



Cioè la scorsa settimana Berlusconi ha detto che non permetteranno la nascita di nuove provincie!
e adesso... colpo da maestro... per moltiplicare le poltrone cosa c'è di meglio di moltiplicare le Regioni?
ora... io non sono di per se contrario alla separazione di queste due Regioni che effettivamente sono diverse... quello che dico è:
Si all'aumento delle Regioni, ma SOLO SE ABOLIAMO LE PROVINCIE!!!!
ora Berlusconi la scorsa settimana (nell'incontro-scontro con Fini) ha detto che anche con i suoi calcoli più pessimistici minimo, minimo si risparmierebbero 200 milioni di euro all'anno. Ok non saranno grandi cifre... ma perchè non risparmiarli? sono sempre 200 milioni!!!
200 qui 200 là e si fanno cifre importanti!!!


Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
Racconti senza fine di gente che ha pagato
non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.




abito in romagna ma non sono romagnolo.
non sento nessuno piangere per avere la regione autonoma da bologna, se non sui giornali (area pdl).
riconosco che i romagnoli sono ben diversi dagli emiliani, diciamo molto più terroni (casinisti, sbruffoni ecc.)
comunque va bene la regione, a patto che tolgano le province (rimini c'è da pochi anni). e ci mettiamo dentro anche montefeltro e pesaro, che ci abitano dei miei amici.




Appunto, il Molise è una ridicola regione con meno abitanti della sola provincia di Modena, che ragione ha di esistere? Non avrebbe senso moltiplicare centri potere, poltrone e spese per il loro finanziamento in un momento come questo. Contrario ero e contrario sono alla separazione di Emilia e Romagna.
Il problema non è il problema. Il problema è il tuo atteggiamento rispetto al problema, comprendi?
Mangio sempre i bambini bolliti.


Il problema non è il problema. Il problema è il tuo atteggiamento rispetto al problema, comprendi?
Mangio sempre i bambini bolliti.




Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.