21/8/2008 (19:18) Tim e Vodafone, bufera sulle tariffe
I consumatori: "Intervenga Antitrust"
In arrivo novità sui piani tariffari
ROMA
Ritocchi in vista per le tariffe dei telefonini targati Vodafone. Al ritorno dalle vacanze il colosso britannico rimodulerà anche in Italia alcuni vecchi ma economici piani tariffari, seguendo così la strada intrapresa già da Tim.
Dal primo ottobre circa 5-6 milioni di clienti Vodafone (su un totale di 30 milioni di sim del gruppo in circolazione in Italia) dovranno dire addio a 31 vecchi piani tariffari nati tra il 1998 e il 2003, oggi non più in commercio, che saranno accorpati in 7 nuovi piani, semplificati ma con caratteristiche di fondo simili ai precedenti. Nel passaggio lo scatto alla risposta passerà a 16 centesimi (dagli attuali 15 o 10 centesimi), mentre scenderà a 10 centesimi (dagli attuali 12 o 15) il costo degli sms. I clienti sono stati avvisati delle modifiche via sms, stesso metodo utilizzato anche da Tim.
Nelle settimane scorse l’operatore del gruppo Telecom aveva infatti inviato messaggini ad oltre 3 milioni di propri clienti per annunciare ritocchi tariffari da inizio settembre. Le tariffe di 10 vecchi piani, anche in questo caso considerati ormai fuori mercato (alcuni risalgono al ’99), saranno riviste al rialzo con un aumento di 0,05 centesimi al secondo, cioè 3 cents al minuto inclusa Iva. Le telefonate di oltre due minuti saranno però scontate del 50%. Se insoddisfatti degli aumenti, sia i clienti Tim che quelli Vodafone saranno liberi di cambiare piano tariffario, passando alle nuove offerte, o di abbandonare l’operatore senza nessun tipo di penale o costo aggiuntivo. Per quanto riguarda gli altri operatori, non cambia nulla invece in casa Wind e neanche per i clienti 3.
Ma i consumetori insorgono. Federconsumatori ed Adusbef guardano con «sospetto» alla «volontà di effettuare un semplice piano di semplificazione e di aggiornamento» delle tariffe da parte di Tim e Vodafone: per questo annunciano che si rivolgeranno all’Antitrust e chiederanno all’Agcom di verificare la trasparenza dell’operazione. Per le due associazioni di rappresentanza dei consumatori «il periodo scelto, la sovrapposizione dei tempi dei due massimi operatori ed il non avere aperto un confronto come peraltro è sempre stato prassi con le associazioni dei consumatori, inducono più di un sospetto sulla volontà di effettuare un semplice piano di semplificazione e di aggiornamento delle offerte di servizio, ma più che probabilmente si mira a recuperare maggiori introiti in parte giustamente ridimensionati con l’abolizione dei famigerati costi di ricarica».
Le organizzazioni annunciano quindi che chiederanno e all’Agcom «di verificare che tutto si svolga nella norma, nella chiarezza e nella trasparenza» mentre si apprestano a «richiedere con motivazione circostanziata l’intervento dell’Antitrust per verificare ipotesi di cartello o di accordi tesi a mistificare il mercato». Da parte loro le associazioni verificheranno con i propri uffici legali «eventuali vessazioni contrattuali nei confronti dell’utenza».








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