Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Predefinito Telecom: 5000 esuberi e nessuno ne parla.

    Ho letto la notizia sul Televideo. Sono riuscita a trovarne solo due tracce online:

    Cgil: non una parola da Letta, Scajola e Sacconi su esuberi

    (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 12 set - Il confronto
    sindacati-Telecom si sposta al ministero del Lavoro. Secondo
    quanto riferisce a Radiocor Giorgio Serao della Uilcom, "il
    16 le segreterie nazionali sono state convocate alla sede di
    via Fornovo per la trattativa" sui 5mila tagli annunziati
    dall'azienda. "Non e' escluso che si continui il 17, ultimo
    giorno - ricorda Serao - utile della procedura per la
    mobilita' iniziata l'1 luglio. "E' evidente - prosegue Emilio
    Miceli della Cgil - che vogliamo fare un buon accordo, ma
    dev'essere un piano sostenibile che non umili i lavoratori.
    Sul tema dei tagli Telecom non ho mai sentito spendersi in
    questi giorni Scajola, Letta e Sacconi". In questi giorni i
    sindacati lavoreranno per il raggiungimento di una posizione
    unitaria.
    Sim-Y-

    (RADIOCOR) 12-09-08 178:04 (0438)news 3 NNNN
    http://www.tgfin.mediaset.it/tgfin/u...8_17.38_438937


    Esuberi Telecom a Torino: il Comune pronto a monitorare la situazione

    Con una mozione votata all’unanimità, primo firmatario Enzo La Volta, il Consiglio comunale si è impegnato a monitorare la situazione creatasi in Telecom dopo l’annuncio dei 366 esuberi a Torino sui 483 in Piemonte, e i 5000 su base nazionale.Le iniziative richieste al Sindaco e alla Giunta, prevedono incontri con la dirigenza Telecom e le rappresentanze dei lavoratori, congiuntamente ai colleghi consilieri della Provincia e della Regione Piemonte.
    La mozione impegna inoltre ad una sensibilizzazione dei parlamentari piemontesi, affinché il problema sia portato alla Commissione Attività Produttive di Camera e Senato.


    http://www.ecomatrix.it/news.php?d=2...situazione_org

  2. #2
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    Sarebbe interessante avere dati complessivi Paese.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da EL ROJO Visualizza Messaggio
    Sarebbe interessante avere dati complessivi Paese.
    Cioè?

    Mi stai chiedendo quanti sono in tutto in Italia? Cinquemila, l'ho scritto.

    Parla semplice, compagno

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da catartica Visualizza Messaggio
    Cioè?

    Mi stai chiedendo quanti sono in tutto in Italia? Cinquemila, l'ho scritto.

    Parla semplice, compagno

    No no il numero dei tagli e degli esuberi (complessivo) in Italia di questo periodo...da qualche parte ho sentito che oltre alle big coes (Alitalia e telecom) sono in atto tagli che passano sotto silenzio (ma che se sommati tra loro fanno un numero significativo)...

  5. #5
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    http://liberazione.it/giornale_artic...rticolo=400728


    Manca un piano, ma ai manager vanno 13,5 milioni di azioni
    Telecom, oggi si tratta
    il futuro di 5mila persone,
    gli "esuberi preventivi"
    Claudio Jampaglia
    Milano
    Telecom come Alitalia? Per come si comporta il management potrebbe essere la nuova crisi irreversibile per il sistema Italia. Un euro e un centesimo vale stamani l'azione del colosso delle telecomunicazioni, il minimo degli ultimi dieci anni. Valeva 2,53 euro quando a maggio 2007 sono entrati i "salvatori" della cordata nazionale (Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Benetton, Generali) e la spagnola Telefonica l'ha pagata subito dopo, addirittura 2,85 euro. Il momento è cruciale per l'azienda. Sia per il piano industriale - ossia, il cosa farà in futuro - con la pressione dell'antitrust per mollare la rete fissa, sia per gli assetti proprietari. La strategia dei vertici Franco Bernabè e Gabriele Galateri di Genola, ancora non è chiara, si parla di operazioni "straordinarie" come la vendita delle torri di trasmissione e il varo di una "società delle reti" da scorporare dall'operativo (un po' come i treni con Rtf e Trenitalia) e per raccogliere i 15 miliardi di euro necessari per cablare il paese secondo l'Agcom (l'Authority per le comunicazioni). Contrari i soci di maggioranza spagnoli, nicchia il governo, contrari i sindacati. Almeno la Cgil che con Emilio Miceli, segretario generale Slc-Cgil, spiega: «Nessuna grande impresa europea ha separato la rete da se stessa. Nemmeno la Gran Bretagna. Perché nella rete di tlc ci sono i contenuti, il prodotto, e nessuno si priva del volume di contenuti che commercia. Sarebbe come amputarsi le gambe e Telecom diventerebbe un rivenditore di telefonia e per questo siamo contrari, difendiamo il patrimonio industriale dell'azienda». Sarebbe il via al piano di ulteriore ridimensionamento di Telecom. L'effetto Alitalia già cominciato sui mercati finanziari e sul lavoro. Una cosa però è certa e già successa: da ieri manager e amministratori hanno da spartirsi 13,58 milioni di titoli che l'azienda gli ha elargito gratuitamente rispettando l'impegno preso l'8 agosto.
    Loro incassani mentre oggi al ministero del lavoro ci sarà il primo incontro sugli esuberi preventivi dichiarati da Telecom: 5mila lavoratori a casa su 56mila (3mila solo nella rete). La Uil è già d'accordo a concederli. La Cgil per nulla. E si presenta al tavolo a difendere la piattaforma unitaria per chiedere prima il piano industriale, di fatto da sola. L'azienda parla già di ulteriori necessità di "efficienza". Ovvero licenziamenti, nel commerciale e operativo. Altri tagli. I primi 5mila quindi li vogliono incassare subito, per poi chiederne in autunno ancora di più.
    Il piano di Bernabé è previsto a novembre. Tardi. E qualcuno ha già idee più chiare e snelle. E' l'azionista emergente, la Findim della famiglia Fossati (ex proprietari della Star, venduta a degli spagnoli) che dopo essere salita al 5% del capitale azionario vorrebbe niente meno che la fusione con Telefonica. Il 25 settembre se ne discuterà al cda dell'azienda. Bernabé è sotto accusa, glielo ha detto ad agosto anche uno dei soci non ostili, Benetton: «Ci vuole una scossa». Ha fatto troppo poco: la cessione delle poche attività in Francia e il piano di taglio del personale. Intanto, i ricavi del gruppo procedevano il declino, la redditività è compressa, quel poco che resta dell'estero (Germania e Brasile) è in netto peggioramento. E' grigia.
    Anche per questo pesa molto la partita degli azionisti, il chi comanda e per quale scopo: fare telefonia o incassare il più possibile e via. E qui arriva pure il governo. Fuori gli spagnoli dentro Gheddafi? Sarebbe questa la strada per recuperare il controllo sull'azienda di Berlusconi. Che per chiarire il suo pensiero ai mercati, giusto ieri ribadiva in tv: «Prevedo che Telecom Italia rimanga in mani italiane. Credo si possa immaginare l'entrata di nuovi soci stranieri, ma senza incidere sul management dell'azienda». Grazie agli spagnoli di Telefonica per aver messo il capitale di salvataggio, ma le decisioni su Telecom le fanno gli italiani ovvero lui. I rumors parlano di un investimento libico da 3 miliardi di euro, sponsor Tarak Ben Ammar finanziere franco-tunisino, socio e amico del Cav. e nel cda dell'azienda per conto di Mediobanca, che starebbe esplorando anche altre soluzioni "arabe" con i fondi sovrani di Qatar, Kuwait e Sauditi. Un asse mediterraneo del sud per fare cosa? Di sicuro per scalzare gli spagnoli dalla maggioranza della Telco che controlla Telecom. E poi vedersela in casa. La rete di Telecom fa gola a tutti. E il ridimensionamento del gruppo, dopo Alitalia, potrebbe essere più facile.


    18/09/2008

  6. #6
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    Io ho notizie sicure che Intesa San Paolo sta per ritirare il credito a molte aziende.

  7. #7
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    Posto un comunicato che mi è arrivato via email.

    Roma, 19 settembre 2008
    COMUNICATO STAMPA

    TELECOM: RAGGIUNTO ACCORDO CGIL-CISL-UIL SU ESUBERI
    “Nella mattinata del 19 settembre, dopo un lungo e complesso confronto al Ministero del Lavoro, SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL unitariamente alle RSU del gruppo Telecom Italia hanno sottoscritto con l’azienda di TLC un accordo in relazione ai 5 mila licenziamenti collettivi avviati dall’azienda a fine giugno”. Così dichiarano in una nota le Segreterie Nazionali di CGIL, CISL e UIL del settore.
    “L’accordo prevede il ritiro dei licenziamenti e la possibilità fino a 5000 persone, che avranno i requisiti per maturare la pensione, di accedere alla mobilità volontaria maggiorata al 90% dell’ultima retribuzione, conservando in più l’assistenza sanitaria integrativa”.
    “L’accordo prevede poi l’impegno dell’azienda a non ricorrere a mobilità territoriali che non siano volontarie. In relazione alle possibili mobilità professionali sarà garantito il rispetto degli skill professionali oltre che specifici piani formativi con un’ erogazione entro fine anno di almeno un milione di ore di nuova formazione. Tanto gli interventi formativi che le
    eventuali mobilità professionali saranno inoltre oggetto di specifici e continui confronti tra le OO.SS., le RSU interessate e l’azienda a livello territoriale”.
    “In termini occupazionali – conclude la nota unitaria – l’accordo prevede soprattutto per il 2009 e 2010 l’assunzione di almeno 600 nuovi lavoratori, la stabilizzazione di tutti i lavoratori in somministrazione giunti alla terza o quarta proroga (300 unità), nonché il diritto per 1600 giovani ragazze e ragazzi di Telecontact (call center del gruppo Telecom presente a Roma, Napoli, Caltanisetta e Catanzaro) di passare da un part-time di 4 ore ad un
    part-time a 6 ore (per un totale di 400 Full Time Equivalent). In conclusione l’accordo prevede un’uscita soft e tutelata per i lavoratori più anziani e una riduzione totale dei livelli occupazionali di 3700 persone, con garanzie importanti in termini di mobilità professionale e territoriale”.
    LE SEGRETERIE NAZIONALI

    SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

 

 

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