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Discussione: Toma ode!!!

  1. #11
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    Fine di un partito...mi spiace dirlo.

    I fasti del glorioso SRS di Seselj sono persi per sempre, la RS non diventerà mai più indipendente e la Serbia diventarà uno stato abulico e lacchè degli USA.

    Purtroppo sono stati commessi errori inperdonabili, il primo è quello di non aver capito che Milosevic nel 1999 difendeva gli interessi dei Serbi...i quali l'hanno cacciato dal suo stesso stato.

    Per conto mio ora la Serbia non susciterà più alcun interesse.

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da viridianus Visualizza Messaggio
    Di sicuro, la cosa peggiore che può capitare è una frammewntazione dello SRS in due ali, una massimalista (Seselj, Todorovic etc ) e quella diciamo riformista (Nikolic, forse Vucic) ....la storia dimostra che ogniqualvosta un partito di posizioni estreme si divide in due o più tronconi, è la fine per quel partito: un pò come, con le dovute differenze, è accaduto e sta accadendo con Allenza Nazionale in Italia: mnolti non si sono più riconosciuti nella linea di Fini ed hanno abbandonato il partito...ora si sentono già le sirene che invitano Nikolic a fondare il suo partito radical -riformista per sgretolare ancor di più le file dello SRS..sarebbe, credo, un errore madornale....che farebbe solo il gioco di Boris T e Ivica D....certo ora si legge già di un Nikolic ''europeista!, manco si fosse trasformato in Ceda Jovanovic (Dio non voglia!!!!)...per il resto, anch'io creddo che la Russia, al di là di dichiarazioni di circostanza, non aiuterà mai la Serbia...anzi, potremmo quasi dire il contrario: si è avvalsa del precedente KiM per far valere le sue (chiare)ragioni in Ossezia ed Abkhazia...e questo è bene che tutti noi lo sappiamo da prima...
    Ed è di oggi la notizia che Tomislav Nikolic ha già formato il suo gruppo di deputati all'interno della Narodna Skupstina, che è in pratica il primo passo verso la formazione di un nuovo partito...certo che in due mesi ho previsto la defenestrazione di Zdenjek Zeman dalla Zvezda e la nascita delle frazioni all'intreno dell'SRS...sarò la nuova versione di Vava (celebre veggente belgradese della metà degli anni 80...) ma certo, almeno per la seconda preveggenza, avrei voluto sbagliare....e temo che ciò che dice Albex nel post precedente al mio si possa avverare, purtroppo...staremo a vedere....

  3. #13
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    La fine di un'epoca
    11.09.2008 Da Belgrado, scrive Danijela Nenadić

    Tomislav Nikolić I radicali serbi si spaccano sull'Accordo di Stabilizzazione e Associazione. Nikolić, leader dall'arresto di Šešelj, battuto dalla corrente più oltranzista, lascia e medita la creazione di un nuovo partito. Esplode così una crisi covata da mesi sotto la cenere
    “Il Partito radicale serbo non esiste più”, ha affermato Tomislav Nikolić, l'uomo che ha guidato il partito da quando Vojislav Šešelj si trova all'Aja. “Cala il sipario su un partito. Forse si alzeranno i sipari per due partiti o per uno nuovo. Ma quello che era il Partito Radicale Serbo [SRS, ndt] non esiste più”, ha dichiarato in parlamento lo scorso lunedì 8 settembre un Tomislav Nikolić evidentemente stanco e deluso.

    Nikolić ha fondato un nuovo gruppo di deputati, “Avanti Serbia”, che conta 11 membri. Ha affermato di non aver chiamato nessuno, né di aver pianificato di fondare un gruppo, ma che gli è stato richiesto da coloro che “non possono essere in un gruppo di deputati che per imposizione è capitanato da Dragan Todorović e Vjerica Radeta”.

    Gli ultimi avvenimenti all'interno del SRS hanno determinato l'inizio di uno scontro aperto per la supremazia e il primo scisma dalla formazione di questo partito. I radicali hanno sempre rappresentato un partito eccezionalmente omogeneo e unitario, che a partire dalla sua fondazione, nel 1991, niente ha potuto far vacillare, nemmeno una decisiva sconfitta elettorale o la dipartita del suo leader Šešelj per l'Aja.

    Lo scisma dei radicali non ha molto sorpreso. Il primo passo fu fatto dall'ex sindaco di Novi Sad Maja Gojković, che rifiutò l’obbedienza a Šešelj, tracciando per prima la linea verso la trasformazione del partito. Al tempo la Gojković rimase in minoranza, anche se nelle sfere più vicine al partito si è vociferato che Nikolić fosse contrario alla sua esclusione, ma che non abbia potuto opporsi agli ordini di Šešelj, per il quale ogni “deradicalizzazione” dei radicali era inaccettabile.

    Il secondo motivo di tensione fu la decisione di togliere i distintivi con l’immagine di Vojislav Šešelj nella campagna per le elezioni presidenziali, quando il candidato dei radicali era proprio Tomislav Nikolić. Guidato dai consigli del marketing, ma anche dal suo pragmatismo, Nikolić decise che fosse giunto il momento che i radicali si presentassero sotto una nuova luce e che prendessero le distanze dalla politica di Vojislav Šešelj. Importante qui ricordare che Nikolić alle elezioni presidenziali ha ottenuto 100mila voti in meno dell’attuale presidente in carica Boris Tadić, registrando decisamente il miglior risultato nella storia del Partito radicale serbo.

    Dopo le elezioni presidenziali, i radicali hanno rimesso in fretta in circolo i distintivi con la faccia di Šešelj. L’unità, tuttavia, era solo apparente. Le differenze sono di nuovo tornate sotto gli occhi dell’opinione pubblica dopo le elezioni parlamentari, quando si è venuti a sapere che Šešelj dall’Aja proponeva un'alleanza dei radicali e del "blocco popolare" (Partito Democratico serbo - Nuova Serbia) con Vojislav Koštunica candidato premier.

    Nikolić si è rifiutato di accettare questa soluzione, sostenendo che è la debolezza di indicare un candidato premier durante i negoziati politici per la formazione di una coalizione, e che il partito radicale avrebbe comunque dovuto ottenere il posto di premier. In base a quanto riportato dai media, Nikolić avrebbe allora chiesto a Šešelj di poter guidare il partito secondo le sue regole, ma la risposta è stata negativa. A quanto si dice, già allora Nikolić aveva presentato le dimissioni, ma Šešelj lo aveva pregato di rimanere al posto di sostituto presidente del partito, e di condurre la campagna elettorale e le trattative post-elettorali fino a quando i problemi non fossero stati risolti.

    Che tra i due si sarebbe trotta la collaborazione era già chiaro durante l’estate. Si è parlato molto delle due correnti interne al partito – quella di Nikolić, la cosiddetta riformatrice, e quella di
    Šešelj, il nocciolo duro.

    Nikolić ha detto chiaramente di non aver più contatti diretti con Šešelj, e che la comunicazione con quest’ultimo è in mano a Dragan Todorović, Mirčrtić e Vjerica Radeta.

    L’unità interna al partito su due gambe vacillanti alla fine è crollata su ciò che sembrava la cosa più improbabile. La spaccatura finale dei radicali è avvenuta a causa dell’Accordo di Stabilizzazione e Associazione (ASA) . Quando a inizio settembre il parlamento serbo ha finalmente cominciato a riunirsi, nel corso della prima seduta sono volati insulti e maledizioni da parte dei deputati del Partito radicale serbo. Quelli con un udito più fine avranno capito che Nataša Jovanović, Vjerica Radeta e Gordana Pop Lazić, a capo del SRS non inveivano contro Boris Tadić, bensì contro Tomislav Nikolić. In primo luogo, infatti, maledivano tutti coloro che mostravano di voler collaborare con il "traditore degli interessi serbi" Tadić.

    Quello che allora molti non sapevano, è che il partito democratico, ovvero Tadić, si era accordato con Nikolić, come capo del gruppo di deputati dei radicali, perché questi ultimi sostenessero l'approvazione del ASA, su proposta del partito liberal democratico.[L'accordo è stato ratificato dal parlamento serbo il 9 settembre, ndt.]

    E' stato comunicato in fretta che i radicali avevano presentato un emendamento, e che questo era stato accolto, e Nikolić ha poi dichiarato che i radicali voteranno a favore dell'accordo. La notizia è stata confermata da Dragan Todorović, che ha detto che il tutto era stato approvato anche da Šešelj. Con l’emendamento del SRS è previsto che la proposta di legge sulla firma del patto contenga la clausola che il Kosovo è parte integrante della Serbia.

    Ma qualche ora dopo si arriva al capovolgimento. Come ha riportato "Novosti", Šešelj dall’Aja ha dato ordine ai radicali di non sostenere in nessun modo l'accordo, e il cambiamento di posizione è stato reso noto ai giornalisti da Todorović, dopo aver detto che i media avevano capito male, e che i radicali non erano nemmeno intenzionati a sostenere l'ASA.

    Lo stesso giorno, venerdì 5 settembre, Tomislav Nikolić ha dato le dimissioni come capo del gruppo dei radicali e pure dalla sua funzione di sostituto presidente del SRS. Nikolić ha dichiarato a B92 che ha presentato le dimissioni in quanto gli è stato intimato che i deputati radicali non votino a favore dell'ASA. “E’ vero, mi sono dimesso perché ho agito secondo principio – la morale e il rispetto della parola data”. Nikolić ha affermato che all’interno degli organi del partito era stato deciso di accettare l'accordo se il consiglio avesse accolto l’emendamento proposto dai radicali, dopo aver aggiunto di “aver dato la sua parola che i radicali avrebbero votato per l'ASA”.

    Lo scisma definitivo è iniziato lunedì 8 settembre alla riunione del gruppo dei deputati – dei cui sviluppi si è venuto a sapere per vie informali. Sono volate parole dure ed aspri messaggi, è stato scelto il nuovo leader, Dragan Todorović, con cui la cosiddetta corrente forte ha definitivamente prevalso.

    Todorović è stato eletto con un solo voto contrario, e la sua sostituta sarà Vjerica Radeta, che ha ottenuto i voti di tutti i deputati radicali. Non ha invece partecipato alla riunione il segretario generale dei radicali Aleksandar Vučić perché, come dicono al partito, non è deputato. Vučić non si è ancora iscritto, ma non si sa se si unirà a Nikolić o se resterà fedele a Šešelj.

    Con la formazione del nuovo gruppo di deputati “Avanti Serbia” Nikolić ha dato uno schiaffo ai colleghi di partito. Rivolgendosi ai giornalisti, Nikolić ha detto che “non può essere tutto risolto all’Aja” e che si impegna a convocare un congresso di partito straordinario. Nikolić ha affermato che né lui né i deputati che hanno deciso di sostenerlo lasceranno il partito, ma si aspetta che il partito si decida per questo passo.

    Ancor più drammatico è stato Božidar Delić, in piedi accanto a Nikolić. Con la voce rotta, sospirando, quasi in lacrime, ha dichiarato che avrebbe dato tutto per Šešelj, perfino la vita, ma se messo di fronte alla scelta tra Šešelj e la Serbia, avrebbe sempre scelto la Serbia.

    Dopo la formazione del nuovo gruppo, Dragan Todorović ha dichiarato che il partito ha informato Šešelj sugli sviluppi, e che questi non è rimasto sorpreso. Todorović ha aggiunto che i deputati che hanno composto il nuovo gruppo non sono più membri del Partito radicale serbo e che sarà richiesta la loro espulsione dal partito. “Ciò non ci fermerà, ci darà nuova forza e voglia di perseverare nella lotta e in aiuto di Vojislav Šešelj”, ha riferito Todorović ai giornalisti.

    Interessante aggiungere che Nikolić ha “perso” le dimissioni in bianco firmate dai deputati, e non si sa dove siano. “Nessuno potrà togliere il mandato ad alcun radicale, perche' Todorović non le ha, e io ho perso quelle che avevo e proprio non so dove siano, bisognerà trovarne di nuove”, riporta il quotidiano "Politika".

    La maggioranza del partito evita di commentare gli avvenimenti interni al SRS e sottolinea che si tratta di una questione interna alla formazione politica. Nemmeno gli analisti sono disposti a grandi analisi. Il sociologo Vladimir Vuletić afferma su "Politika" che quanto avviene nel SRS “non è una disfatta, ma una grande debacle per la destra”. Vuletić aggiunge che nella destra serba è venuta a mancare l'idea su come guidare il paese; “la solida corrente nazionalista propone idee che non hanno punti d'appoggio nella realtà”.

    Fonte: www.osservatoriobalcani.org

  4. #14
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    Non ho capito se il traditore è Nikolic o no

  5. #15
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    Io infatti prima di esprimere opinioni preferisco che la situazioni si sviluppi. E' troppo presto per dirlo, cosi' come per quanto concerne l'influenza Russa nei Balcani.
    In base all'ultimissima notizia su Fox Alexandar Vucic ha raggiunto l'amico Nikolic nella nuova formazione politica. Mentre su Rts e' stato detto il contrario. Comunque su Rts 1 stasera dopo le 21 c'e' un'intervista a Nikolic. Credo che si chiarira' la situazione.

  6. #16
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    11.09.2008,08:00 - La disfatta americana nei Balcani
    Qualcosa sta cambiando negli scenari dei Balcani e quei poteri che hanno formato la Serbia democratica, si stanno rendendo conto che questi politici - sino ad oggi fidati compagni - non sono più rappresentativi dei loro interessi. Ci vuole infatti una manovra correttiva, ora che l'America rischia di perdere credibilità dopo aver negato l'esistenza dell'accordo con Karadzic e l'inefficienza delle garanzie date alla Georgia. Un effetto domino che potrebbe ripercuotersi anche sul Kosovo, che chiede ad Holbrooke di confermare gli impegni presi, prima che l'America neghi tutto.



    Dopo la visita di Holbrooke a Pristina il clima in Kosovo è certamente un po' teso, considerando che sono stati toccati dei nervi scoperti. A questo punto i politici Kosovari si sono chiesti se gli accordi che l’inviato americano ha fatto con il popolo del Kosovo, per nome e per conto dell’America, siano proprio come quelli fatti con Karadzic. È ovvio che la negazione improvvisa di accordi segreti, sui quali sono state prese di conseguenza delle importati decisioni politiche, preoccupa anche i Kosovari, tormentati dal dubbio che la storia possa ripetersi anche con loro. Holbrooke, che si è affaticato tanto a fare incontri a porte chiuse, a parlare nelle conferenze pubbliche di "status assicurato", facendo delle raccomandazioni scontate ma inusuali, ma cosa avrà mai voluto dire al Kosovo? I fatti suggeriscono un’univoca interpretazione dei fatti, confermata anche dagli strani movimenti all’interno della politica serba che infondono una certa perplessità, soprattutto dopo la decisione di Nikolic di creare un altro gruppo di deputati al di fuori della linea di Seselj. Questo punto è molto critico, che suggerisce la domanda successiva, ossia perché Seselj verrà probabilmente liberato dall’Aja alla fine dell'anno?

    Dopo la scissione interna al Partito radicale, che ha portato alle dimissioni da Vice Presidente dell'SRS Tomislav Nikolic rifiutatosi di ricevere ordini da Seselj, si parla della possibilità di creare un nuovo partito composto dagli stessi radicali. L'idea è stata lanciata proprio da Nikolic, affermando subito dopo le sue dimissioni che "il congresso del partito radicale dovrà essere riconvocato per verificare se la maggioranza è in grado di supportare le mie idee per il futuro di partito radicale". Pur ammettendo di aver smesso di prendere ordini da Seselj, precisa che non lascerà certo il partito radicale, ma che anzi ha deciso di fare una coalizione parlamentare radicale che chiamerà "Forza Serbia". Un gruppo composto da 17 deputati radicali, che avrà sicuramente nelle sua fila un componente in più, ossia Aleksandar Vucic. Quando tuttavia sarà annunciato ufficialmente che anche Vucic ha scelto Nikolic, sarà sicuramente cambiato il clima politico, in quanto anche gli altri 40 deputati potranno entrare nel gruppo "Forza Serbia" , nell'ipotesi che creino all’interno del Parlamento una maggioranza che seguirà la linea politica di Nikolic. Il Vice Presidente di Partito, che in questo momento è Dragan Todorovic, rassicura i giornalisti che non vi è nessuna rivoluzione all’interno dello schieramento, ma solo "un paio di traditori". Aggiunge tuttavia che proprio in occasione del congresso dei radicali, si deciderà anche sul tradimento dello stesso Nikolic e dei compagni che dovranno essere esclusi.

    Su tali presupposti Nikolic, insieme ad altri, potrà fondare un altro partito in un momento successivo. Un partito che emigrerà dalla estrema destra, ad un centro-destra conservativo, che potrà parlare e discutere anche con gli altri partiti di tutto ciò che non è piaciuto molto al Presidente Seselj, né ai suoi stretti collaboratori che lo difendono all’Aja. "Se Seselj vuole, io rimarrò nel team della sua difesa - dichiara il Generale Bozidar Delic, avvocato del team della difesa presso L’Aja e aggiuge - ricordo le parole di Seselj, quando ha fondato questo partito ha detto anche che lo avrebbe distrutto". Delic, pur rispettando Seselj come leader, conferma che comunque ha commesso un errore nell'accettare le dimissioni di Nikolic, ponendosi il dubbio che le stesse informazioni giunte all’orecchio di Seselj siano state manipolate, o comunque "riportavano le cose come forse non sono", conclude Delic.

    Sicuramente qualcosa sta cambiando, e quei poteri che hanno formato la Serbia democratica, si stanno rendendo conto che questi politici - sino ad oggi fidati compagni - non sono più rappresentativi dei loro interessi, e devono comunque cercare di convincere una certa ala a mangiarsi i pezzi dell'opposizione filo-russa. Secondo fonti ben informate, il teorema "Seselj libero dall’Aja", è molto plausibile, non da escludere, e qualcuno giura anche sia inevitabile… Cosicché la scaramuccia tra Nikolic e Seselj è solo una cosa da chiudere bene presto, in modo da far ripartire i giri di consultazione americana, per convincere i kosovari che non sono "Ossezia del Sud" o "Abkhazia". Ma in fin dei conti quanto vale la parola americana? Forse lo sa bene Saakashvili, a cui avevano assicurato una guerra vinta e i più grandi media alla sua corte, ritrovandosi invece un Paese diviso e la derisione dal pubblico mondiale. Può rispondere anche Karadzic, che si è visto negare su due piedi dei patti fondamentali per la realizzazione della pace bosniaca e la vittoria diplomatica degli Stati Uniti nei Balcani. Dopo che ormai tutti hanno capito che vi era gli stessi americani a proteggere Karazdic, persino Carla del Ponte e la sua portavoce Hartmann, quanto saranno presi oggi in considerazione...

    Michele Altamura
    Fonte: www.rinascitabalcanica.com

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da rafrad6164 Visualizza Messaggio
    Io infatti prima di esprimere opinioni preferisco che la situazioni si sviluppi. E' troppo presto per dirlo, cosi' come per quanto concerne l'influenza Russa nei Balcani.
    In base all'ultimissima notizia su Fox Alexandar Vucic ha raggiunto l'amico Nikolic nella nuova formazione politica. Mentre su Rts e' stato detto il contrario. Comunque su Rts 1 stasera dopo le 21 c'e' un'intervista a Nikolic. Credo che si chiarira' la situazione.
    Mi raccomando Amico appena hai sentito l'intervista posta i commenti e dicci cosa han detto

  8. #18
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    L'intervista a Nikolic e' terminata. Egli ha dichiarato che la frattura che si e' creata all'interno dello Srs e' insanabile. Toma mira a creare un nuovo partito come e' attualmente il Pdl, facente parte della destra, con rottura totale con certi revanscismi del passato. Egli ha detto di guardare con interesse sia all'Ue e alla Russia, con chiusura ermetica verso la Nato. Considera irrinunciabile la lotta per la conservazione del Kosovo e allo stesso tempo considera ineluttabile l'adesione all'Ue. Ha dichiarato di aver ricevuto minacce per se e per la sua famiglia. Il cronista gli ha chiesto come si sente ad essere preso di mira, considerando che in passato era proprio lui ad aggredire verbalmente gli altri. Toma ha negato ed ha detto che le sue erano solo critiche e che lui mira alla pacificazione della Serbia. Ha una visione pessima di Milosevic, per quanto riguarda Vucic non ha chiarito da che parte si schierera'. Ha detto di essere affezionato a Seselj e di essere santolo di uno dei suoi figli. Ma nonostante cio' e' convinto che i rapporti con il succitato siano chiusi, conoscendone l'indole. Ha ovviamente negato di lavorare per interessi stranieri ed ha detto di guardare con maggior attenzione al Dss di Kostunica. Il suo partito fara' un' opposizione costruttiva, senza barricate, purche' vengano salvaguardati gli interessi nazionali. Ha escluso al momento una coalizione con Tadic, in quanto a suo dire il Presidente della Serbia ha brutte compagnie politiche. Ed infine ha fatto appello ad industriali e commercianti ad investire in Forza Serbia, visto che i costi organizzativi sono ingenti. Egli sostiene che questo partito avra' nell'ambito del centro destra un radioso futuro, che in Serbia ci sara il bipolarismo e che il suo ex partito si estinguera'.

 

 
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