. . INNI SECOLARI






XXII.
CORO SETTIMO
Viva! e ora, o duplice ornamento del profondo etere,
o Febo, o Febèa, i giorni anniversari del grande anno e le notti rendeteci: sono indicati i secoli nel carme di Cuma, che la profetessa c’insegnò, e ce n’avvisarono con vigile e pia cura i grandi inghirlandati d’alloro, nell’età trascorrenti. 5 Eccoci, fanciulli di viva stirpe ed elette fanciulle,
il settimo coro: noi cantiamo, attirando col canoro richiamo i numi per la prole degli Eneidi, per la gloria della NAZIONE ROMULEA: Febo e la sorella con preghiere e con voti. E voi, amici come sempre alle muse d’Ausonia, 10 speriamo, o dèi, che tutt’ insieme stiate ascoltando dalla nobile schiera dei giovani l’inno che concorde vi loda.
Cintia mite protegge i fanciulli e Febo le fanciulle
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e tu, o con nome latino ti piaccia d’esser chiamata Lucina o Genitale,
che testè in cielo Roma 18
la voce dello stuolo giovanile 26
le terre e le città dell’Impero 30
a profondere l’uve mature nei campi dorati 33
Apollo induca Bacco redimito di pampini
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le terre
e i glauchi regni di Nettuno siano solcati dai cavi aratri
e le veloci navi riportino aromi di balsami
concedi agli eserciti la feconda Pace, che, quando Marte posi, 40
appenda l’armi vincitrici alle interne porte del tempio
le città nostre e i nostri duci, tu, o santo, con la destra salvatrice proteggi e libera il vincitore dalla fatica dell’armi; 45 e la sicura Abbondanza domini il mondo romano.