

1) Articolo eccellente, che riassume in poche righe i migliori argomenti contro la scuola stato, usando un linguaggio comprensibile a chiunque.
2) Il figlio della persona normale, grazie alla scuola pubblica e alla pesante tassazione che le è collegata, è costretto a studiare in una scuola di qualità molto scadente (e l'indagine PISA dell'OCSE lo dimostra) o a lavorare. Pagare le tasse e in più l'iscrizione ad una valida scuola offerta dal mercato è insostenibile, per le famiglie normali.
3) E' un fatto che siano molti di più i figli di famiglie normali costretti a studiare in scuole pessime, dei figli di famiglie povere che se non avessero delle reali capacità non potrebbero studiare. Garantire l'istruzione a tutti non significa affatto inventarsi maestri, con risultati disastrosi. Se ci si limitasse ad aiutare chi non ha la possibilità di studiare (e siamo nella pur sempre benestante Italia: parliamo di una ristretta minoranza), lasciando tutti gli altri liberi farlo, probabilmente otterremmo di più con molte meno tasse. Tutto ciò senza scomodare il diritto naturale e i filantropi, che comunque (tranne per chi non conosce minimamente la storia) ci sono sempre stati e hanno sempre avuto ruoli importanti.
4) Se ciò non avviene è perché lo stato ha i suoi enormi tornaconti a gestire la scuola, così come a gestire il resto del welfare. Acquista prestigio, manovra posti di lavoro, incamera più soldi, si avvicina direttamente ai sudditi, prende cittadinanza nell'immaginario collettivo, ha la possibilità di formare le nuove generazioni. L'intento di tutto questo è sinistro, come minimo.
5) Infine una osservazione sulle possibilità. Quando si parla di scuola e di possibilità anche per le famiglie cosiddette di serie B (definizione orrenda, ma tant'è) il pensiero corre subito a Rockefeller, a Carnegie e via dicendo. E facilmente lo statalista ci ribatte come oggi non ci siano più le condizioni e le possibilità per ripetere quelle imprese. Verissimo. Ma piuttosto che ribattere dovrebbe andarsi a nascondere: se oggi non c'è più la possibilità di intraprendere e entrare nel business così facilmente lo dobbiamo agli sciocchi che come lui invocano regolamenti e piani. Nient'altro che immani regali che la politica fa al grande capitale. Quelli che i loro figli non vanno alla scuola pubblica.


se vuoi garantire qualcosa a qualcuno che non se la può permettere devi obbligare qualcun altro ad erogare il servizio o a pagare per quel qualcuno, mi sembra in netto contrasto con i principi liberali. Uno stato sociale basato sulla filantropia non è in grado di garantire nulla perchè non obbliga nessuno, certezza ed obbligo sono concetti intimamente legati. Non puoi pretendere di avere la botte piena e la mogli ubriaca, devi scegliere...
si va per esclusione. Se non le avesse dovresti accettare il fatto che un innocente paghi per le colpe di qualcun altro, il che mi pare contrario all'etica liberale (sempre che esista, cosa di cui spesso dubito).e perchè dovrebbe averle
Io non sono veramente un socialista... in altre occasioni mi è capitato di difendere il liberalismo.Proprio perchè sei un socialista qua sei un pesce fuor d'acqua, che ci stai a fare? Il pezzo dell'amico Leonardo l'ho già commentato in altre sedi e lo trovo stupendo, come d'altro canto la stragrande maggioranza dei suoi scritti.


devi partire da un concetto di libertà..... non credo che l'umanità starebbe a guardare se un sitema è autodistruggente... in un sistema libero se ci fosse bisogno di qualche ricostruzione delle istituzioni sarebbero prima i cittadini di una comunità a crearle perche tutelare gli altri è tutelare se stessi e perchè se tutti intorno a me sono malfamati eio sono ricco è ovvio che io ci vado male, perchè la proprietà sarebbe in pericolo. creare dei nuovi sitemi tipo cooperative o ad esempio che so se creerebbero delle fondazioni private che gratuitamnte garantirebbero anche l'istruzione a chi non lo può. IL CONCETTO FONDAMENTE RESTA LA LIBERTA'!!!! non si deve obbligare nessuno a pagare le tasse, se voglio finanziare un organizzazione, devo essere libero di sceglierlo.
Vedi come oggi l'opinione pubblica resta una potenza da paura, figurati in un futuro sistema sempre libero..... a ciò accumuna che il lavoro migliorerebbe, metti una vera politica di detassazione, metti lo sviluppio delle tecnolgie, ad esempio l'energia potrebbe essere autoprodotta (pensa al solare ecc) E di sicuro sarebbe così, solo che oggi le politiche di stato in accordo con i capitalisti però dei capitalisti di stato perchè vivono con lo stato non con il mercato, tutto ciò impedisce dlo sviluppo...si parlava tanto di idrogeno, oggi dov'è? non si possono intrecciare i sistemi di stato, l'alternativa al petrolio esite da 40anni.
insomma lo stato artefice di tutti i mali ed è ovvio che anche il capitalismo nello stato diviene un male, ma non perchè il mercato è sbagliato....cioè capisci il discorso??
uno degli insegnamenti fondamentali resta: l'ordine è figlio della libertà non viceversa.....


Una piccola serie di osservazioni: il mercato si crea dove c'è un bisogno. Il mercato si allarga fin dove è redditizio. Il mercato mantiene prezzi abbordabili per la gran parte degli utenti quando è costretto dalla concorrenza, e la concorrenza si può fare al rialzo o al ribasso.
Osservazione 1) Chiaro, il bisogno di istruzione c'è. Di sicuro le famiglie più piovere non se ne cureranno troppo e spediranno comunque i figli a lavorare a 13 anni, ma a Vn Mises sta bene così, non sia mai che l'Italia li mandi a invadere il Liechtenstein. Osservazione a mio modo di vedere aberrante, perchè non sono lavoratori abbastanza qualificati da imporsi nel mercato, e quindi saranno solo bassa manovalanza malpagata. Certo, mi si risponderà "potevano studiare di più, la mano del mercato alla lunga renderà evidente la convenienza": rispondo A) con quali eventuali soldi? B) alla lunga è un concetto che calato nel reale significa fame e miseria per molti. No, grazie, preferisco un piccolo furto legalizzato.
Osservazione 2) Conviene a qualche imprenditore fare una scuola per pochi monelli inerpicata su un paesino di montagna ? Io credo di no. Peccato che il nostro Paese sia conformato geograficamente così (non a caso la Gelmini sta facendo un disastro, con i tagli).
Osservazione 3) Quante istituzioni scolastiche potranno permettersi di concorrere al rialzo creando delle megaselettive istitutzioni superiori ?
E sopratutto, quanta gente potrà iscriversi a queste megaselettive istituzioni superiori ? Certamente poca.
Ne consegue che la gran parte dell'istruzione sarà svolta da scuole simildiplomificio che daranno un'educazione raffazzonata all'americana per chi non ha troppe pretese, dove infatti c'è una concorrenza perfetta tra scuole private e pubbliche e i risultati si vedono. Sul tasso di analfabetismo di ritorno.
E badate che questo si vede giò oggi in Italia, con la politica dell'autonomia di bilancio: non è certo sulla qualità che puntano sia atenei che scuole superiori, ma sulla quantità meglio se di bassa qualità, perchè così si accontenta.
Il mercato funziona benissimo nel sistema universitario, ma in quello dell'educazione superiore sarebbe disastroso incentrare massicciamente il sistema sul privato.
Quanto all'obiezione del Butini sulla scuola pedagoga di Stato, questo è l'attuale, indubbiamente: ma non è che si debba buttare il bambino con l'acqua sporca. Ci sono sistemi educativi, che funzionano molto bene, in cui si dà la possibilità di scegliere tra diversi indirizzi di studio con grande flessibilità e mettendo virtuosamente in concorrenza tra loro gli insegnanti, come in Olanda o Finlandia. Condivisibile la critica ai percorsi scolastici blindati, ma, appunto, la soluzione a questo può essere diversa da una privatizzazione totale.
In generale, tutto nasce dalla vecchia antipatia per ogni cosa che sia istituzionale propria dell'anarchismo super-individualista. Ma una Istituzione, un Sistema Sociale, non sono necessariamente Stato Coercitivo.




E cosa vuole l'opinione pubblica ?! A MORTE, difenderò il mio diritto di far lavorare mio figlio a 6 anni con il fucile ! Vità, Libertà, Proprietà !
Più seriamente, il tasso di abbandono degli studi non è che sia basso, e non ha mai scandalizzato nessuno, nele alte sfere, tanto che il governo sta abbassando l'obbligo scolastico a 14 anni ... Conviene alle aziende (manodopera poco qualficiata e quindi sottopagabile, ignara dei suoi diritti e senza volontà di lotta, oltre che precarizzata), perciò ...






La manodopera è sottoqualificata perchè le condizioni economiche non le permettono di formarsi adeguatamente. Chi minchia è qualificato a 14 anni ?
La Libertà si deve avere la testa e le capacità di poterla esercitare. Sono cose che vanno sviluppate: altrimenti si mandano dei ragazzi impreparati a farsi "massacrare" da un mercato che non capiscono. Certo, adesso mi verrà infarcita una disquisizione sul valore pedagogico delle mazzate sul grugno, ma se si può rendere la vita più semplice alle persone con poco sforzo è da egoisti preferire il tanto peggio tanto meglio.