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Discussione: Ma il PD dov'è?

  1. #1
    l'Edera del Cugino è sempre...
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    Le praterie del dubbio - Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de' miei amici o conoscenti dimostrava d'aver perduto il senno
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    Predefinito Ma il PD dov'è?

    Se dobbiamo lasciare a Famiglia Cristiana denunciare con forza l'insorgere dei pericoli per la nostra Democrazia? Si accuserà FC di essere qualunquista? Di antipolitica? di inseguire i girotondini/grillini? o cos'altro?

    SICUREZZA: F.CRISTIANA,SPERIAMO NON RINASCA FASCISMO ITALIA

    ROMA - E' polemica aperta ormai tra il governo e Famiglia Cristiana, dopo il nuovo attacco di oggi del settimanale sugli ipotetici rischio di un ritorno al fascismo. Nel respingere le accuse di ''cattocomunismo'' lanciate da esponenti del centrodestra, Famiglia Cristiana cita un rapporto dell'organizzazione Esprit augurandosi che ''non sia vero il sospetto'' che in Italia stia rinascendo il fascismo ''sotto altre forme''. In un editoriale firmato da Beppe del Colle, il settimanale cattolico torna a criticare aspramente le misure varate dal governo italiano in tema di sicurezza, soprattutto ''la sciocca e inutile trovata di rilevare le impronte digitali ai bambini rom'' e ricorda come in Europa sia tornata alla mente, ''come un simbolo'', la foto del bimbo ebreo nel ghetto di Varsavia con le mani alzate davanti alle SS. ''Ora basta'', si legge nell'editoriale sul numero in edicola di questa settimana che replica soprattutto al sottosegretario alla Famiglia.

    Giovanardi, scrive Famiglia Cristiana, ''non ha nessun titolo per giudicarci dal punto di vista teologico-dottrinale. Nessuna autorita' religiosa - puntualizza il settimanale - ci ha rimproverato nulla del genere. Siamo stati, siamo e saremo sempre in prima linea su tutti i temi 'eticamente irrinunciabili': divorzio, aborto, procreazione assistita, eutanasia, 'dico', diritti della famiglia; abbiamo condannato l'inserimento dei radicali nelle liste del Pd. E ora basta''. ''Non siamo mai cambiati - aggiunge del Colle - nel modo di affrontare le realta' del mondo con spirito di cristiani. Eppure, di tanto in tanto arrivano lettere: siete cattocomunisti. Perche'? Perche' critichiamo l'attuale Governo, come abbiamo fatto con tutti i Governi, anche democristiani, quando ci sembrava giusto e cristiano farlo''.

    La replica di Giovanardi (ah Giovanardi... - nota mia) non si fa attendere. 'Di fascista ci sono solo i toni da manganellatore che Famiglia Cristiana consente di usare a Beppe Del Colle', controbatte il sottosegretario con delega per la Famiglia. ''Per fortuna - aggiunge Giovanardi - gli argomenti usati e le immagini evocate si squalificano da sole, mentre rimane il rammarico che un settimanale che entra in tutte le Parrocchie italiane tenti di coinvolgere una parte del mondo cattolico in una campagna connotata da pregiudizi e livore ideologico senza precedenti''.

    Intanto, per il direttore del settimanale, don Antonio Sciortino, arriva la querela del capogruppo Pdl al Senato Gasparri per le dichiarazioni in una intervista a La Stampa.[T] 'Non sono gli editoriali a cambiare la realta'', interviene il presidente dei deputati leghisti, Roberto Cota, sottolineando che 'il mondo cattolico condivide le misure sulla sicurezza adottate dal governo e approvate dal Parlamento'. A difesa del settimanale scende in campo il portavoce di Articolo 21, Giuseppe Giulietti. 'Famiglia Cristiana e' un giornale libero. Quando governava il centrosinistra -ricorda Giulietti-, sempre sui temi della poverta', rivolse dure critiche alla maggioranza di allora. E l'opposizione le saluto' con cori da stadio'. L'Udc invita a evitare estremismi: 'Le critiche di merito al provvedimento sui rom sono fondate e legittime ma e' ridicolo tirare in ballo il fascismo cosi' come rispolverare gli slogan sul cattocomunismo', dice il portavoce Francesco Pionati.


    http://temporeale.libero.it/libero/fdg/2083429.html

    fraterni saluti

  2. #2
    l'Edera del Cugino è sempre...
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    Al proposito, viene in mente una lezione di Primo Levi, tratta da un suo testo del 1974: “Ogni tempo ha il suo fascismo. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine.”

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da jeronimus2002 Visualizza Messaggio
    il fascismo distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine.”
    Caro jè,
    in questo agosto di vigilia ferragostana calda, in via di principio potrei essere pure d' accordo con te, ma il titolo del tuo thread "II PD dov' è?" mi suggerisce anche altre riflessioni, nella misura in cui tutta la sinistra italiana attuale, poveraccia, comincia a farmi pena.
    Ha fatto di tutto per accreditarsi presso gli Usa, ha scopiazzato Obama, ha inneggiato alla “grande democrazia”. Adesso Newsweek – e non si venga a dire che è schierata a destra – emette un verdetto positivo dei primi cento giorni del nuovo Governo. Allora ecco che la sinistra dice che gli ambienti del capitalismo anglosassone sono sempre stati con Berlusconi, dopo aver inzuppato il pane per anni nella critica antiberlusconiana del Financial Times e dell' Economist; e pure dei principali giornali nordamericani! Ti ricordi, jè, quanto ci ha scassato i maroni il brunik su 'ste forum con le sue copertine dell' Economist?
    Non condivido affatto il giudizio della rivista americana Newsweek, ma è certo che questo Governo è “costretto” ad apparire brillante rispetto al catastrofico Prodi. Ripensa, ad esempio, a Bersani, e alle sue liberalizzazioni contro farmacisti e taxisti (favorendo sfacciatamente le Coop), mentre Tremonti magari finge, magari si fa pubblicità, ma ha messo una tassa sulle grandi banche, parla di speculazione delle grandi compagnie del petrolio e delle commodities e critica la politica di Draghi, subendo gli attacchi forsennnati del PD che si è levato come un sol uomo in difesa degli interessi e dei privilegi dei banchieri, degli speculatori finanziari e dei petrolieri...
    Certi nostri “sinistri radicali”, inoltre, puramente ideologici e quindi stupidi come tutti quelli che prendono faziosamente partito, caricano a testa bassa. Ma si romperanno definitivamente le corna.

  4. #4
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    Il pd è morto da sempre, è nato già morto: un aborto spontaneo.

    Su questo forum, sto leggendo in questi giorni, parecchi personaggi che ve ne fanno il tifo senza motivo, ma siete repubblicani o margheritini?

    E' gravissimo quello che tu denunci nel titolo di questo post. Adesso tocca a famiglia cristiana fare opposizione, da solo Di Pietro non ce la fa, ed il pd è troppo impegnato a non dare fastidio a berlusconi.

    Via Prodi, è finito l'Ulivo ed ancor prima di nascere, la sua fotocopia sbiadita.

  5. #5
    repubblicano nella sinistra
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    Citazione Originariamente Scritto da Filippo Strozzi Visualizza Messaggio

    Ripensa, ad esempio, a Bersani, e alle sue liberalizzazioni contro farmacisti e taxisti (favorendo sfacciatamente le Coop), .
    sono toalmente d' accordo con Jero, è scandaloso che il PD lasci a Famiglia Cristiana il compito di un minimo di critica al governo in carica.

    Certo non è una giustifiacazione per il PD non aver avuto vita facile non tanto per le menzogne dell' opposto schieramento, ma sopratutto di per quelle di chi , maramaldescamente si finge dalla stessa parte.
    E sia chiaro non mi riferisco alle stramberie della banda del panzanificio dei fan di carnede la grassa. Il soffietto a favore della propaganda bananiera è talmente ovvio che è innoquo.
    Basta leggere l' ennesima leccata di **** a favore della propaganda berlusconiana. La tiritiera che le liberalizzazioni di Bersani sono servite solo alle coop si legge tutti i giorni su libero e il giornale , ovvimamente basta chiedersi : i prodotti farmaceutici da banco costano meno o no ?
    Ovviamente i lecca**** dell' attuale maggioranza non sono in grado di porsi domande

  6. #6
    1° Agosto 1537
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    Citazione Originariamente Scritto da lucrezio Visualizza Messaggio
    carnede la grassa a favore della propaganda bananiera
    Lucrezio,
    in questo drammatico agosto ferragostano caldo, in cui assistiamo tutti attoniti allo spappolamento della sinistra e della sua base sociale, tu dai tutta la colpa a La Grassa! Pensa piuttosto a dare il tuo contributo insieme a noi alla costruzione della Terza Forza Repubblicana, unica via d' uscita dal tunnel della decadenza e dell' imbarbarimento della nostra povera Italia!

  7. #7
    email non funzionante
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    Predefinito Il PD non c'è

    Dopo aver polverizzato la rimanente opposizione di sinistra, riducendola nell'angolo dell'extraparlamentarità, il partito di Veltroni si è come afflosciato, lasciando l'iniziativa oppositoria a quello di Antonio Di Pietro, dentro il parlamento, e a Beppe Grillo, Nanni Moretti e "Famiglia Cristiana" fuori.

    L'ultima idea dell'opposizione piddina (l'autobus di protesta) ha ormai bucato persino la ruota di scorta.

    "Famiglia Cristiana" tuttavia non sta scavalcando soltanto il PD. Anche i laici (noi compresi) dovrebbero interrogarsi sulla loro attuale pochezza.

  8. #8
    1° Agosto 1537
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    Cioè amici, cioè, dov'è il PD? Eccolo...


    Pd/ Franco Monaco ad Affaritaliani.it: da Veltroni una sorta di suicidio politico solo differito
    Mercoledí 20.08.2008 14:08

    "E' tutto così semplice. Perché ci si ostina a non capire? Se Veltroni e la ristretta, arroccata cerchia dei suoi consiglieri comprendessero che le nostre leali, aperte critiche, sin dalle primarie, erano per il bene del PD e dello stesso Veltroni". Lo afferma ad Affaritaliani.it Franco Monaco, esponente prodiano-ulivista del Partito Democratico.

    "Anche ora c'è un solo modo per venire a capo della proliferazione dei conflitti nel PD un po' ovunque, per dirimere le controversie, per contrastare le opposte patologie del leaderismo e del correntismo: restiture primato alla politica, fare un congresso su mozioni politiche distinte e distinguibili che finalmente rimescolino su base politica le vecchie solidarietà di partito, di corrente, di cordata. Ciò che né Veltroni né Chiamparino (che sostenne il candidato alla segreteria piemontese designato al tavolo romano) hanno voluto fare nelle primarie, scendendo piuttosto a patti con le vecchie oligarchie.

    Per guadagnarsi la leadership si devono vincere vere battaglie nel proprio partito, per rappresentarsi come nuovi si devono sfidare i vecchi potentati e le loro pratiche spartitorie e centralistiche. Per essere leader autonomisti-federalisti non si può chiedere soccorso a Roma e dichiarare che ci iscriverebbe al partito romano ma non a quello piemontese. Possono permettersi il PD e l'opposizione democratica di stare un anno a bagno maria in attesa delle Europee quale improprio surrogato di un congresso?

    Perché Veltroni ha liquidato la Costituente nazionale eletta con le primarie (la sua base di legittimazione) per sostituirla con una direzione negoziata con l'oligarchia che può staccargli la spina ogni minuto? Una sorta di suicidio politico solo differito. Ma Veltroni non ci dà ascolto, sembra preferire un compromesso oligarchico precario e privo di una piattaforma politica riconoscibile. E' ovvio che ne risentano anche la qualità e il tenore dell'opposizione. Divisa, timida e in letargo, come osservato da Nanni Moretti, cui pure Veltroni ha dato ragione

  9. #9
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    Predefinito Mi rendo conto che

    un articolo de Il Giornale non è il massimo e che dietro lo pseudonimo di Geronimo si nasconde un residuato della prima repubblica, purtuttavia dice alcune cose, credo, interessanti.
    ===========================
    Quel partito? Falso d’autore
    di Geronimo
    La crisi del Partito democratico è ormai al limite dell’implosione. La vicenda Villari e più ancora il «pronunciamento» di Rutelli a non essere disponibile all’ingresso nel gruppo del Partito socialista al Parlamento di Strasburgo a sei mesi di distanza dalle elezioni europee ci dicono tutto il dramma di una crisi politica profonda. I lettori sanno come più volte abbiamo definito il nascente Partito democratico come una sorta di organismo geneticamente mutato senza alcuna intenzione di voler offendere chicchessia ma forti come siamo di una convinzione antica e cioè che le storie politiche non si inventano.
    Una crisi quella di oggi, dunque, largamente prevedibile e di tipo esistenziale perché, come abbiamo più volte detto, la politica si vendica di chi l’offende. E fu una continua offesa quella avvenuta negli anni Novanta con la nascita della nuova Disneyland della politica italiana, dall’Asinello alla Margherita per finire all’Ulivo nomi che negavano le radici culturali di ciascuno senza ancora aver costruito qualcosa di nuovo e di diverso. A questa costruzione negativista di ciò che si era contribuirono in maniera determinante un gruppo di intellettuali ex comunisti o liberal di sinistra, alcuni in buona fede nella speranza di un ipotetico partito liberale di massa inesistente in tutta Europa, altri perché passati al servizio di nuovi padroni che con la politica non avevano nulla a che fare e che erano nel cuore di quell’intreccio finanza-informazione di cui più volte abbiamo parlato.
    Molti tra questi intellettuali erano i più agguerriti negli anni Settanta e Ottanta a spiegarci che il mondo andava in tutt’altra direzione da quella che sancì poi la vittoria del cattolicesimo politico e del socialismo riformista d’intesa con i repubblicani di La Malfa ed i liberali di Malagodi. E spiace vedere che un intellettuale del calibro di Edmondo Berselli nel suo dissacrante e per molti aspetti veritiero ultimo libro non coglie gli aspetti politici di fondo della crisi della sinistra italiana. A Berselli vorremmo chiedere se davvero crede che una forza politica possa privarsi di una cultura di riferimento affidandosi esclusivamente ad un programmismo da centro studi come è avvenuto negli ultimi anni.
    È fin troppo facile ricordare che il successo di Barack Obama è frutto certo di nuovi contenuti programmatici il cui valore è quello di essere stati inseriti in un progetto politico che ha il soffio vitale di una precisa identità culturale. Obama, però, è dentro fino al collo nella cultura politica dei democratici americani che hanno dietro le spalle quasi due secoli di battaglie di libertà, un pensiero politico, economico e costituzionale dibattuto e condiviso nelle centinaia di università e che sono insomma lo specchio di un pezzo di storia di un Paese che non è il nostro. E così è per Tony Blair che pur avendo innovato i contenuti della politica del suo partito non ha mai smesso di chiamarsi laburista e così ancora per tutti i leader politici europei. E davvero Berselli crede, invece, che il Santo Graal della politica italiana sia l’anonimato culturale e un liberismo straripante? Se il centrodestra non è nella stessa crisi della sinistra è solo perché il carisma di Silvio Berlusconi ne garantisce la tenuta politica offrendo all’elettorato un senso di appartenenza e ai suoi gruppi dirigenti la calma necessaria per porre mano, attraverso il neonato Partito della libertà, a un nuovo profilo identitario.
    Il Partito democratico, invece, è così castrato culturalmente da non volersi neanche definire un partito di sinistra e inevitabilmente finisce per rincorrere modelli istituzionali e di partito uguali a quelli introdotti nella società italiana da Silvio Berlusconi senza averne le stesse qualità liberistiche. E i falsi d’autore, come si sa, sono buoni solo per i mercatini. Una società moderna ha bisogno come il pane di una forza di opposizione dal profilo identitario, certo è comprensibile perché concorre con il partito di maggioranza a tenere i fili di una coesione sociale essenziale per ogni democrazia che si rispetti.

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=308460 del 25/11/08

  10. #10
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    spiace che Geronimo, forse per rendere omaggio alle sue attuali alleanze, abbia aggiunto al cattolicesimo politico, al socialismo riformista ed ai repubblicani di La Malfa, anche i liberali di Malagodi che furono proprio i repubblicani di La Malfa ed il socialismo riformista a far sparire dalla politica attiva ( grazie anche a tutto l'impegno che i liberali stessi ci avevano messo a chiudere gli occhi di fronte ad un mondo che cambiava ): Fu grazie soprattutto all'azione repubblicana e socialista che i liberali di Malagodi furono posti in un cassetto dei ricordi di nonna Speranza, nel quale sembra ora esserci una gara di liberaldemocratici delle più varie etnie per rovistarvi e ridare lustro a vecchie immagini, non troppo onorevolmente, sbiadite.
    Quanto al danno dalla perdita di identità politiche, autentica perdita secca per la cultura politica italiana, debbo dire che concordo. Ma il discorso non può non partire dai sistemi elettorali ( e credo che in questo Geronimo sia d'accordo).

 

 
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