Dunque le cose stanno più o meno così...
C'è un certo Toni Negri, stinco di santo, che fa la sua bella prefazione a non sappiamo bene quale libro che parla di terrorismo rosso...
C'è un film (Prima Linea) che sta per uscire e racconta di terrorismo rosso in termini di "eutanasia di un amore armato" (Corriere della Sera)...
C'è, dall'altra parte dell'Oceano, un pluriergastolano che dovrebbe essere estradato in Italia, la Corte Suprema ha deciso per l'estradizione ma...
C'è un Presidentissimo che non decide un tubo.
Ora... a noi sembra che le cose siino più semplici di come ce le raccontano:
- c'è stata due settimane fa una delegazione italiana che è andata in Brasile per accordi commerciali;
- Il presidente Lula è venuto due-tre giorni fa in Italia per parlare di accordi commerciali ma NON di Cesare Battisti
Ma come...?!?
E allora ci sembra chiaro che qui i bei principi non contano niente per cui sarebbe il caso che il signor Lula mettesse sul piatto la sua richiesta formale per darci in cambio l'ergastolano pluriomicida e ci lasiasse decidere se la possiamo accettare oppure no.
Oppure... eh,eh... che si tenesse pure il Cesarino per il resto dei suoi giorni e ne facesse quel che crede compresa qualche non improbabbile sparizione...
Anche perché se torna in Italia
E allora che il sig-. Cesare resti pure al sicuro nelle carceri brasiliane che di lì non scappa (ne siamo certi...) e dove, se vuole, può fare anche delle bellissime diete dimagranti a costo zero.
- Primo, ci tocca mantenerlo a vita a 300 prodeuri al giorno...
- Secondo, si scatenerebbe immediatamente la solidarietà rossa, la necessità di "rieducare il soggetto", il quale comincerebbe a scrivere le sue "memorie" e, dopo qualche mese, non è escluso che qualche giudice compiacente gli conceda - a norma di legge - qualche lavoro esterno o una sorta di semi libertà.
Che qui, in Italia, non ne sentiamo la mancanza.




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