Ma è così fondamentale la questione?


Ma è così fondamentale la questione?


L'URSS? Non l'apprezzano certo in quanto zarista malgré soi. Diversamente avrebbero un'altra opinione sulla ribellione proletaria.
Ma pure loro lo vogliono l'Uomo Nuovo. Inteso non come impassibile conquistatore e signore delle distanze fra gli uomini, ma come larva innocua che ricerca la comunione fraterna con i suoi simili.


La loro concezione dello zarismo non è quella che ha la Destra ma quella di Lenin, e la loro concezione dello stalinismo non è quella di Drieu la Rochelle ma quella del PCI togliattiano
Più che l'Uomo Nuovo, concetto che deve molto al superuomo nietzscheano, questo mi sembra l'ultimo uomo. Loro si rifanno anche al sindacalismo rivoluzionario. Qualora leggessero le dichiarazioni di disprezzo dell'uguaglianza e del collettivismo e l'esaltazione della gerarchia e della volontà di potenza come assalto alla vita pronunciate dai suoi esponenti, non penso che vi si riconoscerebbero.Ma pure loro lo vogliono l'Uomo Nuovo. Inteso non come impassibile conquistatore e signore delle distanze fra gli uomini, ma come larva innocua che ricerca la comunione fraterna con i suoi simili.


1)
«Quello che mi piace nel trionfo del comunismo è non solo la scomparsa di una borghesia detestabile e ottusa, ma anche l'inquadramento del popolo e la rinascita dell'antico dispotismo sacro, dell'aristocrazia assoluta, della teocrazia definitiva. Scompariranno così tutte le assurdità del Rinascimento, della riforma, della rivoluzione americana e francese. Si torna all'Asia; ne abbiamo bisogno» (25 aprile '43)
«Bisogna augurarsi -scrive Drieu il 3 marzo '43- la vittoria dei russi piuttosto che quella degli americani. [...] i russi hanno una forma, mentre gli americani non ne hanno. Sono una razza, un popolo; gli americani sono una accolita di ibridi. Quando si ha una forma, si ha una sostanza; ebbene, i russi hanno una forma. Il marxismo è una febbre di crescenza in un corpo sano. Credevamo che quel corpo magnifico fosse marcio, ma non è così»
«Niente ormai mi separa dal comunismo, niente me ne ha separato mai tranne la mia atavica diffidenza di piccolo borghese»
tutto questo non c'entra nulla con la discussione, ma visto che lo avete citato....
2)
So bene come Mussolini abbia detto cose diverse da quelle in cima, però è sempre utile rendersene conto e sentire tutte le cose che ha detto!


questo è quello originale


Bah,io sono razzista, e non me ne vergogno.


Quanta differenza di linguaggio rispetto a chi invoca la rivolta degli oppressi. Cio non toglie che ovviamente Drieu La Rochelle avesse preso un abbaglio.
...
Allo stesso modo oggi potrei votarmi al comunismo, tanto più che ormai ha
assimilato tutto quello che amavo nel fascismo: fierezza fisica, voce del
sangue comune all'interno di un gruppo, gerarchia vivente, nobile scambio
tra deboli e forti (in Russia i deboli sono oppressi, ma venerano il
principio dell'oppressione). È il mondo della monarchia e dell'aristocrazia
nel loro principio vitale». Il 7 agosto: «Monarchia, aristocrazia e
religione oggi sono a Mosca e in nessun altro luogo».
link http://www.foonews.net/it-politica-i...-rochelle.html


Il pensiero di Mussolini è come il ferro....un materiale che a certi livelli di calore si plasma e si modella a seconda dell'utilità....ma allo stato normale un materiale solido e forte che non si sgretola. Il nocciolo del suo pensiero si condensa sostanzialmente in tali concetti: nazionalismo, primato della stirpe, antimaterialismo, visione eroica e guerriera, gerarchia.


"ovviamente"... hahahah
però quanta differenza eh ... ahahah
MAVAVA
si,è vero.Tanto che alcuni sociologici hanno definito addirittura il fascismo più che un'ideologia politica,un modo d'essere e di agire.Di qui si spiegherebbe il situazionismo della sua politica,a parte gli interessi economici e politici come quelli dietro all'alleanza con la Germania e le leggi razziali.