



Zero è un niente dell'insieme considerato..zero calci in culo sono equivalenti a zero soldi..e numericamente è uno zero di numeri..
Se lo vuoi chiamare numero..devi specificare che è un'attribuzione convenzionale..serve solo per far calcoli..è un sapere pratico operativo cioè..
Così il concetto di infinito..infinito più grande e più piccolo..vere scempiaggini..
che l'infinito non può essere più piccolo o più grande..solo l'indefinito può esserlo che si origina dal finito..
Il problema è che gli scienziati quando speculano sulle teorie ultime..dimenticano il valore convenzionale della matematica..e delle creazioni matematiche ..e le vogliono trasformare in valore assoluto..mentre sono solo convenzioni buone per far calcoli...
Zero è un numero per i matematici..ma per chi vede le cose..zero è un semplice nulla..un limite..numericamente irraggiungibile ..se non uscendo dall'insieme considerato..tramite un atto di natura qualitativa....non analitica..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)






Se il futuro esistesse..non esisterebbe la libertà..perchè sarebbe già determinato..e niente è completamente determinato..figuriamoci le azioni consapevoli..che non sono meccaniche..
Poi..domani esiste..?
Non è un nulla..e quindi si trasforma in oggi..perchè alcune possibilità sono state scelte per essere esistenti....mentre le altre rimangono nel Non Essere..
Non si vuol capire che non esiste solo l'Essere e il nulla..ma che anche il Non Essere è..anche se la parola non ha senso e si usa per la naturale imperfezione del linguaggio a parlare di certe cose..
Tra l'Essere e il nulla c'è il Non Essere..dove appunto stanno le possibilità future che si trasformeranno in Essere tramite il nostro intervento..
Dire che il futuro è..cioè esiste..significa paralizzare il Tutto in possibilità definite..togliendo quella libertà che è l'Essenza di tutte le cose..
Dire che l'Essere o gli enti..non hanno gradi di libertà..significa azzerare tutta la ricerca interiore nei millenni..e non parlo di religioni dogmatiche..ma di pratiche iniziatiche ben reali..volte a liberarci da quella meccanicità che è la morte della nostra Essenza..o Centro..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)




E chi lo dice che la libertà esista? che la libertà esista è una fede, e una fede è benissimo smentibile una volta che la ragione sia in grado di farlo.
Allo stesso modo il principio di causalità è qualcosa che assumiamo come vero ma solo per comodità, ma (cm ricorda Hume) io nn vedo che una palla da biliardo colpendone un altra la fa muovere, vedo che toccandola si ferma e l'altra si muove.
Attenzione cn gli atti di fede (dal momento che le tue convinzioni ne sono zeppe) che nn portan mai alla conoscenza, ma solo a contenuti interpretativi


Per te la libertà non esiste..perchè la libertà è frutto di Consapevolezza..Coscienza..non della mente..
Per cui hai perfettamente ragione a dire che la libertà non esiste..ma solo per chi vive incosciente e inconsapevole schiavo di impulsi meccanici..e anche qui è duro dire che tutto è determinato..perchè niente è assolutamente prevedibile..
Per te la libertà è una fede..per me invece è certezza..frutto di esperienza..
inutile continuare....
Gli enti non sono uguali..qualcuno è più libero di altri..non possiamo democratizzare tutto...e se non ammetti la libertà ..che è l'obiettivo del vivere..
vabbè... comincio a scassarmi..detta in modo volgare..
Anche se per vincere la noia..meglio che niente marito vecchio....
Solo..senza argomentazioni..il marito diventa anche moribondo..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


Consapevolezza, nn consapevolezza..la consapevolezza sarà anche qualcosa di profondamente sentito ma nn è qualche cosa che si possa appoggiare sull'incontrovertibile, cioè sulla ragione.
Che A = A e sia diverso da B è qualcosa che nn abbisogna ne di fede ne di quel che tu chiami consapevolezza (che nn essendo ragione è cmq una forma di fede per quanto fortissimamente sentita) poichè è un contenuto di ragione.
Allo stesso modo parlare di libertà in termini di fede o di consapevolezza nn significa dimostrarla, la consapevolezza potrà anche esser un convincimento più forte della mera fede ma resta un convincimento personale e in quanto tale ipotetico, anche chi è sotto effetto di droghe è fortissimamente convinto di vedere nella realtà ciò che gli appare nelle allucinazioni ma ciò nn significa che sian reali, allo stesso modo parlare di libertà (o di qualsiasi altra cosa) senza ragione significa parlare di interpretazioni, più o meno credute e più o meno forti, nient'altro, nulla toglie che tali interpretazioni siano fittizie fino a quando la ragione nn darà loro man forte..ed essa resta il discrimine per confermarle o confutarle.


Discutere , nel senso di dialogare , con Testa è inutile almeno per me.
Non ci sono le basi condivise con cui incominciare la discussione.
Quello che per me è oggettivo è soggettivo per lui ed il contrario.
Lui parte dalla considerazione che la consapevolezza interiore sia la sola realtà e non uno stato cerebrale personale e da qui va avanti.
In definitiva rifiutiamo a priori i rispettivi punti di partenza ed al massimo si possono trovare solo contraddizioni nei propri discorsi , niente di più sterile.