





non finiremo mai di ringraziarlo..
Rifiuti, c'è ancora immondezza in strada
in quarantatre discariche a cielo aperto
Parte il piano per smantellare i 43 sversatoi in città. Tra domani e il 25 agosto saranno avviati i primi interventi su quattro siti da via Pigna alla zona orientale. In un dossier fotografico arredi, pneumatici, letti materassi e water abbandonati
di Conchita Sannino
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Erano 41 fino al 24 luglio scorso. Ma invece di ridursi (per numero e densità), aumentano. Così quando a Palazzo Salerno è giunta la notizia che ormai gli sversatoi abusivi dei rifiuti ingombranti sul territorio di Napoli erano saliti a quota 43, per un´estensione totale di oltre 7 mila tonnellate di roba «non destinata alle discariche ordinarie», è scattato l´ultimo braccio di ferro tra lo staff del sottosegretario Bertolaso e l´Asìa. Chiuso con un ordine perentorio partito da piazza del Plebiscito: quelle discariche a cielo aperto in cui è stata accertata dall´Arpac l´assenza di amianto sono da oggi contrassegnate da Bertolaso con «indice di priorità 1». Ovvero: dovranno «essere ripulite entro qualche settimana al massimo». Il lavoro è già cominciato.
Si parte dall´area est e nord, quelle del futuro inceneritore e della prossima discarica. Per quattro mega-sversatoi tra Ponticelli, Soccavo e rione Alto, è scattato l´intervento ad horas. A scanso di equivoci, sono però già fissati, dopo un accordo con l´amministratore delegato di Asìa Daniele Fortini e il presidente Pasquale Losa, le date entro cui consegnare asfalto e marciapiedi sgombri, controllo delegato al generale dell´esercito Franco Giannini. Per domani dovrà risultare libera via Pigna, con il suo fronte di infissi, copertoni e pneumatici di oltre cento tonnellate di rifiuti. Entro il 19 agosto tocca poi a via Virginia Woolf, il cui volume di immondizia arriva quasi a un fronte di 600 tonnellate, panorama frastagliato di calcinacci e masserizie. Scatta poi il turno (da ultimare entro il 22 e 25 agosto) di via De Roberto e via Galeoncello, l´area depressa di Ponticelli, totale altre 300 tonnellate di ingombranti.
Era stata proprio Repubblica a lanciare l´allarme delle discariche delle ristrutturazioni d´agosto. Il censimento dei 43 sversatoi, partito da un´idea del Comune ma aggiornato continuamente dallo staff di Palazzo Salerno grazie alle telefonate che giungono al call center istituito solo una settimana fa, non concede tregue. Ai siti già noti si sono aggiunte altre località: come via Nazareth, via Speranzella e vico Speranzella, dove campeggiano decine di parafanghi e divani, frammenti di mobili di ogni stile e devastazione, pedane in legno, scarti di ferro.
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Basta scorrere quelle 132 foto per ritrovarsi quasi di fronte ad una carrellata da "effetto speciale". Cappe da cucina e lavelli, tramezzi di pareti sradicate da case in restyling abusivo, truciolato e tavoli in formica, materassi, letti, armadi, sedie, water, infissi. E poi: migliaia e migliaia di pneumatici, considerati anch´essi rifiuti speciali (in tempo di crisi acuta, è spesso bastata la presenza di una sola gomma per costringere i camion carichi di sacchetti ordinari a tornare indietro). Tanto che il generale Giannini ha già chiesto alle forze dell´ordine blitz a tappeto nelle officine dei gommisti per controllare i registri di carico e scarico. È come se interi condomìni, o intere distese di auto fossero stati pazientemente sminuzzati e triturati; e poi vomitati da qualcuno proprio lì, nei 43 punti infernali della Napoli che attende la definitiva liberazione dalla Grande crisi.
Di fronte alla resistenza (anche culturale) rappresentata da 42 discariche impunite, c´è la necessità di non tradire più la fiducia della parte sana di Napoli. Anche per questo, un confronto più teso del solito ha letteralmente messo in mora - l´altro giorno - l´azienda di via Antiniana. Da Palazzo Salerno sono volate parole grosse non solo per le inefficienze della spa pubblica delegata all´igiene urbana, ma anche contro le carenze del Comune, accusato di avere un corpo di polizia municipale praticamente "fantasma": incapace sia di vigilare su quei siti già in passato liberati da masserizie e materassi e poi puntualmente ricoperti da tonnellate di scarti di abusivismo edilizio; sia di multare tutti quegli operatori del commercio (dai negozi alle officine di gommisti) le cui negligenze continuano ad alimentare il mercato dei rifiuti inquinanti e clandestini. Un pressing continuo, quello esercitato dallo staff di Bertolaso.
A far saltare definitivamente l´ultimo residuo di fair-play sono state due circostanze. Prima la tabella di marcia fissata da Asìa secondo cui la rimozione di quelle distese interminabili poteva partire solo a settembre per chiudersi a dicembre. Secondo: la grave defaillance sulla mancata raccolta di immondizia che fino all´altra mattina avvolgeva il lungomare Caracciolo. Ma dopo l´ultimo strappo e altri due contatti telefonici, è stato raggiunto l´accordo che consentirà alla città di spogliarsi delle residue e avvilenti distese di immondizia da "ristrutturazione". Gli enormi cumuli saranno debitamente sezionati per genere merceologico: si porta via subito tutto ciò che non è amianto. Resteranno in coda alla lista, aspettando gli ultimi interventi di dicembre, solo quei siti con gli scarti a rischio per la salute. Una sinergia che punta agli interventi d´urto: per non cedere altri spazi alla geografia in estensione degli sversatoi d´agosto.
(13 agosto 2008)
http://napoli.repubblica.it/dettagli...erto/1501366/2


Gli amministratori campani in un paese normale stavano in galera a scontare l'ergastolo.
Mi chiedo solo a cosa serve la magistratura in Campania.








mammamia, che maiali a via Nazareth, via Speranzella e vico Speranzella e altri siti campani.
non ne vogliono sapere di non buttare materassi, frigo e copertoni nei cassonetti o per strada.
il governo sta facendo già un lavoro mai visto nell'era rinascimentale bassoliniana, ma ci vorrà del tempo per cambiare la cultura dei maiali.
(forse non sono gli abitanti ad essere maiali, dopo tutto. che si possa trattare di quei conglomerati camorristici tanto attivi nella suddetta epoca ad aprire lucrose ma illegali discariche - di fronte alla somma indefferenza degli abitanti?)
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A fool and his money can throw one hell of a party.


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