quoto c@ndido


quoto c@ndido


vorrei aggiungere che non dobbiamo fare l'errore di arroccarci come era giusto fare 60 anni fa nella logica dell'ovest buono e l'est cattivo, sono schemi di guerra fredda passati e sicuramente da rivedere




Obama non è più o meno intransigente di Bush e McCain, è soltanto confuso e l'avere una persona confusa alla guida di una potenza come gli USA, piaccia o meno, è un problema che riguarda tutti e non solo il popolo americano. Dinanzi alle minacce contemporanee bisognerebbe rispolverare quel realismo kissingeriano capace di mostrare i muscoli quando non esiste altra alternativa, ma in grado anche di dialogare e imporsi senza azioni militari. Però attenzione, essere realisti non deve significare calarsi le braghe e far finta di non vedere. A noi europei serve ancora un'America determinata e ancora una volta, i loro interessi coincidono con i nostri. Tu vedi Putin come un amico dell'Europa, ma francamente io vedo solo un leader autoritario che più che agli Zar, intende ritornare almeno in parte ai fasti sovietici. La penso come McCain che a differenza di Bush, non si è mai fidato di Putin. Negli occhi del leader russo si vede solo il KGB. Allora, parliamo con la Russia, ma è sempre bene che dietro a noi europei ci sia un'America capace di contenere le mire imperialiste di Putin. Non esiste più il comunismo, ma la Russia rimane un Paese sotto il comando di un uomo solo, mentre l'America cambia Presidenti ogni quattro anni. Esiste sempre una differenza che continua a farmi preferire una certa influenza americana in Europa rispetto ad un Vecchio Continente solo e davanti ai carri armati russi. Se l'America si disinteressasse di noi, Putin non si fermerebbe certo a Tbilisi. Vorremmo tutti superare le ruggini ereditate dalla guerra fredda, ma non è colpa di Bush se a Mosca, a livello politico, non è cambiata granchè la mentalità "sovietica".


sicuramente è una questione di punti di vista e i punti di vista sono altamente rispettabili, caro Roberto P: viviamo in un epoca tutto sommato fortunata dove possiamo scegliere tra una democrazia imperialista come quella USA e un'altra semidemocrazia autoritaria come la Russia ma la scelta non è più tra la libertà e i gulag come avveniva fino alla fine degli anni '80.
Capisco benissimo il tuo discorso: in America cambiano presidente ogni 4 anni o 8 anni, l'America la conosciamo tutti con le sue grandi qualità e i suoi grandi difetti, da almeno 40 anni Nixon e Kissinger hanno stabilito una certa linea estera (tranne il quadriennio disastroso di Carter) e quella vorreste portare avanti seguendo una strada battuta e conosciuta, perchè cercare nuove vie quando ne esiste una conosciuta, certa e scontata?.
Senza pretendere di avere ragione (perchè in questo caso non so chi ha ragione), io sono uno di quelli che pensa, come ha scritto Tony Blair nel suo ultimo libro (ancora non uscito in Italia) che il baricentro si sposta sempre piu' a est e che la sfida è interessante ed eccitante e l'Europa puo' giocare da protagonista, voglio andare a vedere quella carta Russia perchè mi sento legato alla Russia come paese europeo da recuperare pian piano a 20 anni dalla catastrofe che hanno vissuto con lo smantellamento della loro società
le strade battute, collaudate e scontate mi interessano relativamente, secondo me esiste un potenziale da recuperare ai nostri valori europei e l'istinto mi dice che in quella direzione c'è molto da fare


Personalmente mi auguro che vinca McCain, ammetto che non riesce ad entusiasmarmi come le candidature di Reagan o Bush, ma è sempre meglio di un candidato democratico, di un qualunque candidato democratico, qualunque sia la sua religione o il colore della sua pelle.
McCain mi sembra un pò troppo liberal per i miei gusti, ma questo è un problema che riguarderebbe eventualmente la politica interna degli Stati Uniti, in politica estera lo trovo certamente più adeguato.
Obama lo trovo irrimediabilmente un fighetto, senza programmi, una specie di riedizione di Jimmy Carter solo un pò più glamour, chic, trendy e of course pollitically correct. Di fronte alle crisi internazionali che sembrano profilarsi all'orizzonte c'è da aver paura all'idea di avere uno sprovveduto del genere alla Casa Bianca.
In ogni caso da viscerale filo americano quale sono anche nel caso di una malaugurata vittoria di Obama sarei il primo a gridare viva Obama, perchè a quel punto egli non sarebbe più Barak Hussein Obama, ma solo e soltanto il Presidente degli Stati Uniti.
Poi c'è da dire che la disastrosa presidenza di Carter ci ha donato un presidente come Reagan e quindi chissà che un fallimentare quadriennio democratico non possa darci fra quattro anni un nuovo Reagan?


Non è detto che il giorno dopo si sappia chi ha vinto le elezioni... ricorda il Manifesto....
"Con una valanga di voti - si legge nella prima pagina - gli americani cacciano Bush dalla Casa Bianca. Venti milioni di elettori in più rispetto al 2000 portano Kerry alla presidenza. Nella notta gli exit poll decratano la sconfitta del signore della guerra preventiva".






si diceva lo stesso anche del presidente che non hai messo in grassetto: a conti fatti e col senno del poi anche i suoi avversari hanno riconosciuto che reagan è stato uno dei più grandi presidenti.
lo stesso è possibile che succeda con bush, nel qual caso tu sarai nella schiera degli scemi che non hanno mai capito nulla ma hanno fatto solo tifo.
incidentalmente, uno dei più mediocri presidenti degli usa è stato kennedy.
vedi tu come va il mondo.
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A fool and his money can throw one hell of a party.