Sempre che sia vero, leggi bene la parte in grassetto: lo spogliatoio sarebbe separato in casa con Spalletti, non i tifosi.
E, sempre che anche questo sia vero, chi tacciava Spalletti come l'unico profeta di calcio sul pianeta era, al limite, il tifoso, non lo spogliatoio.
Distinguiamo bene i soggetti, poi possiamo dare un giudizio.
Comunque il fatto che Spalletti sia un ottimo tecnico è indubbio, al di là della situazione attuale della Roma. Il modulo spallettiano è roba da intenditori, e la Roma delle belle occasioni passate l'ha dimostrato perfettamente.
A confermare ulteriormente questo dato di fatto ci sono stati anche gli interessamenti del Chelsea verso il tecnico di Certaldo nonchè gli apprezzamenti di Scolari al Forum dell'UEFA e di molti altri tecnici di spicco. L'unico fattore che ha impedito a Spalletti di vincere qualcosa di importante è stato un organico che, per quanto sia composto da bravi giocatori, ha peccato eccessivamente di incostanza (gli scivoloni contro Empoli, Livorno, Cagliari e Siena ne sono un perfetto esempio) e ha sofferto la carenza di qualche nome di spicco nei ruoli chiave. Ci siamo mai chiesti che squadra sarebbe stata la Roma dello scorso anno con (non voglio sparare nomi eccessivi come Cristiano Ronaldo o Kakà) Malouda al posto di Mancini e una punta pesante che, in assenza di Totti (ossia per metà campionato), avesse potuto garantire una quindicina di goal?
Credo che lo Scudetto sarebbe stato nostro, sinceramente, e credo anche che non l'avremmo vinto all'ultima giornata, ma prima.
Comunque sia, ci accontentiamo di quel che ci è toccato; due coppe Italia, una Supercoppa e due quarti di Champions consecutivi sono comunque ottimi risultati per una squadra come la Roma.
Ora ci tocca la partita più difficile: uscire da questa maledetta crisi e ricominciare a giocare come sappiamo.





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