Nella giornata di sabato 24 aprile si è svolta a Roma, la prima assemblea nazionale del movimento Alleanza per l’Italia, guidato dalla coppia Rutelli-Tabacci, con il chiaro intento di analizzare il risultato elettorale conseguito ed indicare una via maestra da percorrere da qui ai prossimi mesi, che potrebbero portare addirittura il paese ad elezioni anticipate.
Nel corso del suo lungo intervento, l’onorevole Bruno Tabacci, ha ribadito la necessità di un rilancio dei valori morali, prendendo a modello uomini del calibro degli ex presidenti Pertini e Ciampi, esempi di rappresentanti istituzionali dotati di alto senso dello stato e delle istituzioni, persone con le quali ogni cittadino si poteva confrontare. Tabacci ha rilanciato con forza l’idea dell’unità repubblicana, di cui Alleanza per l’Italia si fa promotrice, e pensato ad un nuovo comitato di liberazione nazionale come alternativa alla cattiva politica che oltre a non produrre nulla, disonora il nostro paese. Il segretario nazionale di Alleanza per l’Italia, l’onorevole Francesco Rutelli, ha aperto la sua relazione politica, ricordando come l’assemblea nazionale di Roma sia il terzo importante avvenimento politico del movimento dopo il congresso fondativo di Parma e la convention meridionale di Napoli, e che i risultati ottenuti dall’Api, che non gode di un centesimo di finanziamenti pubblici e non ha avuto grandi spazi di comunicazione elettorale nelle televisioni e nei giornali, sono davvero promettenti. Il movimento di Rutelli e Tabacci, per amore delle verità, in pochi mesi, è riuscito a formare autonome componenti parlamentari sia al senato che alla camera dei deputati e in quasi mille comuni di Italia vi sono consiglieri comunali, assessori, sindaci, che hanno aderito al suo progetto politico. Alle elezioni regionali, il partito è stato presente in sole quattro regioni, raccogliendo quasi il 3% dei consensi, eleggendo un consigliere regionale in Basilicata, Wilma Mazzocco, ora premiata da un incarico di governo regionale, l’assessorato all’agricoltura, e un altro consigliere regionale potrà essere eletto anche in Campania, nel caso in cui, Vincenzo De Luca, candidato governatore del centro sinistra, tornasse a tempo pieno a fare il sindaco di Salerno, dimettendosi dal consiglio regionale. Il leader dell’Api vola alto e parla anche di sistemi elettorali, dichiarando che questo bipolarismo all’italiana, in venti anni di vita, non ha prodotto nulla, non consentendo un maturo confronto tra le coalizioni nel nostro paese, e dando origine ad un becero antagonismo tra i berlusconiani e gli anti Berlusconiani, non facendo nascere in Italia, un centro destra di respiro europeo ed un partito democratico capace di fondare un pensiero diverso rispetto ai limiti della cultura delle sinistre del XX secolo. L’Italia di questo terzo millennio rimane politicamente divisa in nuovi guelfi e ghibellini, che sono l’attuale centro destra che ha scelto il modello populista, plebiscitario, del partito “persona”, e il centro sinistra, che pur avendo al suo interno diverse anime profondamente riformiste, non riesce ancora a definire se stesso ed è diviso, al suo interno, in giustizialisti e libertari, presidenzialisti e parlamentaristi, liberali e post comunisti orgogliosi del loro passato. Francesco Rutelli, da autentico leader politico critica questo strano bipolarismo all’italiana, colpevole insieme alla classe dirigente politica italiana della mancata crescita del paese, ed indica 6 temi fondamentali quali riforma elettorale, riforma del fisco, giustizia, ecologia, federalismo ed occupazione, su cui costringere la maggioranza e l’opposizione a misurarsi per dare una svolta al nostro paese. Per quanto riguarda il sistema elettorale, il movimento di Rutelli ha fatto sapere di prediligere il sistema tedesco proporzionale con una soglia di sbarramento da fissare al 3% che fa esprimere partiti che si alleano in modo trasparente per un governo stabile. Per quanto riguarda il fisco, l’Api propone una alleanza tra contribuenti e fisco e non una guerra, per l’emersione del sommerso in modo da consentire a tutti i contribuenti di pagare con il tempo meno imposte. Sul tema della giustizia, oggetto di eterni scontri tra governo e opposizione, la creatura rutelliana si impegnerà per l’affermazione di due fondamentali principi giuridici, a volte disattesi: le garanzie per il cittadino e la certezza della pena. L’idea forza per la risoluzione dell’annoso problema della disoccupazione per i rutelliani si chiama riforma del mercato del lavoro per uscire da meccanismi definiti obsoleti che tutelano sempre meno persone e lasciano senza tutele, milioni di precari, di lavoratori autonomi, ma su questi temi sia il governo che il partito democratico si sono mostrati abbastanza rigidi, ritenendo le riforme del mercato del lavoro, volute anche dalla Confindustria, intoccabili. In un quadro politico, come quello italiano, sempre in evoluzione, Alleanza per l’Italia, si candida ad essere, con il tempo, il terzo polo della politica, di centro, moderato, liberale, ecologista, in competizione con l’alleanza Berlusconi Lega Nord, che da anni, detta l’agenda politica italiana, con i suoi temi, ma distinto e distante anche da questo centro sinistra, condizionato politicamente dalle sue ali estreme, come il partito giustizialista dell’Italia dei Valori e con la sinistra estrema di Sinistra Ecologia e Libertà. Gli alleati naturali, per la costruzione di questo centro, sono al momento i Liberali di Valerio Zenone e l’ex componente ecologista del partito democratico, che hanno aderito, durante l’assemblea di Roma al partito rutelliano, in attesa di una alleanza politica con l’Unione di Centro, della coppia Cesa-Casini e guardando con una certa simpatia, anche al presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini e alla sua componente di minoranza all’interno del popolo delle libertà.
Giuseppe Parente
Rinascita Campania




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