Ancora negli anni '50 dello scorso secolo, eravamo tra leregioni più povere del paese. Sensa elemosinare aiuti che, peraltro, Roma si è ben guardata di offrirci, con il ns lavoro e la ns serietà, ce l'abbiamo fatta. I merdionali, potrebbero prendere esempio da noi. http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=360FF9456705882DE9B1D47CF3004 F9B
Federalismo, Marche virtuose


ANCONA - Nella nuova geografia fiscale, in procinto di essere ridisegnata dal federalismo, le Marche si piazzano al settimo posto tra le regioni virtuose, cioè con un saldo positivo tra le entrate tributarie territoriali e la spesa pubblica in servizi. A dirlo è un’indagine pubblicata ieri dal quotidiano “Il Sole 24 ore”, su un elaborazione dei dati di Confindustria, dal 2000 al 2006. Secondo la classifica, nelle Marche i tributi regionali sono stati 9.750 euro pro capite mentre la spesa pubblica per i servizi 8.600 euro. Il saldo regionale, quindi, risulta in attivo di 1.150 euro a persona. Le Marche si posizionano quindi tra le otto regioni in attivo insieme a Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Toscana, Lazio e Friuli Venezia Giulia.

Soddisfatto il presidente Spacca. Per il governatore “l'analisi del Sole 24 Ore riconferma che le Marche hanno i conti in ordine per affrontare la sfida del federalismo con equilibrio e serenità”. La classifica pone la nostra regione “nel gruppo di testa delle Regioni virtuose per autonomia ed equilibrio finanziario”. Ragion per cui, secondo Spacca, “possiamo partecipare attivamente al dibattito nazionale per la costruzione di un federalismo solidale alla luce dei nostri risultati di rigore e responsabilità”. La via da seguire, per il governatore, “è quella del federalismo solidale per finalità di efficienza ed equità. Efficienza - spiega -, perchè di fronte alla velocità del cambiamento anche le istituzioni debbono essere veloci nelle decisioni e pienamente responsabilizzate rispetto agli equilibri di bilancio ed al controllo della spesa. Equità, perchè è indispensabile assicurare a tutti i cittadini lo stesso livello di copertura dei diritti essenziali e garantire - conclude - uguali condizioni di sviluppo ai territori più in difficoltà