Cari amici del Sud,
ultimamente mi sto interessando a quanto si muove nell’ambiente cosiddetto neoborbonico, del quale non conosco granchè. Ho letto alcuni libri di Alianello, qualcosa di Capece Minutolo, Elias Tejada, e poco altro.
Navigando su Internet ho però avuto modo di visitare vari siti duosiciliani, fra cui quello, tra i più seguiti, di Nicola Zitara. Attraverso alcune letture mi verrebbe da pensare che l’autonomismo sudista sia pervaso da pulsioni assai diverse a quelle che mi aspettavo.
Io infatti avevo la convinzione che i neoborbonici si situassero politicamente a destra (o all’estrema destra), forse perchè mio padre era un acceso patriota del Regno delle Due Sicilie – la sua “bibbia” era infatti il romanzo de “L’eredità della Priora” - e votava al tempo stesso per il MSI. Tra l’altro, anche il compianto Silvio Vitale era un riconosciuto intellettuale della destra e case editrici quali Il Giglio o Controcorrente si situano anch’esse in quest’area politica.
Ecco, con mia sorpresa ho dovuto constatare che, contrariamente a questi esempi, un autore molto apprezzato da voi quale Zitara si collochi al lato opposto dello schieramento politico, e che il moderno indipendentismo sudista sembra essere alimentato da pulsioni più tipicamente socialiste e/o anarchiche invece che tradizionaliste o conservatrici.
Non solo, il marcato antileghismo delle genti del Sud, per quanto condivisibile, si associa pervicacemente ad un’antipatia per i “milanesi” (e dunque verso il Berlusconi presidente del Milan e leader del centrodestra) e addirittura per i popoli mitteleuropei, ritenuti forzatamente una razza speculare a quella dei “meridionali”. A queste posizioni da ultras calcistici si associa oltretutto un diffuso sentimento di solidarietà verso gli arabi e per le genti del Terzo Mondo. Tutte cose piuttosto di sinistra, insomma...
Spero di sbagliarmi e che il popolo napoletano e duosiciliano non sia completamente preda di uno sterile populismo guevariano alla Maradona. Tuttavia rimane la questione di fondo: si possono fondere insieme carlismo e socialismo? Filofascismo e antifascismo? Il Borjes di Alianello con il Crocco di Zitara? Si può, sull’onda del sentimento antinordista criticare per partito preso ogni cosa venga fatta dal governo italiano, disconoscendo persino gli obiettivi successi ottenuti in merito alla questione spazzatura?
Sono lontani i tempi in cui Napoli era la città di Lauro e nella quale Almirante concludeva in un bagno di folla i suoi memorabili comizi. Purtroppo da almeno quindici anni i miei concittadini hanno ciecamente consegnato le chiavi della città alla sinistra ufficiale e ai noglobal di contorno. Il risultato è stato quello di un’amministrazione vergognosamente clientelare, prona all’islamismo invasore e al multiculturalismo tanto caro all’intellighenzia progressista. Personalmente ritengo sia ora di voltare radicalmente pagina, voi che dite?
Saluti.




Rispondi Citando

