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Discussione: Lotta ai fannulloni

  1. #1
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    Predefinito Lotta ai fannulloni

    Genova - Otto ferrovieri licenziati perché uno di loro ha timbrato il cartellino per gli altri sette. È accaduto un mese fa in un’officina di Trenitalia, ma se n’è avuta notizia solo adesso, dopo indagini e verifiche inoppugnabili.
    A quel punto, gli otto dipendenti, tutti meccanici addetti alla riparazione dei locomotori, sono stati licenziati in tronco. Il caso ha scatenato polemiche tra la direzione dell’azienda e i sindacati che difendono i lavoratori a spada tratta.

    Secondo quanto è stato ricostruito quel giorno, dopo due ore di straordinario, sette dei meccanici licenziati, per avere il tempo di fare la doccia e di prendere il treno per il Levante, avrebbero chiesto ad un collega di timbrare per tutti.
    Il ferroviere che ha eseguito il «favore» è però stato colto sul fatto dal caporeparto. Di qui la denuncia e il licenziamento. I sindacati non ci stanno: «I minuti sottratti al lavoro - affermano in una nota - sono pochi e la sanzione adottata dall’azienda eccessiva».
    Da parte sua Trenitalia, con un comunicato ha precisato: «La grave violazione accertata rappresenta una palese rottura del rapporto di fiducia che deve necessariamente intercorrere tra datore di lavoro e dipendente», facendo osservare di avere proceduto ai licenziamenti «in conformità con il contratto e come quindi avviene in qualunque altra azienda».

    L’azienda ferroviaria ha anche fornito i dati relativi ai licenziamenti avvenuti negli ultimi dodici mesi con 35 dipendenti del Gruppo Fs che sono incorsi in licenziamento «per violazioni gravi agli obblighi del contratto di lavoro.
    Queste decisioni - ha precisato ancora Trenitalia - si pongono nella linea del massimo rigore nei confronti di coloro che vengono meno ai principi etici e ai fondamentali doveri sanciti dal contratto. Il tutto nell’assoluto rispetto di quanti lavorano ogni giorno con impegno e serietà per il Gruppo Fs e nella piena osservanza delle norme previste a garanzia e a tutela dei lavoratori».
    Insomma, a quanto pare sarebbe in corso in Trenitalia un giro di vite per rendere la vita impossibile ai furbetti del cartellino, ma anche ad imboscati e fannulloni. Sul caso di Genova, tuttavia, incombe il confronto con i sindacati che stanno già alzando le barricate.

    «È stata una leggerezza, hanno sbagliato e sicuramente andavano puniti, ma il provvedimento è sproporzionato e inadeguato» ha dichiarato Fabrizio Castellani, responsabile del settore ferrovieri della Filt-Cgil. «Tra le motivazioni - ha aggiunto - non c’è il dolo o la truffa perché il fatto di aver fatto timbrare il cartellino dal collega per loro è ininfluente dal punto di vista del salario. Tra l’altro - ha concluso Castellani - alcuni di loro hanno quasi trent’anni di anzianità e due sono anche monoreddito». La Filt Cgil ha parlato apertamente di «effetto Brunetta che anche nelle Fs ha già fatto i suoi proseliti» e reso noto che i licenziamenti sono stati impugnati davanti al Tribunale del lavoro.

    Sulla vicenda è intervenuto l’assessore regionale ligure alle politiche del Lavoro, con delega ai Trasporti, Enrico Vesco:
    «Spero che Trenitalia ci ripensi» ha detto commentando che «una generica rottura del rapporto di fiducia è motivazione debole e frettolosa. Inoltre - ha aggiunto - le officine di manutenzione rappresentano un punto di eccellenza, riducendone l’organico si inciderà negativamente sul servizio ferroviario».

    Prende posizione anche il segretario ligure della Filt Cisl, Mario Pino, secondo cui «i lavoratori non hanno compiuto alcuna frode, non hanno rubato, perché l’emolumento per lo straordinario è legato alla certificazione della consegna dei locomotori riparati e non all’orario riportato sul cartellino timbrato. Quindi - conclude Pino - si tratta di una grave leggerezza punibile con una sospensione e la privazione dello stipendio per alcuni giorni, non col licenziamento».

    In serata Trenitalia ha precisato che sono già state avviate le procedure per rimpiazzare gli otto licenziati (anzi, ci saranno venti assunzioni) e che «nessun riflesso negativo si avrà sul servizio».
    Inevitabile, comunque, che sul caso Genova s’inneschi una battaglia giudiziaria anche perché, come dimostrano i reintegri decisi dai giudici per i dipendenti infedeli sorpresi a rubare nelle valigie di aeroporti o nei sacchi della posta, licenziare non è facile, specialmente negli enti pubblici.

    La redazione de www.ilgiornale.it 13 08 08

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Fanulloni di tutta Italia...............

    ..............unitevi.

    Che meraviglia il nostro Paese.
    Un ministro (Renato Brunetta), dopo decenni di malcostume nella pubblica amministrazione, vara finalmente un decreto contro i malati immaginari e che succede? Ecco pronto il manuale di autodifesa. Un vero e proprio vademecum per aggirare le nuove norme contro i professionisti del certificato medico fasullo, gli abbonati della vacanza normalmente retribuita.
    Ovviamente a scrocco del contribuente.
    Ma non basta, perché gli autori dell’audace pamphlet sono nientepopodimeno che due serissimi «ghisa» milanesi, Roberto Miglio e Danilo Zucchet, entrambi in forza alla polizia municipale (e peraltro noti sindacalisti delle Rsu del Comune di Milano) che invitano i 17mila dipendenti di Palazzo Marino, ma a questo punto quelli di tutta Italia, alla disobbedienza civile.
    Ovvero, a mettere in atto tutti gli strumenti per evitare i controlli che, solo annunciati, hanno già fatto crollare le assenze sul posto di lavoro.

    Mano al manuale, dunque, che promette «valutazione e consigli per una seria “autodifesa” contro coloro che hanno scritto queste norme e che sono persone che non vivono una vita comune e che hanno sempre personale al loro servizio».
    L’italiano zoppica, ma il concetto è chiaro.
    «Questa norma - attacca con terminologia vetero marxista il vigile sindacalista Roberto Miglio - è fatta da chi in casa ha i servitori».
    Motivo del contendere, l’ampliamento della «fascia di reperibilità» imposta con un Comunicato di servizio inviato il 16 luglio dal settore Risorse umane del Comune di Milano che impone al «dipendente assente per malattia di essere reperibile presso l’indirizzo comunicato dalle ore 8 alle 13 e dalle 14 alle 20 di tutti i giorni, compresi i non lavorativi e i festivi».
    Fatta la norma, trovato l’inganno.
    «È provato scientificamente - si legge - che per alcune patologie e durante alcune convalescenze, restare chiuso in casa per troppe ore porti a stati depressivi e a una difficoltà nella ripresa del fisico dalla malattia».
    E dunque? «Farsi prescrivere dal medico che la diagnosi in taluni casi prescrive e consiglia uscite dall’abitazione».
    Malati sì, ma non abbastanza per non poter andare fino al bar. O a prendere le sigarette. Non bastasse, di mezzo finiscono anche i figli nell’inedita funzione di antidoto al medico legale. «Farsi certificare da istituti educativi (scuole, piscine...) l’accompagnamento e prelievo di figli minori».
    Già pronte, ovviamente, le sentenze di tribunale che «hanno assolto dipendenti che si erano allontanati da casa per andare a prendere o accompagnare figli minori a scuola».
    Non dovesse bastare, c’è l’acquisto inderogabile di farmaci o alimentari, dato che «le farmacie sono prevalentemente chiuse dalle 13 alle 14 e in alcune realtà nello stesso orario sono chiusi pure negozi o spacci alimentari».
    In questo caso la raccomandazione è di «conservare lo scontrino che riporta data e ora.
    Arruolati nella battaglia contro Brunetta anche anziani e disabili con i dipendenti invitati a farsi certificare dal medico «l’assistenza inderogabile a carico dei congiunti».

    Ricco anche il capitolo dedicato al «salario», dopo la nuova disciplina che in caso di malattia prevede per i primi dieci giorni il pagamento dello stipendio, ma non delle voci aggiuntive.
    «Il taglio totale del salario accessorio - recita il libello - porterà alcuni dipendenti con difficoltà economiche a rientrare in servizio non perfettamente guariti e quindi con un rischio per se stessi e per gli altri.
    Pensiamo a infermieri, insegnanti, agenti di polizia locale, autisti».
    E allora i prodi Miglio e Zucchet sono pronti alla crociata.
    «Siamo passati - si lamenta Miglio - da una visita medica che si doveva aspettare dalle 10 alle 12, a una vera e propria carcerazione domiciliare. Con una sola ora d’aria tra le 13 e le 14. Quando, magari, le farmacie sono pure chiuse».
    Un ultimo consiglio? «Intasare il centralino del settore Risorse umane del Comune con continue richieste di permessi e deroghe».
    Con buona pace della battaglia contro l’assenteismo. «Vogliamo far capire che l’intento del decreto è solo punitivo e non educativo. I dipendenti pubblici sono purtroppo visti malissimo. E invece c’è tanta gente che lavora».
    Ma anche troppa che sta a casa. O che se ne va al mare invece che in ufficio.

    G.della Frattina www.ilgiornale.it 13 08 08

    se "invece c'è tanta gente che lavora" dov'è il problema se si cerca di "fermare i soliti pochissimi imbroglioni?"

    saluti

  3. #3
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    Non si possono imputare a nessun altro le incoerenze e stupidaggini della norma, e chi , come taluni "giornalisti", giuidica diversamente, evidentemente NON ha mai lavorato. Non è questione di "difendere i fannulloni" (i sette licenziati di Trenitalia non sono dipendenti di una Pubblica Amministrazione, ma di una Società Per Azioni, e quindi la lotta in stile craxiano non c'entra un cavolo di niente), è questione di usare la logica, il buon senso. Se uno telefona in ufficio e dice che sta male non ha ancora una prognosi, per avere il famoso certificato deve avvisare il medico, che non andrà sicuramente al suo domicilio ma pretenderà che sia il paziente (salvo casi legati a patologie particolari) a recarsi in ambulatorio. Per questo solo fatto il paziente, pubblico o privato, deve lasciare casa e il medico fiscale non lo troverà al suo posto, ma il fatto sarà documentabile e giustificabile in modo inoppugnabile di fronte a chiunque. Inoltre visto che è un malato vero probabilmetne il medico gli prescriverà farmaci e indagini di laboratorio o di radiodiagnostica o che altro. Anche in questo caso il paziente, malato vero, dovrà NON rispettare gli orari del ministro facilone, e anche in questo caso potrà, giustamente dimostrare di essere dalla parte della ragione. Siccome poi ci rimette, il malato vero, dei quattrini, spingerà perchè il medico gli imponga le analisi in regime di day-hospital o chiederà addirittura il ricovero per il minimo aggravamento. Così difenderà il salario da una penalizzazione idiota e facilona che disincentiva non i fannulloni, ma l'uso razionale degli strumenti di tutela sanitaria. Questo comporterà un incremento della spesa pubblica, anche perchè l'apparato di controllo da mettere in piedi, in questi casi, richiede ovviametne più burocrazia.....eccetera, eccetera.
    Se si vuole dare "un esempio", bene, ma che questa sia una geniale soluzione a un problema che va affrontato sul serio e in modo logico, razionale, equo e PERMANENTE, lo può pensare solo ...chi NON ma MAI lavorato.

    Saluti liberali

  4. #4
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    Mi spiace che li hanno licenzxiati - Avrebbero dovuto mketterli anche in galera per truffa contro lo Stato - E costringerli a rimborsare quanto truffato

  5. #5
    SENATORE di POL
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    "Trenitalia" non è lo Stato, è una Società per Azioni, un'Azienda di diritto privato. Questo indipendentemente dal fatto che il maggior azionista sia Pubblico. Per questo Trenitalia ha potuto lincenziarli "in tronco", senza tante cerimonie. Le misure del signor Brunetta non hanno nulla, proprio nulla a che fare con l'episodio. Inoltre, sia detto per i neo-marxisti-leninisti di sinistra, di centro o di "destra", i licenziati non erano affatto " colletti bianchi" scalda sedie e girascartoffie, ma "tute blu" con "i calli nelle mani" dei "manutentori di locomotori".


    Saluti liberali

  6. #6
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    si tratta di un arbitrio che sarà sanato dal giudice. Le elggi sono chiare, prima del licenziamento ci sono sanzioni, sospensioni dal servisio, e dallo stipendio, ecc.
    Visto che si tratta a quanto ho capito di timbrature di uscita si tratta di avere "rubato" pochi minuti. e della vendetta di un caporeparto evidentemente già in astio con i malcapitati.
    Nelle aziende di servizi come la mia ormai il cartellino non esiste più, si entra e si esce quando pare, l'importante è terminare un progetto. Non si contano i minuti "rubati". Perchè questa discriminazione per dei lavoratori manuali, quindi inferiori?
    Una norma esagerata ancora una volta mediatica, infantile, per dire che "le cose cambiano", ma in realtà è la vecchia spada che cade sul povero disgraziato, mentre i manager il venerdì scappano per il weekend al mare alle 15.
    Mi viene una rabbia...
    E la storia dei 10 gg dopo cui lo stipendio è decurtato? Ridicolo, non esistono malattie lunghe? Non basta un medico dell'INPS ad accertarlo?
    Ma non c'è in Parlamento qualche deputato democristiano del PDL che con un può di buons senso, quando l'onda mediatica si sarà calmata, in silenzio cambierà le cose con un emendamento? Credo di sì. Voglio crederlo.
    Against all odds

  7. #7
    Amico di Oniria..wooff...
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    questi licenziamenti non mi sembrano un'eccessiva dimostrazione di forza ne tantomeno come qualcuno ha scritto.....accaaaanimento verso 7 "poveri".....manutentori (se si comportano così come credete che....lavorino......quali garanzie danno al servizio,al cittadino e alla sicurezza?

    che poi BRUNETTA non centri è un'altra storia,come un'altra storia è giudicare i dirigenti.

    hanno sbagliato in tronco......stupidamente (da furbetti).......ci pensino i sindacati a fare sciopero per questi koglioni..........saranno seguiti dalla base?........credo proprio di NO!

    altro discorso sono i medici di base......faciloni......e questo BRUNETTA l'ha sottolineato......arriveranno presto direttive anche per questi...."dottori....scribacchini"

    wooff...wooff...

  8. #8
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    c'è su internet questo "manuale di difesa antibrunetta"'????
    X

  9. #9
    Amico di Oniria..wooff...
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    Citazione Originariamente Scritto da Alexeievic Visualizza Messaggio
    c'è su internet questo "manuale di difesa antibrunetta"'????

    difenditi da te stesso ke è meglio

  10. #10
    SENATORE di POL
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    Citazione Originariamente Scritto da kanekorso Visualizza Messaggio
    altro discorso sono i medici di base......faciloni......e questo BRUNETTA l'ha sottolineato......arriveranno presto direttive anche per questi...."dottori....scribacchini"

    wooff...wooff...
    Giusto! speriamo che Brunetta, questa volta, inizia a usare almeno un pochino il cervello.

    Saluti liberali

 

 
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