Ultimamente sempre più persone nella destra radicale vedono nell'ascesa dell'impero di Vladimir Putin la - così dicono - "salvezza per l'Europa": sono sempre di più, etnonazionalisti, nazionalsocialisti, tradizionalisti cattolici, reazionari, nazionalcomunisti, nazionalcristiani, forzanovisti, eurosiberiani, eurasiatici, a sostenere che la Russia e l'imperialismo russo siano l'unica speranza, per l'Europa.
Oggi, ci troviamo di fronte una Russia sempre più forte ed espansiva, con i tempi dell'era Eltsin l'Europa credeva di aver scongiurato il pericolo dell'Unione Sovietica, ma la scesa di Putin ha cambiato le cose: subito è stato criticata la perdità degli stati ex-sovietici nel Baltico e in Asia centrale e messa in discussione l'idea di una Russia non più potenza internazionale.
La guerra nei Balcani ha anche riacceso il nazionalismo slavo della Serbia, che fu appoggiata dai cinesi contro la Croazia cattolica.
La Russia putiniana ha ormai rialzato la bandiera dell'imperialismo, pan-slavista e neo-sovietico e guarda a coltivare e mantenere i suoi satelliti in massima parte rottami del periodo comunista (Yanukovych, Lukashenko, Shevardnadze, Transnistria, ecc.) o focolai pan-slavisti (Serbia).
Questa Russia che ha rialzato la testa si scontra inevitabilmente con i "padroni dell'Europa": gli Stati Uniti d'America.
Tutta la seconda guerra mondiale sta a testimoniare la guerra contro l'Europa del bolscevismo imperialista staliniano sotto le insegne del pan-slavismo che alla fine grazie all'intervento degli americani conquisterà Berlino, i maggiori esperti razziali tedeschi, tra cui Alfred Rosenberg, scriveranno molto sul pericolo dell'espansione slava contro l'Europa, gli slavi sono visti in definitiva come un'orda barbara - per tirare in ballo Spengler - "anti-faustiana" per eccellenza, che marcia verso l'Europa faustiana e raffinata per distruggere la sua civiltà e il bello. Quindi la resistenza anti-bolscevica diventa una guerra totale in difesa dell'Europa.
Oggi siamo nell'era della globalizzazione a stelle e strisce e quindi molti ragionano in questo modo: piuttosto che essere cancellati dal melting-pot meglio aprire le porte dell'Europa ai carri armati di Putin, meglio fomentare il pan-slavismo ormai, almeno loro più o meno sono "bianchi" e più o meno sono "cristiani". Io vedo in questa mentalità la stessa che animava i partigiani comunisti che avrebbero voluto regalare il nostro paese a Tito e a Stalin, che sostenevano i carri russi a Budapest e che piansero la morte di Stalin, che paradossalmente da queste parti viene addirittura rivalutato.
L'agente del KGB Vladimir Putin, non c'è dubbio, vuole emulare Stalin e ci sta riuscendo anche piuttosto bene.
Così vediamo tutti questi filo-russi sacrificare all'altare pan-slavista la Croazia cattolica e ustascia pur di sostenere i nazionalisti serbi - gli stessi che difendono Stalin e odiano i "fascisti croati", sostenuti dai cinesi e con il partito di riferimento nazionalista(SRS) filo-cinese e filo-arabo - e auspicare il rafforzamento della Russia che sta invadendo il Caucaso.
Ma fino a che punto arriveremo a tifare senza se e senza ma per Putin e i carriarmati russi? Quando entreranno nel cuore dell'Europa?
Cioè, ma davvero avete perso tutti il senno e la lucidità?
Mi rivolgo soprattutto agli "eurosiberiani" con cui se non fosse per la Russia mi intenderei a meraviglia: ma possibile che non vi rendete conto che l'Europa, la civiltà occidentale, ha bisogno di una nuova Destra che risponda alla necessità di liberare l'Europa dal giogo americano e di bilanciare l'avvento delle nuove minacciose potenze assolutiste dell'est (Russia,Cina, Islam, India) invece di elogiare il pan-slavismo o di parlare addirittura del fantomatico "arianesimo" del nazionalismo indiano?




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