ciriminna che teneva conto di alcune pronunce dell´Avvocatura dello Stato e della Corte dei Conti: «Il ritardo nell´eseguire i lavori - era scritto nel parere dell´Avvocatura riportato da Russo - non comporta una radicale e definitiva non accreditabilità della struttura che una volta adeguatasi, seppure oltre i termini previsti, è ancora astrattamente idonea».

    Un´indicazione precisa. E infatti quell´ipotesi astratta si è trasformata ora in un fatto concreto, di cui beneficeranno le più grandi case di cura che stavano con il fiato sospeso: la più rilevante, per dimensioni, è l´istituto ortopedico Villa Salus di Augusta, 190 posti letto e quasi 11 milioni l´anno di trasferimenti dalla Regione. A seguire c´è la clinica Macchiarella di Palermo, 130 posti letto e 9 milioni di euro di budget, una delle due strutture del capoluogo che vengono riaccreditate. L´altra è la "Cosentino".

    A restare fuori dal sistema dei finanziamenti è invece un altro nome molto noto della sanità privata palermitana: la casa di cura Triolo Zancla, con sede alla Cala, che ha 57 posti letto e che ha goduto sinora di finanziamenti per quasi 5 milioni di euro l´anno. Nel decreto che riguarda questa struttura, Ciriminna scrive che «il protrarsi dei lavori oltre il termine del 28 giugno è da attribuirsi esclusivamente alla condotta non conforme alla normativa di riferimento». La Triolo Zancla, peraltro, rientra fra le strutture che, malgrado la situazione di incertezza giuridica, ha continuato a percepire i trasferimenti da parte dell´Ausl 6: nella lista dei pagamenti relativi a gennaio 2008 figurava un contributo da 402 mila euro.

    Le sei case di cura estromesse gestiscono oltre duecento posti letto in Sicilia. Prevedibile che, nei prossimi giorni, faranno sentire la propria voce contro il provvedimento della Regione che, stando alle prime stime dell´Aiop, l´associazione delle case di cura siciliane, metterebbe in pericolo circa 300 posti di lavoro.
    (13 agosto 2008)
    http://palermo.repubblica.it/dettagl...rivata/1501106
    Nulla di nuovo sotto il sole...tutto procede come sempre!

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da Neva Visualizza Messaggio
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    L´assessorato ripesca undici cliniche: "Strutture ammodernate"
    di Emanuele Lauria


    Undici case di cura riaccreditate, sei escluse dai finanziamenti regionali. La partita plurimilionaria delle cliniche private siciliane si conclude con una raffica di provvedimenti firmati venerdì scorso, prima delle ferie, dal dirigente generale dell´ispettorato sanitario Saverio Ciriminna.

    Rientrano a pieno titolo nel grande giro dei contributi pubblici i due terzi delle strutture che non avevano rispettato il termine del 28 giugno 2007 per mettersi in regola con i requisiti "strutturali, tecnologici e organizzativi" previsti dalla legge. Case di cura che hanno sede prevalentemente nella Sicilia orientale e che erano rimaste per oltre un anno nel limbo: fuori legge nei fatti, ma mai estromesse formalmente perché l´assessorato alla Sanità, con un escamotage, a dicembre aveva messo nero su bianco solo l´elenco delle strutture "promosse", rinviando a un successivo decreto l´individuazione delle "bocciate".

    E a queste ultime, almeno a molte di esse, la Regione aveva continuato a erogare regolarmente i finanziamenti. Ora, lette le controdeduzioni degli imprenditori che non avevano rispettato i termini, Ciriminna ha infine rimesso in corsa definitivamente undici case di cura, sei delle quali catanesi, che gestiscono complessivamente oltre 700 posti letto. E che incidono sui conti di una Sanità dai conti in rosso, alle prese con un duro piano di rientro concordato con lo Stato, per oltre sessanta milioni di euro l´anno. Escluso un corposo supplemento di liquidità erogato, alla fine di ogni esercizio finanziario, sotto forma di "extrabudget".

    Il criterio adottato da Ciriminna è stato quello di premiare le case di cura che hanno comunque completato, pur oltrepassando il termine di giugno 2007, i lavori di adeguamento delle proprie strutture. E solo laddove i ritardi siano da imputare a responsabilità "non esclusive" degli imprenditori: come nel caso di progetti di ristrutturazione autorizzati dall´ispettorato soltanto a ridosso della scadenza prevista dalla legge.



    D´altronde, era stato l´assessore alla Sanità Massimo Russo, un mese fa, a sancire il principio che le cliniche ritardatarie non fossero "ipso iure" escluse, con una direttiva rivolta a Ciriminna che teneva conto di alcune pronunce dell´Avvocatura dello Stato e della Corte dei Conti: «Il ritardo nell´eseguire i lavori - era scritto nel parere dell´Avvocatura riportato da Russo - non comporta una radicale e definitiva non accreditabilità della struttura che una volta adeguatasi, seppure oltre i termini previsti, è ancora astrattamente idonea».

    Un´indicazione precisa. E infatti quell´ipotesi astratta si è trasformata ora in un fatto concreto, di cui beneficeranno le più grandi case di cura che stavano con il fiato sospeso: la più rilevante, per dimensioni, è l´istituto ortopedico Villa Salus di Augusta, 190 posti letto e quasi 11 milioni l´anno di trasferimenti dalla Regione. A seguire c´è la clinica Macchiarella di Palermo, 130 posti letto e 9 milioni di euro di budget, una delle due strutture del capoluogo che vengono riaccreditate. L´altra è la "Cosentino".

    A restare fuori dal sistema dei finanziamenti è invece un altro nome molto noto della sanità privata palermitana: la casa di cura Triolo Zancla, con sede alla Cala, che ha 57 posti letto e che ha goduto sinora di finanziamenti per quasi 5 milioni di euro l´anno. Nel decreto che riguarda questa struttura, Ciriminna scrive che «il protrarsi dei lavori oltre il termine del 28 giugno è da attribuirsi esclusivamente alla condotta non conforme alla normativa di riferimento». La Triolo Zancla, peraltro, rientra fra le strutture che, malgrado la situazione di incertezza giuridica, ha continuato a percepire i trasferimenti da parte dell´Ausl 6: nella lista dei pagamenti relativi a gennaio 2008 figurava un contributo da 402 mila euro.

    Le sei case di cura estromesse gestiscono oltre duecento posti letto in Sicilia. Prevedibile che, nei prossimi giorni, faranno sentire la propria voce contro il provvedimento della Regione che, stando alle prime stime dell´Aiop, l´associazione delle case di cura siciliane, metterebbe in pericolo circa 300 posti di lavoro.
    (13 agosto 2008)
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  6. #16
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    Grazie per aver postato questi video Neva!

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da siculo58 Visualizza Messaggio
    Grazie per aver postato questi video Neva!
    De nada, c'è voluto un po' di tempo ma credo ne valesse la pena.

  8. #18
    Gioa
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    Sò che sono circa 2000 le cliniche convenzionate, sarebbe importante capire chi ci stà dietro e a quali banche si appoggiano per conservare tutto i soldi che gli vengono dati.
    Certo valutare pure a quale corrente politica appartengono e a con quale gruppo collaborano.

 

 
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