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Discussione: viaggiare nel tempo

  1. #51
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    Citazione Originariamente Scritto da claddav Visualizza Messaggio
    Discutere , nel senso di dialogare , con Testa è inutile almeno per me.
    Non ci sono le basi condivise con cui incominciare la discussione.
    Quello che per me è oggettivo è soggettivo per lui ed il contrario.
    Lui parte dalla considerazione che la consapevolezza interiore sia la sola realtà e non uno stato cerebrale personale e da qui va avanti.
    In definitiva rifiutiamo a priori i rispettivi punti di partenza ed al massimo si possono trovare solo contraddizioni nei propri discorsi , niente di più sterile.

    Dici qualcosa di vero..ma il fatto che la Consapevolezza sia qualcosa di interiore..non significa che sia personale..chiunque..volendo .puà andare a cercarla e trovarla..basta che si sintonizzi sulla percezione di esistere..
    Poi..evitando le offese..che servono solo a provocare e a temprare l'indifferenza....esporre i propri fondamenti e ciò che pensiamo sia vero non è cosa sterile..anche perchè serve a passare il tempo in modo mentalmente vivo..
    Diverso è se finisce in rissa..con la bava alla bocca..e lascia strascichi di malumore anche nella vita reale e non solo virtuale..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  2. #52
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Dici qualcosa di vero..ma il fatto che la Consapevolezza sia qualcosa di interiore..non significa che sia personale..chiunque..volendo .puà andare a cercarla e trovarla..basta che si sintonizzi sulla percezione di esistere..
    Poi..evitando le offese..che servono solo a provocare e a temprare l'indifferenza....esporre i propri fondamenti e ciò che pensiamo sia vero non è cosa sterile..anche perchè serve a passare il tempo in modo mentalmente vivo..
    Diverso è se finisce in rissa..con la bava alla bocca..e lascia strascichi di malumore anche nella vita reale e non solo virtuale..
    Non mi sembrava di averti offeso.
    Semplicemente nella nostra discussione dopo l' elenco dei nostri assiomi contrastanti ci fermiamo li , a meno di divertirci(?) a trovare le contraddizioni nell'altrui ragionamento, ragionamento che però abbiamo già rifiutato a priori.

  3. #53
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    Citazione Originariamente Scritto da Πλάτων Visualizza Messaggio
    Consapevolezza, nn consapevolezza..la consapevolezza sarà anche qualcosa di profondamente sentito ma nn è qualche cosa che si possa appoggiare sull'incontrovertibile, cioè sulla ragione.
    Che A = A e sia diverso da B è qualcosa che nn abbisogna ne di fede ne di quel che tu chiami consapevolezza (che nn essendo ragione è cmq una forma di fede per quanto fortissimamente sentita) poichè è un contenuto di ragione.
    Allo stesso modo parlare di libertà in termini di fede o di consapevolezza nn significa dimostrarla, la consapevolezza potrà anche esser un convincimento più forte della mera fede ma resta un convincimento personale e in quanto tale ipotetico, anche chi è sotto effetto di droghe è fortissimamente convinto di vedere nella realtà ciò che gli appare nelle allucinazioni ma ciò nn significa che sian reali, allo stesso modo parlare di libertà (o di qualsiasi altra cosa) senza ragione significa parlare di interpretazioni, più o meno credute e più o meno forti, nient'altro, nulla toglie che tali interpretazioni siano fittizie fino a quando la ragione nn darà loro man forte..ed essa resta il discrimine per confermarle o confutarle.
    Mi compiaccio che finalmente vedo qualche teoria esposta..che innesca un ragionamento e non un'invettiva..

    a consapevolezza sarà anche qualcosa di profondamente sentito ma nn è qualche cosa che si possa appoggiare sull'incontrovertibile, cioè sulla ragione.


    Veramente è l'opposto..e deve essere la ragione ad appoggiarsi sulla Consapevolezza..e se lo fa..anche la ragione acquista sul piano mentale quella incontrovertibilità che la Consapevolezza ha sul piano esistenziale..
    La Consapevolezza è scienza interiore..non fede in qualcosa di indimostrabile..come un dogma ..
    La ragione non è umiliata..ma esaltata dalla Consapevolezza..creando appunto quella metafisica dell'Infinito che è assolutamente rigorosa nel suo sviluppo logico..
    Dire che il futuro esiste..perchè l'Essere è infinito..e non esiste il nulla e neanche il Non Essere..e quindi è impossibile che qualcosa non sia....è solo un sofismo..assolutamente non ragionevole..ma sviluppo di quel dogma che ha nel pdncp il fondamento ..
    Dire che l'Essere è e il Non Essere non è..è come dire io sono io e te sei te..
    sono dati di fatto..è un dato di fatto che il Non Essere non sia..ma ciò non vuol dire che il Non Essere sia equivalente a nulla..e che solo l'Essere sia equivalente all'Infinito..perchè anche Severino capisce che il Principio non può essere limitato..
    Cosa c'è di ragionevole nel dire che la libertà non esiste perchè altrimenti l'Essere non sarebbe l'unica realtà..ma si dovrebbe anche considerare il Non Essere?
    Per Severino esiste solo l'Essere..e quindi non può esistere la libertà..che dovrebbe tollerare possibilità che si realizzano e quelle che non si realizzano..e tutte non possono avere l'Essere..e se tutte non possono avere l'Essere..significa che il Non Essere verrebbe reintrodotto..distruggendo il valore metafisico del pdncp..e riducendolo solo a principio ontologico..
    Insomma..la ragione è benvenuta..e la ragione ..dicendomi che solo l'Essere è..non mi significa che il Non Essere sia nulla..ma solo un'altra forma di Essere..scusando il termine improprio..che è un'altro aspetto di quell'Infinito che non avendo limiti non può esaurirsi mai..neanche nell'Essere..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
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  4. #54
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    ..Veramente è l'opposto..e deve essere la ragione ad appoggiarsi sulla Consapevolezza
    Questa affermazione attende una dimostrazione logica se nn vuol rimanere effimera e superflua

    La ragione non è umiliata..ma esaltata dalla Consapevolezza..creando appunto quella metafisica dell'Infinito che è assolutamente rigorosa nel suo sviluppo logico..
    Si veda sopra

    Dire che il futuro esiste..perchè l'Essere è infinito..e non esiste il nulla e neanche il Non Essere..e quindi è impossibile che qualcosa non sia....è solo un sofismo..assolutamente non ragionevole..ma sviluppo di quel dogma che ha nel pdncp il fondamento ..
    Hai capito male, i contenuti del futuro già da sempre esistono per la legge dell'essere , per l'impossibilità dell'essere di essere altro da sè (indipendentemente dal fatto che sia infinito o finito), il futuro è solo apparire di ciò che già pienamente sta nell'essere da sempre, che sia un sofismo sei tu a doverlo dimostrare confutando il l'elenchos, cioè la struttura originaria del sapere ed è compito arduo dal momento che nessuno al mondo ci è riuscito, scienziati, logici o filosofi

    Dire che l'Essere è e il Non Essere non è..è come dire io sono io e te sei te..
    No, c'è già un salto in più: si introduce il nn essere relativo (che Severino ammette) per spiegare la molteplicità: ma nn essere relativo nn implica nulla e tuttavia è già da sempre parte dell'essere, nn è una possibilità

    sono dati di fatto..è un dato di fatto che il Non Essere non sia..ma ciò non vuol dire che il Non Essere sia equivalente a nulla.
    Questa è un'aperta contraddizione, un evidentissima aporia: dici al contempo che il nn essere è nulla e che il nn essere nn è nulla

    [quote]e solo l'Essere sia equivalente all'Infinito..perchè anche Severino capisce che il Principio non può essere limitato..[7quote]

    Spiegati meglio please

    Cosa c'è di ragionevole nel dire che la libertà non esiste perchè altrimenti l'Essere non sarebbe l'unica realtà..ma si dovrebbe anche considerare il Non Essere?
    Cosa c'è di ragionevole? la ragionevolezza originaria del sapere, senza la quale tu nn potresti ne pensare ne dire alcunchè, l'inconfutabilità dell'elenchos e del principio di identità

    Per Severino esiste solo l'Essere..e quindi non può esistere la libertà..che dovrebbe tollerare possibilità che si realizzano e quelle che non si realizzano..e tutte non possono avere l'Essere..e se tutte non possono avere l'Essere..significa che il Non Essere verrebbe reintrodotto..distruggendo il valore metafisico del pdncp..e riducendolo solo a principio ontologico..
    Insomma..la ragione è benvenuta..e la ragione ..dicendomi che solo l'Essere è..non mi significa che il Non Essere sia nulla..ma solo un'altra forma di Essere..scusando il termine improprio..che è un'altro aspetto di quell'Infinito che non avendo limiti non può esaurirsi mai..neanche nell'Essere..
    Ripeto: Severino nn nega il nn essere, ma nn intende il nn essere per quel che intendi tu: per te può essere un nulla che poi diventa essere, per lui è un essente anch'esso da sempre e per sempre e serve solo a distinguere un ente da un altro ente i quali sn da sempre in ogni caso.
    il termine possibilità ha senso solo in relazione a un'interpretazione nichilistica del divenire: Severino nn nega il divenire, nega che nel divenire gli enti si cancellino (e ha dimostrato in lungo e in largo l'impossibilità che ciò accada in molteplici modi e nelle molteplici contraddizioni che ciò comporterebbe in oltre 50 anni di studi), afferma cioè la necessità che essi compaiano e scompaiano dall'orrizzonte degli eventi.

  5. #55
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    Citazione Originariamente Scritto da Πλάτων Visualizza Messaggio
    Nn si capisce affatto il motivo per cui il futuro nn debba esistere..cos'è, un assioma?

    Tuo figlio lo chiamerai Severino?? Counque, il tuo Severino va pazzo per Parmenide, dovresti magari cocentrarti di più su di lui.

    ************************************************** ********************


    "Due diverse visioni del mondo si sono scontrate fin dai primordi della civiltà, da quando due tra i più antichi filosofi greci presero posizioni contrapposte in materia di tempo e mutamento: Eraclito, che sosteneva la necessità dell'eterno scorrere del tutto, e Parmenide, che pensava addirittura che il tempo e il moto non esistessero. Ben pochi pensatori, nelle epoche successive, hanno preso sul serio le idee di Parmenide; io invece sosterrò qui che l'eterno fluire eracliteo forse non è che una radicata illusione. Vi condurrò in un punto in cui il tempo finisce".

    Una volta Richard Feynman disse che il tempo è ciò che accade quando non accade nient'altro. Julian Barbour non è d'accordo: se non accadesse niente, se tutto restasse immutato, anche il tempo si fermerebbe. Il tempo non è altro che cambiamento. Ciò che percepiamo di quanto accade attorno a noi è il cambiamento, non il tempo. Di fatto il tempo non esiste.
    In questo libro Barbour presenta le prove della non esistenza del tempo, spiegando la struttura di un universo privo di tempo e mostrando come nonostante ciò il mondo venga esperito come un fenomeno temporale. Si tratta di un libro che arriva al cuore della fisica moderna, che solleva dubbi sul più grande contributo di Einstein - il continuo dello spaziotempo - ma che propone anche una soluzione a uno dei più grandi paradossi della scienza contemporanea: la distanza tra la fisica classica e la fisica quantistica. Barbour sostiene che l'unificazione della relatività generale di Einstein con la meccanica quantistica può determinare la fine del tempo. Il tempo non avrà più un ruolo centrale nei fondamenti della fisica.
    Scritto con chiarezza e lucidità, il libro di Barbour prende le mosse dai filosofi greci, Eraclito e Parmenide, discute le idee di giganti della scienza come Galileo, Newton e Einstein e arriva a esaminare il lavoro di fisici contemporanei come John Wheeler, Roger Penrose e Steven Hawking. Lungo il cammino, l'autore ci svela squarci affascinanti sui misteri dell'universo e ci presenta idee accattivanti sull'esistenza di mondi multipli, viaggi nel tempo, immortalità e, soprattutto, l'illusione del moto.
    Capovolgendo la nostra comprensione della realtà, La fine del tempo è un libro accattivante e rivoluzionario, scritto in maniera mirabile.

    Dall'anticipazione:
    Un libro che capovolge la nostra comprensione della realtà

    Un testo rivoluzionario che apre scenari affascinanti sui misteri dell'universo: i mondi multipli, i viaggi nel tempo, l'immortalità e, soprattutto, l'illusione del moto



    Indice - Sommario


    Il libro in breve
    Prefazione
    Ringraziamenti


    1. Il quadro in generale (in parole povere)
    2. La struttura invisibile e l'arena definitiva
    3. La struttura profonda della relatività generale
    4. Meccanica quantistica e cosmologia quantistica
    5. La storia dell'universo atemporale


    Letture di approfondimento
    Bibliografia
    Indice dei nomi


    http://www.liberonweb.com/asp/libro.asp?ISBN=8806157833

  6. #56
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    [QUOTE=Πλάτων;8881619]Questa affermazione attende una dimostrazione logica se nn vuol rimanere effimera e superflua



    Si veda sopra



    Hai capito male, i contenuti del futuro già da sempre esistono per la legge dell'essere , per l'impossibilità dell'essere di essere altro da sè (indipendentemente dal fatto che sia infinito o finito), il futuro è solo apparire di ciò che già pienamente sta nell'essere da sempre, che sia un sofismo sei tu a doverlo dimostrare confutando il l'elenchos, cioè la struttura originaria del sapere ed è compito arduo dal momento che nessuno al mondo ci è riuscito, scienziati, logici o filosofi



    No, c'è già un salto in più: si introduce il nn essere relativo (che Severino ammette) per spiegare la molteplicità: ma nn essere relativo nn implica nulla e tuttavia è già da sempre parte dell'essere, nn è una possibilità



    Questa è un'aperta contraddizione, un evidentissima aporia: dici al contempo che il nn essere è nulla e che il nn essere nn è nulla

    e solo l'Essere sia equivalente all'Infinito..perchè anche Severino capisce che il Principio non può essere limitato..[7quote]

    Spiegati meglio please



    Cosa c'è di ragionevole? la ragionevolezza originaria del sapere, senza la quale tu nn potresti ne pensare ne dire alcunchè, l'inconfutabilità dell'elenchos e del principio di identità



    Ripeto: Severino nn nega il nn essere, ma nn intende il nn essere per quel che intendi tu: per te può essere un nulla che poi diventa essere, per lui è un essente anch'esso da sempre e per sempre e serve solo a distinguere un ente da un altro ente i quali sn da sempre in ogni caso.
    il termine possibilità ha senso solo in relazione a un'interpretazione nichilistica del divenire: Severino nn nega il divenire, nega che nel divenire gli enti si cancellino (e ha dimostrato in lungo e in largo l'impossibilità che ciò accada in molteplici modi e nelle molteplici contraddizioni che ciò comporterebbe in oltre 50 anni di studi), afferma cioè la necessità che essi compaiano e scompaiano dall'orrizzonte degli eventi.
    Continuiamo questa disputa che si origina dal fraintedimento di ciò che voglio dire...
    Il Non Essere non è un nulla..ma dal momento che viviamo in una condizione dove l'Essere è la costante esistenziale....è chiaro che il linguaggio..formatosi nel nostro mondo ha degli ovvi limiti per esprimere realtà metafisiche che esulano dalle nostre condizioni mondane..
    Dire che il Non Essere non è un nulla ma neanche Essere..significa attribuirgli una qualche realtà positiva..ma da momento che non partecipa all'esistenza come la conosciamo..è sbagliato attribuirgli il termine Essere..
    Severino usa il termine sparire dall'orizzonte degli eventi..io dico passare al Non Essere di ciò che prima era..rimanere cioè qualcosa..non diventare nulla..perchè il nulla non ha nessuna realtà..
    La differenza tra la metafisica tradizionale e Severino..è che lui pone vari gradi di Essere..a seconda dell'apparire o meno..ma sempre ben determinati..rigettando il concetto di possibilità....che è l'aprirsi di ciò che può esistere..da ciò che non può esistere..da ciò che effettivamente viene reso esistente...
    La libertà..è lo scegliere tra le indefinite possibilità ..quelle che potranno esistere da quelle che rimarranno possibilità non esistenti..e non un nulla..
    Il problema è qui...
    Severino non ammette che oltre all'esistere possa esserci qualche altra cosa..
    e allora rende esistente ..cioè nell'Essere..ciò che oggettivamente non esiste e non ha Essere..pur essendo possibilità..
    E faccio l'esempio del futuro..che non esiste..gli enti che si produrranno nel futuro al presente non esistono..e non sono un nulla..sono possibilità..
    e le possibilità non sono un nulla..ma qualcosa..e riceveranno l'Essere alcune..mentre altre possibilità o enti non lo riceveranno..ma non diverranno nulla..rimarranno possibilità che non hanno avuto l'Essere..
    Severino deve ingabbiare il divenire se non vuol lasciare il concetto di Essere..
    deve dire che il futuro è..che il passato è..e non ammettendo il concetto di possibilità ..rende il passato e il futuro solo diversi momenti di un eterno presente..una successione di enti che appaiono e scompaiono pur rimanendo nell'Essere..impossibilitati ad essere assorbiti dal Non Essere..perchè l'errore originale è identificare il Non Essere col nulla..La Possibilità Universale col nulla..e dire che quindi è equivalente a niente..e non si da..
    Mi fermo qui..che qui c'è il nodo di tutti i problemi..che determinano poi gli sviluppi..che conosciamo..con quell'assenza di libertà che rende il pensiero di Severino esclusivamente speculativo..o mentale...che la conquista della libertà..non è 50 anni..ma sono millenni che l'Oriente vi è impegnato..tramite tecniche per lliberarci da quelle possibilità di natura meccanica che impediscono il salire verso quelle possibilità meno limitanti..finché alla Possibilità Universale..oltre tutte le qualificazioni..e quindi oltre tutti i limiti..saremo al grado della libertà..senza condizioni..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  7. #57
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    Hai capito male, i contenuti del futuro già da sempre esistono per la legge dell'essere , per l'impossibilità dell'essere di essere altro da sè (indipendentemente dal fatto che sia infinito o finito), il futuro è solo apparire di ciò che già pienamente sta nell'essere da sempre, che sia un sofismo sei tu a doverlo dimostrare confutando il l'elenchos, cioè la struttura originaria del sapere ed è compito arduo dal momento che nessuno al mondo ci è riuscito, scienziati, logici o filosofi
    E' solo la conseguenza del pdncp..che ci fa dire non esservi nulla oltre l'Essere..e considerare il futuro un semplice apparire di ciò che già è..
    A questo punto dovrei dire..dov'è..?
    L'Essere che scompare come può chiamarsi ancora Essere..?
    Gli enti possono apparire o scomparire a causa del loro partecipare al'Essere...
    quando l'Essere si ritira agli enti..allora scompaiono..ma non nell'Essere..che l'Essere è Uno..ma scompaiono nel Non Essere che non è un nulla..
    E la Conoscenza..che poi sarebbe un'identificazione..è partecipare a quelle possibilità che illusoriamente separandosi dall'Infinito..si ricompongono dentro di noi..in quel processo di reintegrazione verso quel Principio che ci vede essere momenti illusori dell'apparire..ma anche struttura fondante dell'Essere..e oltre..verso quell'Infinito che è la nostra ragione principiale e destino finale..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
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  8. #58
    Sehnsucht
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    secondo me si sta generalizzando troppo...
    sarebbe necessario cercare concretezza e riferimenti al reale..

  9. #59
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    Citazione Originariamente Scritto da Kantiana Visualizza Messaggio
    secondo me si sta generalizzando troppo...
    sarebbe necessario cercare concretezza e riferimenti al reale..
    Lo dico anch'io..che ci vogliono riferimenti al reale..
    e il reale..è che il futuro..al presente..non esiste..dove dovremo andare..?
    Il resto sono chiacchiere e giochetti di parole..sia quelli matematici che quelli filosofici..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  10. #60
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    Citazione Originariamente Scritto da Apostata_tv83 Visualizza Messaggio
    Una cosa certa l'hai detta: il futuro non esiste in sé. Non essendo presente. Mentre il passato riverbera nell'adesso e lo genera, il futuro per essere dovrà rendersi presente.
    Ora basta che metti da parte tutto quello che hai scritto fino ad ora e troverai un'ottima base per costruire un ragionamento coerente.
    Il senso che abbiamo del "fluire del tempo" secondo alcuni potrebbe costituire una specie di illusione dovuta all'entropia dei sistemi a molti corpi. Cio' non toglie che il tempo sia comunque una dimensione fisica reale analoga (anche se non identica) alle altre tre dimensioni spaziali. (NB: analoga nel senso che entra nelle equazioni di modelli descrittivi in modo analogo a come ci entrano le dimensioni spaziali).

 

 
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