
Originariamente Scritto da
Neva
Dopo una lunga vacanza, l’Assemblea siciliana torna in Aula. All’ordine del giorno, il nulla o quasi
Due secoli fa il Parlamento siciliano fu mandato a casa perché i sabaudi ritennero che si occupasse di sorbetti e feste piuttosto che dei bisogni dell’Isola. Una punizione esagerata che, tuttavia, fu accolta senza proteste. Alla gente non interessava che gustassero sorbetti, i membri defenestrati non se ne preoccuparono più di tanto, perché gustarli a Palazzo dei Normanni o fuori era la stessa cosa.
Nel nostro tempo grazie all’autonomia speciale, il Parlamento siciliano ha superato indenne quattro anni di catering e due di conflittualità permanente, dal 2001 al 2008. Segno che può sopravvivere a qualsiasi evento.
La legislatura vigente è stata dedicata all’attesa. Non è un tema avvincente, ma permette di riflettere senza sollecitazioni fastidiose. L’Assemblea regionale siciliana vive la vigilia del federalismo leghista come un turista alle Hawaii, in attesa delle fanciulle con le ghirlande di fiori. E’ sdraiata sui suoi privilegi, i suoi risvegli sono più rari dei poveri malati in stato vegetale da tempo immemorabile. Per non andare in depressione quelli che ci tengono sventagliano interrogazioni e disegni di legge, sapendo che né le une né gli altri entreranno nel dibattito parlamentare.
L’attività legislativa è ridotta ai minimi termini, la legislatura iniziata a maggio s’è guadagnata la fama della meno faticosa di tutti i tempi. Pochi disegni di legge – un solo articolo – approvati per forza d’inerzia. Basta dare uno sguardo ai giornali, seguire l’informazione radio televisiva per fare la diagnosi: ciò che si fa e si dice a Palazzo dei Normanni non conta quasi nulla.
E’ dovuto alle lunghe vacanze dei deputati? Certo, ma le vacanze siciliane sono state infinitamente più lunghe di quelle romane. La Camera e il Senato hanno lavorato duramente. Dal momento che la maggioranza di centrodestra in Sicilia può contare su una larga rappresentanza di deputati regionali, l’inattività siciliana non può essere spiegata da un confronto risicato sui “numeri”.
Oggi si torna in Aula per la 18esima seduta dedicata al nulla.
L’ ordine del giorno offre convincenti indizi sullo stato dell’arte. Prevede lo svolgimento dell’attività ispettiva, interrogazioni e interpellanze dedicate all’agricoltura e foreste.
Significa che non ci sono disegni di legge esaminati dalle commissione o quelli che ci sono non hanno superato l’esame. Perché non s’è lavorato?
Il Presidente della Regione, Lombardo, prima delle ferie, ha rimproverato all’Assemblea i ritardi, il Presidente dell’Assemblea, Cascio, ha rimproverato al Governo una imbarazzante assenza dall’Aula e dalle Commissioni legislative.
L’ordine del giorno della seduta propone dell’altro, l’elezione di cinque componenti della commissione di garanzie per la trasparenza, l’imparzialità delle pubbliche amministrazioni e la verifica delle situazioni patrimoniali.
Ironia della sorte, l’Assemblea, in giugno, ha approvato con decreto del suo Presidente, un Regolamento dell’accesso che rende di fatto inaccessibili gli atti amministrativi a causa delle numerose esclusioni previste dalla normativa. Dopo 18 anni dall’approvazione della legge sulla trasparenza, il Parlamento regionale ha dovuto darsi delle regole e quando l’ha fatto, ha chiuso i boccaporti con paratie stagne. Un capolavoro di “inaccessibilità”.
Quando il Regolamento è stato reso noto, c’è stata una protesta dei giornalisti siciliani, promossa dal Quotidiano di Sicilia, ed un appello al Presidente dell’Assemblea, Cascio, perché fosse modificato, ma non è successo niente.
Un bunker inaccessibile.
Con quale autorità, il bunker si accinge ad offrire garanzie sulla trasparenza e l’imparzialità delle pubbliche amministrazioni siciliane?
http://www.siciliainformazioni.com/g...ulla-quasi.htm