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Discussione: Rivoluzioni difficili

  1. #1
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    Predefinito Rivoluzioni difficili

    Ormai son quasi 6 anni che ho lasciato la patria padana e sopratutto il mio Veneto. Leggo e mi faccio raccontare quello che succede lí. Son le miserie di sempre, forse peggiori.

    Per farmi una idea su come si possa raggiungere la secessione, ho lasciato da parte momentaneamente, l' analisi del processo vasco e nord irlandese, che alla fine dei conti son processi eroici sí, peró fallimentari. L' ETA é ridotta alle "bombe" petardo (fan piú danni le scoreggie del mio vicino), l' IRA é morta e sepolta. Un mare di morti e di martiri della libertá per cosa? Per i libri di storia, nazionale spagnola e inglese. L' ultima volta che fui a Belfast, quasi 10 anni fa (o forse di piú), ebbi la sensazione che il monumento per Bobby Sands fosse ormai un orpello per turisti curiosi o indipendentisti frustrati (come me).

    Ho deciso di volgere lo sguardo altrove, in cerca di nuove spiegazioni. Cosí ho passato gli ultimi anni "sezionando" la storia della guerra nella ex-Jugoslavia. Dalla pre-guerra, le forze in gioco e le logiche. Ho volutamente lasciato fuori il ruolo delle grandi e piccole potenze esterne che agirono in quello scenario, perché lo spettro sarebbe stato fuorviante. Ho messo da parte pregiudizi e considerazioni a priori che hanno inficiato la capacitá di comprensione reale del fenomeno che ha portato 3 nazioni ad essere indipendenti.

    Riporto solo il caso della Croazia perché é illuminante. La Croazia dell' anteguerra si trovava nelle stesse situazioni della Padania odierna. Pagava la maggior parte delle tasse che finivano a Belgrado, la maggioranza dei dipendenti pubblici sul suo territorio erano serbi, la polizia era serba (un rapporto di 1 a 4), le caserme della JNA (esercito) erano in mano alti graduati serbi, gli ufficiali croati erano pochissimi e molti di questi fedeli alla Jugoslavia. Siamo piú chiari: il 75% dei polizziotti é serbo (jugoslavo), degli editori (padroni) dei media sono serbi 6 e mezzo su 7 (il settimo é mezzo serbo e mezzo croato).

    La Croazia dentro la federazione jugoslava é uno stato con le sue istituzioni: ha il suo governo e i suoi ministri che peró sono tutti filo-jugoslavi. Stessa situazione delle nostre regioni padane. É una battaglia persa...

    No. Gli emigrati croati nei vari angoli del pianeta fiutano la possibilitá di un cambio epocale. In Croazia un manipolo (pochi) di idealisti decide che é arrivato il momento di sfidare la sorte perché dubitano che i loro figli, rincoglioniti dalla globalizzazione, dalla moda, dal buonismo, potranno avere il coraggio di rivendicare le proprie radici. Sulla scena appare un Franjo Tudjman, ex militare di Tito peró con una condanna per "deviazionismo nazionalista". Non ha i soldi per organizzare un partito, solo puó riunire pochi convinti e idealisti "costruttori" di una patria indipendente. Dalla diaspora croata arrivano i soldi. E le armi. A differenza di noi padani, buoni lavoratori, bravi somari, ce ne andammo per il mondo, facemmo fortuna, fondammo centri culturali veneti o friulani dall' argentina al Brasile, dal Venezuela all' Australia peró al solo vedere il triculore ci commoviamo. I croati no, loro, stando al polo Nord o alle aAntille, restano croati. Cosí un certo Gojko Susak, padrone di pizzerie in Canada (Cazzo, pizzerie! e i nostri veneti e lombardi han costruito fabbriche/imprese milionarie nel mondo...), inizia a pompare denaro per formare il partito HZD, degli ultranazionalisti croati. Nascono sedi, si pagano locali, si stampano volantini, bandiere, adesivi. Si possono pagare propagandisti al servizio 24 ore al giorno (e non come noi che dovevamo andare a far propaganda a lavoro finito, stanchi e di notte, quando la gente dorme o riposa). Presto a Susak si affianca Branimir Glavas, altro emigrato con soldi da donare alla causa. Con tali spalle, che poi non erano la gran cosa, gli attivisti del partito HZD iniziano a farsi sentire. Non con manifestazioni di piazza, con minaccie. Entrano nei bar, nei negozi, nelle discoteche, negli uffici pubblici per far presente che "siamo in Croazia". Reclutano i giovani, non importa il numero, peró che siano convinti. Iniziano a comprare armi, leggere, pistole e carabine. Si mettono d' accordo: in una sola notte, in piccoli gruppi (3-4 persone) si mettono davanti ai municipi, abbassano la bandiera jugoslava e issano la croata e, in armi, stazionano lí. La polizia e l' esercito jugoslavo sono presi di sorpresa: 10 comuni in tale situazione...che fare? Se intervengono duramente puó succedere di tutto...cazzo, son 10 municipi. Cosí non fan nulla, restano paralizzati. Adesso ai croati serviva l' errore da parte del potere centrale, bisognava provocarlo.

    Aspettano l' errore del padrone serbo: nel parco naturale di Plivitce, occupato dai croati, intervengono i gruppi militari jugoslavi e arrestano i polizziotti croati. A Pakrac, arrestano 180 "rivoltosi". Non si spara un solo colpo, peró per la Croazia il messaggio é chiaro: il potere aggredisce i figli della libertá.

    É la goccia che fa traboccare il vaso. L' HZD é un partito con pochi adepti peró convinti. L' ex emigrante Glavas arriva in patria e organizza gli estremisti (GNP?) e iniziano a comprare kalashnikov in Ungheria. Certo, roba vecchia peró a buon mercato e funzionante.

    Mettiamo fine a un mito (che ai padani piace molto) ovvero credere che la popolazione appoggiasse i "rivoltosi". Palle. Tutti se ne stavano zitti e chiusi in casa, magari nel loro cuore convinti che la "causa" fosse giusta peró incapaci (per paura, conformismo o a sapere che) di appoggiare quel manipolo di nazionalisti.

    Quello fu un momento chiave, di scelte strategiche. Dal nulla apparí HOS, specie di partito che in realtá era un gruppo di fanatici fascisti (per me nel senso buono) sovenzionati da un altro immigrante (Paraga) pronti a sgozzare chiunque si opponesse alla libertá della Croazia.

    Arrivó cosí il momento chiave: piccoli gruppi, con idee differenti, con ideologie confuse, alcuni autentici nazionalisti croati, altri banditi, altri ancora psicopatici assassini, altri ancora sognatori di una europa dei popoli, altri fascisti, altri comunisti, altri forse liberali e democratici, si unirono per liberare la Croazia. E lo fecero, disposti a pagare il prezzo.

    CONCLUSIONE (per chi ha avuto il coraggio e la pazienza di leggere 'sta paperdella)

    Noi padani o sedicenti tali, siamo una derivazione nordica del levantinismo greco. Siamo quelli di "No le armi , no!", quelli di " Che orrore la ex Jugoslavia", quelli " prima o poi faremo un referendum", quelli di " la rivolta fisclae é la soluzione" ( e questi sono i piú deficienti), quelli che " gli slavin son brutta gente, non si possono usare come esempio", quelli che "Non puoi paragonare quello che é successo nella ex-jugoslavia con la nostra realtá", quelli che "Che orrore, quelli eran pazzi!", quelli che esterefatti potrebbero dire "Che schifo, tu giustificare certe atrocitá" e una lunghissima serie di etcetera.


    Perché ho scritto questa lunga digressione? Per un solo motivo: finiamola di credere che la Padania possa nascere dalla Lega Nord o da pseudoriforme dello stato itagliano. Finiamola di credere che sono la elezioni che cambieranno il nostro destino (di veneti, piemontesi, lombardi, liguri...)

    Negli ultimi 50 anni nessun popolo si é liberato solo votando. Per me, opinione personale, la strada croata é una soluzione e come diceva Miglio, senza mezzo migliaio di morti, non cambia nulla. Piaccia o no.

    Quando me ne andai dissi a pochi amici: nel momento che che mi dirai che ci sono 50 kalashikov disponibli, prendo il primo aereo e ritorno.

    Cazzate? Ognuno é padrone di pensare e tirare le conclusioni di quello che vuole. Spero solo che le mie linee abbiano dato da pensare ai vecchi e nuovi rivoluzionari del forum. Tutti gli insulti son ben-venuti...

    Erwache padania e un caro saluto a tutti gli amici

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  2. #2
    Blut und Boden
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    La Jugoslavia ha cessato di esistere quando non era più utile a chi l'ha creata; l'italia farà la stessa fine.
    I padani vanno "educati" con un minimo di cultura identitaria.
    Ma scordiamoci che qualunque cambiamento reale in senso indipendentista possa arrivare dall'interno.

  3. #3
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    interessante eleborato...io credo però che ci sia una questione di fondo:

    non credi che la Padania non lotta per la propria indipendenza proprio perche non esiste, ma è una forzatura storica che in anni passati poteva funizonare ma oggi non più?

    Esempio: come hai specificato tu sei Veneto poi Padano.
    Ma non ti sembra un pradosso? Quanti militanti in lega dicono" io sono Padano e basta!" tralasciando la loro identità, per ora, regionlae?

    Nessuno, perche la Padani era la valvola di sfogo per stare uniti, credendo cosi di cavarsela prima, ma così non è stato.
    Cioè è come se Baschi, Catalani e Occitani si unissero in un unico macro stato per divenire prima indipendenti...potrà mai funizionare??

    A me sembra, sono Veneto e Veronese, come te, che in Veneto dal punto di vista culutrale grazie a varie associazioni e movimenti si stia facendo molto di piu di quello che la lega nord abbia fatto in 15 anni.

    Il motivo è semplice: Il veneto ha una storia, una lingua e una cultura da tramendare: la padania no.

    La cosa poteva non contare negli anni d'oro quando nel profondo nord entravi nei negozi e trovavi il sole delle alpi ma oggi non c'è piu nulla, solo il gonfalone semmai.

    Sintomo primario di ciò è il muro che si è abbattuto solo in Veneto: la sinistra, che si avvicina sempre piu a tematiche Venete e indipendentiste (vedi CSO di Mestre, il no Dal Molin ecc)

    La liberazione armata della Padania si poteva fare quando fu dichiarata l'indipendenza...non oggi.

    Oggi semmai si puo gettare le basi per un Veneto nazione d'Europa....e le armi si useranno quando il popolo dirà di usarle...lui è sovrano e solo lui potrà decidere se e quando usarle....

    ps: il secondo per la liberazione del veneto è per me

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da giacomocrop Visualizza Messaggio
    interessante eleborato...io credo però che ci sia una questione di fondo:

    non credi che la Padania non lotta per la propria indipendenza proprio perche non esiste, ma è una forzatura storica che in anni passati poteva funizonare ma oggi non più?

    Esempio: come hai specificato tu sei Veneto poi Padano.
    Ma non ti sembra un pradosso? Quanti militanti in lega dicono" io sono Padano e basta!" tralasciando la loro identità, per ora, regionlae?

    Nessuno, perche la Padani era la valvola di sfogo per stare uniti, credendo cosi di cavarsela prima, ma così non è stato.
    Cioè è come se Baschi, Catalani e Occitani si unissero in un unico macro stato per divenire prima indipendenti...potrà mai funizionare??

    A me sembra, sono Veneto e Veronese, come te, che in Veneto dal punto di vista culutrale grazie a varie associazioni e movimenti si stia facendo molto di piu di quello che la lega nord abbia fatto in 15 anni.

    Il motivo è semplice: Il veneto ha una storia, una lingua e una cultura da tramendare: la padania no.

    La cosa poteva non contare negli anni d'oro quando nel profondo nord entravi nei negozi e trovavi il sole delle alpi ma oggi non c'è piu nulla, solo il gonfalone semmai.

    Sintomo primario di ciò è il muro che si è abbattuto solo in Veneto: la sinistra, che si avvicina sempre piu a tematiche Venete e indipendentiste (vedi CSO di Mestre, il no Dal Molin ecc)

    La liberazione armata della Padania si poteva fare quando fu dichiarata l'indipendenza...non oggi.

    Oggi semmai si puo gettare le basi per un Veneto nazione d'Europa....e le armi si useranno quando il popolo dirà di usarle...lui è sovrano e solo lui potrà decidere se e quando usarle....

    ps: il secondo per la liberazione del veneto è per me
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  5. #5
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    Noi non abbiamo partiti indipendentisti, nè in Veneto, nè in Friuli.
    Ai Veneti (e mi pare ai Sardi) va dato atto di essere stati gli unici ad agire contro lo stato italiano (i Serenissimi in galera). L'hanno fatto con le automobiline della lego, non con i mitra.
    E sono finiti in galera, mentre Bossi si limitava a fare scena.
    Vi è anche il problema che non facciamo figli, non so quale sia l'età media in Veneto ma abbiamo gli elementi govani per le azioni militari?
    Nonostante le condizioni economiche in Veneto siano state relativamente buone, di figli se ne sono fatti pochi.
    Il senso di Patria dei Croati noi non lo abbiamo, il concetto di lavorare pensando di creare reddito per la Patria non lo abbiamo.
    Ricordo che durante la guerra in Croazia (e anche prima, probabilmente) gli atleti Croati professionisti versavano parte del loro stipendio alla causa. Non solo, utilizzarono la loro visibilità mediatica per promuovere la causa (azione simile è stata svolta ultimamente dal giocatore Georgiano del Milan).
    L'idea di "lavorare per la Patria" (che, piaccia o meno, era uno dei dogmi del fascismo) è andata persa - ed è stata volutamente aggredita dalla sinistra- E' un ideale che nasce da una educazione che prevede una vita molto disciplinata (es. non ti ubriachi, non ti droghi, perchè lavoreresti meno e la tua collettività avrebbe meno risorse; non spendi soldi in beni superflui perchè sono soldi da utilizzare per la causa). Forza e disciplina che noi abbiamo perso.
    Una educazione di questo tipo presuppone l'impegnarsi nel lavoro pensando che ciò porti risorse e aiuto alla Patria è qualcosa di diverso dal "culto del lavoro per fare soldi" è una filosofia di vita, che nasce dal sentirsi parte di una Collettività.
    L'abbiamo noi il concetto di "donarsi in parte alla Patria"?
    Non credo nemmeno c'entri la latitudine: alcuni iscritti a Forza Nuova hanno lo stesso spirito di Patria dei Croati (e non sono settentrionali).
    Piaccia o meno il senso di appartenenza alla comunità lo hanno i musulmani e gli ebrei.
    Per costruire un senso di Patria ci vogliono 20 anni, quindi dovremmo inizare noi per preparare i pochi figli che abbiamo (molti dei quali sono distratti dai telefonini, dalle discoteche, ecc.) ad una rivolta armata tra ventanni. Sempre che non veniamo occupati prima dai musulmani.
    E detto da persona nata in Friuli, da genitori Veneti, mi pare che il senso di Patria sia più sviluppato tra i Friulani (con riferimento al Friuli storico, Udine, Carnia) che tra i Veneti.
    Ci vuole anche una azione scolastica, sia dal puinto di vista dei programmi inserimento della "cultura locale" dalle elementari, studio della lingua locale, bandiere della Regione in aula. Comportamento adeguato dei docenti: è inutile parlare di valori di forza e disciplina se il docente arriva in ritardo in classe, beve il caffè in aula o svolge 1/3 del programma.
    Lo spirito di Patria lo hanno gli statunitensi, nonostante siano un conglomerato di etnie e abbiamo mille problemi.
    Comunque la tessera a un partito indipendentista io l'avrei anche già fatta (quota compresa), ma non c'è il partito.
    Per realizzare quello che hanno fatto i Croati ci vuole un senso di apparetenenza basato su valori "metafisici" analoghi a quelli che uniscono i correligionari.
    Noi in Veneto consideriamo gli Slavi "sciavi", invece sono mediamente molto forti (in Spirito).

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da hellas Visualizza Messaggio
    Noi non abbiamo partiti indipendentisti, nè in Veneto, nè in Friuli.
    Invece il partito c'è, è nato da poco, ma ha grande potenziale.
    PNV, Partito Nasional Veneto. http://www.pnveneto.org/

  7. #7
    Tyr
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    Citazione Originariamente Scritto da El Leon Visualizza Messaggio
    Invece il partito c'è, è nato da poco, ma ha grande potenziale.
    PNV, Partito Nasional Veneto. http://www.pnveneto.org/
    Siete molto onesti, tanto da mettere online entrate e uscite.
    Sicuramente da applausi visto quel che fate a fronte delle finanze.
    Però troppo piccoli. Oltretutto essendo nato e residente in Friuli io sosterrei gli indipendentisti Friulani (non voterei alle comunali in Veneto ma in Friuli e oltretutto ritengo che sia giusto aiutare la Terra che ti ha cresciuto - che per me è il Friuli).
    Purtroppo la situazione in Friuli è la stessa del Veneto: manca un riferimento autnonomista "forte", economicamente e con sedi.
    In Friuli abbiamo movimenti autonomisti, anche ammirevoli quanto il vostro, ma troppo piccoli.
    Ci vorrebbe veramente un imprenditore o un industriale (un Panto Friulano).
    Fare una campagna elettorale, costa. Anche se a livello comunale.
    Comunque Auguri.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da hellas Visualizza Messaggio
    Siete molto onesti, tanto da mettere online entrate e uscite.
    Sicuramente da applausi visto quel che fate a fronte delle finanze.
    Però troppo piccoli. Oltretutto essendo nato e residente in Friuli io sosterrei gli indipendentisti Friulani (non voterei alle comunali in Veneto ma in Friuli e oltretutto ritengo che sia giusto aiutare la Terra che ti ha cresciuto - che per me è il Friuli).
    Purtroppo la situazione in Friuli è la stessa del Veneto: manca un riferimento autnonomista "forte", economicamente e con sedi.
    In Friuli abbiamo movimenti autonomisti, anche ammirevoli quanto il vostro, ma troppo piccoli.
    Ci vorrebbe veramente un imprenditore o un industriale (un Panto Friulano).
    Fare una campagna elettorale, costa. Anche se a livello comunale.
    Comunque Auguri.
    ciao, il mov. indipendentista di cui faccio parte I veneti, non è un partito e non corre ad elezioni, si puo essere tesserati ai Veneti e al PD volendo...
    noi vorremmo la ricostruzione di una Venetia con i confini storici, Bergamo, Mantova, Brescia, Trento il Veneto e il friuli Venezia Giulia...se ti puo interessare fammi sapere...possiamo mandarti a casa del materiale

    www.iveneti.org
    (il sito per quanto riguarde l'iscrizione non è aggiornato, le quote sono vecchie e caleranno quindi se ti interessa fammelo sapere )

    Saluti

  9. #9
    tra Baltico e Adige
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    Citazione Originariamente Scritto da hellas Visualizza Messaggio
    Ci vorrebbe veramente un imprenditore o un industriale (un Panto Friulano).
    Perche?hai fretta di vedere un onesto politico"nordestino"morire provvidenzialmente in un incidente?

  10. #10
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    In genere, un po' tutti i movimenti indipendentisti armati hanno sempre avuto piu' o meno appoggi e supporto da forze economiche e/o politiche collegate ai servizi segreti od ai governi di Paesi stranieri interessati a far precipitare la situazione al momento opportuno e poi controllare e beneficiare della nuova situazione creatasi.
    I Croati come gli Sloveni e i Kossovari, seppure con situazioni differenti non fuggono dalla regola

 

 
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