

Ultima modifica di H.I.M.; 05-05-10 alle 10:08




Te la dico così come mi viene.
Penso che si tratti solo di una canzonetta pop senza pretese, che evoca o che s’ispira ai dialoghi anima - sposo (sposo = Dio, amore, silenzio, assoluto ecc. o altri attributi sconosciuti) dei testi mistici, p.e. di San Giovanni della Croce (il canto dell’anima e dello Sposo, una specie di “Dove mai ti celasti”).
Nella prima quartina è l’anima che si rivolge allo sposo amato.
Lo Sposo è l’ Amore ( oppure l’Assoluto ecc.) perciò l’anima proviene da Esso…
Non si tratta che di brevi istanti, poco più di un lampo…
E, infatti, il canto non è puro. Nei versi successivi alla voce dell’anima, piena di grazia, si alterna il commento intellettuale del poeta che, proprio perché si tratta di una canzonetta - e non può perciò risolversi nella solitudine (come invece la preghiera senza posa fa “nel cuore” dei mistici, generando come in S.G.d.C. l’oscura notte ) - spiega quelle che sarebbero (trascendenti, ma se ho capito bene, secondo lui anche materiali, “=saturo di parassiti” ) le ragioni plausibili della ricerca.
Sono abbastanza serio o no?
Ultima modifica di vanni fucci; 05-05-10 alle 17:00


La canzone testimonia semplicemente della ricerca eterna della donna da parte dell’uomo: donna in quanto sostrato sul quale poggiare e manifestarsi, donna natura, donna origine del mondo, donna complemento indispensabile, donna specchio nel quale riflettere sé stesso, donna mezzo attraverso il quale prendere coscienza di sé…ecco perché sono in lei le sue radici…
E' mai possibile che nessun uomo ci arrivi?onf:
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)