



Però se si divorzia si deve dare metà del patrimonio alla donna anche se non ha mai fatto un tubo, magari neanche le faccende di casa perchè aveva la cameriera, se ci sono figli (come in genere molto probabile) bisogna andare via dalla propria casa (anche se era di proprietà esclusiva, magari una eredità di famiglia), bisogna mantenerla anche se intanto ci va con cani e porci e magari se li porta pure a quella che è casa tua, inoltre se vuole può pure plagiare i figli... etc etc etc
Ahi, serva Italia, di dolore ostello,
nave senza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello. (Dante Alighieri Purgatorio, canto VI.).


la legislazione sul divorzio favorisce la donna
le abitudini familiari favoriscono l'uomo perchè la donna deve fare il lavoro extradomestico e anche quello domestico.
Le quote rosa sono una cacata di sinistra.


mmm... non è vero che si deve dare metà del proprio patrimonio, certo se nella causa di divorzio spuntano foto del marito che si "intrattiene" con una 18enne..
Il coniuge più forte economicamente è obbligato a sostenenre quello meno forte sia esso maschio o femmina. Se poi uno si sposa con una simil-fotomodella che non ha mai lavorato e non vuole lavorare, che non vuole fare i mestieri di casa perchè son pesanti e vuole la cameriera... cavolo si merita che poi lei lo pianti si trovi uno più giovane e gli ciuli tutti i soldi fino all'ultimo....


Quindi tu hai difficoltà a trovare un appartamento per l'uni, non ti prenderanno mai per lavori sottotutelati e malpagati come la commessa, e paghi di più allo stadio e in disco.
Povero ragazzo, veramente ti compatisco.
Il tuo post mi ha fatto capire quanto sono fortunata.
Le bimbe non sanno di essere fortunate. Quando sono nate il nonno si è incazzato e ha dato i numeri perchè voleva un nipote maschio, facendo piangere la loro madre, ma vuoi mettere il posto gratis allo stadio?
Le studentesse non sanno di essere fortunate. Se provano a confessare di voler andare ad ingegneria l'intero parentado si rivolta contro perchè "come farai a badare alla famiglia" e o le costringono a cambiare laurea o devono giurare e spergiurare che faranno solo carriera universitaria (salvo poi mettergliela nel culo all'ultimo momento e andare in azienda)
Però se cercano un appartamentino lo trovano più facilmente, e questo è fondamentale
Le lavoratrici non sanno di essere fortunate. Sono pagate il 30% in meno dei maschi a parità di qualifica, col precariato non possono permettersi di rimanere incinte altrimenti vengono licenziate in tronco con una scusa, di arrivare nella stanza dei bottoni neanche se ne parla, e quando tornano a casa devono comunque pulire cucinare stirare e il marito chiede che c'è per cena.
Però il posto di commessa si trova facilmente.
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Senti caro, tutte queste bruttissime discriminazioni che hai elencato te le spiego io:
-in Italia ci sono poche donne che si interessano di politica, o partecipano attivamente. Ma è un circolo vizioso: a parecchie non gliene frega un cazzo perchè non essendoci donne con posti importanti, è difficile identificarsi con un politico, volerlo seguire e ammirare.
In Islanda hanno avuto una presidentessa donna per 16 anni, e quando se n'è andata hanno fatto un sondaggio fra gli adolescenti, e tutti, maschi e femmine, erano convinti che la politica fosse una cosa da donne
E per tornare in Italia, quando Lilli Gruber si è candidata alle europee il suo sito era pieno di voci femminili entusiaste, che si erano messe a far campagna attiva per la prima volta. E la Gruber ha preso più voti di Berlusconi.
Inoltre è una questione di rappresentanza: se ci fossero meno persone che si interessano di politica al sud, ti sembrerebbe giusto che mettessero meno parlamentari del sud? No, perchè così lo stato farebbe solo leggi pro-Nord (Lega Nord docet).
Lo stesso vale per le donne. Siamo la maggioranza ma non abbiamo quasi rappresentanza, ergo leggi per noi non si fanno mai.
-Tu non puoi fare la commessa. Io non posso fare il muratore. Oddio, piangiamo.
-I biglietti scontati allo stadio sono meccanismi promozionali per attirare segmenti di mercato non interessate al prodotto "calcio". Si chiama marketing non sessismo.
-sul fatto che i bimbi vanno sempre alla mamma in caso di divorzio concordo, è ingiusto. Ma questo non è altro che sessismo che si ritorce contro gli uomini: tutti pensano che debba essere la donna ad occuparsi dei bimbi mentre l'uomo legge il giornale, e anche il giudice la pensa così.
Elimina questo sessismo dalla mente della gente, giudici compresi, e avrai bimbi affidati al padre.


Concordo su tutto ciò che hai detto, tranne una cosa, in caso di divorzio (tranne rarissimi casi) i figli devono stare con la madre, perchè io che sono un papà attaccatissimo al proprio bimbo, e non leggo mai il giornale, capisco (anche se un pò ci soffro) che l'affetto materno è più importante, o meglio, più intenso di quello paterno...


Secondo me se non ci sono motivazioni serie, l'affidamento congiunto è un'ottima soluzione.


Secondo te affittano solo a donne perché discriminano gli uomini? Non sarà forse che una donna magari si sente più sicura a convivere con un'altra donna, magari anche per una questione di praticità e abitudini data la vita in comune? E l'abbonamento rosa non servirà forse ad attirare spettatrici femminili visto che in genere è un tipo di pubblico che latita dagli stadi? In poche parole marketing.
Mi piace questa teoria. Siccome le donne hanno potere vanno sottomesse perché pericolose. Visto che la buttiamo sul sessismo, un uomo con gli attributi non ha paura di confrontarsi con una donna, se ha paura e la sottomette non è un uomo.
Riguardo le quote rosa non si tratta di togliere lavoro ad uomini capaci ma di predisporre un egual numero di posti a uomini e donne in quanto, essendo un parlamento luogo di rappresentanza, è assurdo che ci sia un 99% di uomini. Mettiamoci pure che una donna interessata alla politica si deve confrontare con un mondo prettamente maschile, il che la rende soggetta ad una innegabile discriminazione, la protezione della legge serve a fare in modo che questa discriminazione sia attenuata. Certo, poi nulla vieta di candidare una non perché sia brava ma perché ha un bel culo, ma appunto da questo si capisce quanta discriminazione ci sia in Italia nei riguardi della donna.
Se ti senti discriminato devi anche dire il perché. I numeri dicono che gli uomini hanno in media posti di lavoro migliori e stipendi più alti, se il delirio nasce dagli annunci per gli appartamenti ti posso rassicurare visto che abito in una città universitaria che i maschi non dormono sotto i ponti, ma affittano le case anche a loro.




Non so dove vivi tu, ma io vivo a Reggio Calabria (non esattamente all'apice della modernità italiana) e quando è nata mia sorella nessuno si è incazzato, ed io stesso vorrei una figlia femmina come primo figlio (trovo che sia molto più bello e importante crescere una femmina mentre il maschio lo nutri e gli dai un calcio nel sedere).
Io continuo a chiedermi dov'è che vivi tu, perchè io pur nel profondo sud non ho mai visto nè sentito (tranne forse un caso o due su mille) di ragazze che si sono trovate in situazioni simili, comunque sia questi sono casi di razsismo-sessismo privati, lo stato non può contro-bilanciare con un sessismo inverso, aggiungere sessismo per sconfiggere il sessismo. Pensa a cosa succederebbe se si iniziasse a scrivere "affittasi appartamento per soli maschi, cercasi lavoratore solo maschio" e non credo che questa differenza possa giustificarsi nella speranza di rendere giustizia a quella lavoratrice su mille che stava per essere buttata nel precipizio da neonata perchè nata femmina.Le studentesse non sanno di essere fortunate. Se provano a confessare di voler andare ad ingegneria l'intero parentado si rivolta contro perchè "come farai a badare alla famiglia" e o le costringono a cambiare laurea o devono giurare e spergiurare che faranno solo carriera universitaria (salvo poi mettergliela nel culo all'ultimo momento e andare in azienda)
Però se cercano un appartamentino lo trovano più facilmente, e questo è fondamentale
Sulla retribuzione si tratta di un dato difficilimente confutabile quindi ti do ragione, ma mi sa che tra poco tirerai in ballo che gli uomini sono più fortunati perchè non hanno le mestruazioni. Ma allora bisognerebbe discriminare ed affittare gli appartamenti e dare lavoro solo ai malati terminali, agli immigrati dalla guerra in somalia ed a chi è stato lasciato dal consorte, così giusto per riparare alle ingiustizie della vita. Questo per dire che anche se è la donna a doversi sobbarcare fisicamente la gravidanza, questo non significa che abbia per natura il dovere di crescere i figli nè di cucinare per il marito. Ci sono tanti uomini sani che non si credono che la donna deve cucinare e stirare per lui, o che debba essere lei a crescere i figli, ma se quella si sposa proprio un cornuto, la colpa è sua che è cretina, è una sua scelta e non la può fare pagare a qualcun'altro. Voglio dire che queste non sono situazioni "connaturate" alla donna come invece lo è la gravidanza, un handicap "naturale" che certo non ha senso cercare di controbilanciare affittando le stanze solo alle donne: si tratta di due problemi diametralmente opposti, quello delle discriminazioni sessuali contro gli uomini e quello delle lavoratrici licenziate perchè incinte, e dovrebbero essere entrambi eliminati con gli strumenti adatti. Il fatto che le donne vengano licenziate quando sono incinte non può in alcun modo giustificare che un appartamento venga affittato solo alle donne. Sono discriminazioni, punto e basta, che non hanno alcuna giustificazione e non hanno alcun collegamento fra loro.Le lavoratrici non sanno di essere fortunate. Sono pagate il 30% in meno dei maschi a parità di qualifica, col precariato non possono permettersi di rimanere incinte altrimenti vengono licenziate in tronco con una scusa, di arrivare nella stanza dei bottoni neanche se ne parla, e quando tornano a casa devono comunque pulire cucinare stirare e il marito chiede che c'è per cena.
Però il posto di commessa si trova facilmente.
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Scusami ma questa mi sembra davvero una grande scemenza, come se un biondo avesse per forza bisogno del poster di un politico biondo da appendere in camera per riuscire a capire che la politica influenza la sua vita.Senti caro, tutte queste bruttissime discriminazioni che hai elencato te le spiego io:
-in Italia ci sono poche donne che si interessano di politica, o partecipano attivamente. Ma è un circolo vizioso: a parecchie non gliene frega un cazzo perchè non essendoci donne con posti importanti, è difficile identificarsi con un politico, volerlo seguire e ammirare.
In Islanda hanno avuto una presidentessa donna per 16 anni, e quando se n'è andata hanno fatto un sondaggio fra gli adolescenti, e tutti, maschi e femmine, erano convinti che la politica fosse una cosa da donne
E per tornare in Italia, quando Lilli Gruber si è candidata alle europee il suo sito era pieno di voci femminili entusiaste, che si erano messe a far campagna attiva per la prima volta. E la Gruber ha preso più voti di Berlusconi.
Se poche persone del sud si interessassero alla politica in un certo senso, si, si meriterebbero di avere pochi rappresentanti in parlamento visto che evidentemente per le persone del nord è più importante lo strumento politico mentre evidentemente al sud non frega nulla e dunque non si deve poi lamentare. Comunque l'esempio non sta in piedi perchè non esistono (o meglio non esisterebbero se non ci fossero le discriminazioni di cui sopra) leggi per uomini o per donne, così come invece esistono leggi per il sud o il nord che sono molto più facilmente identificabili.Inoltre è una questione di rappresentanza: se ci fossero meno persone che si interessano di politica al sud, ti sembrerebbe giusto che mettessero meno parlamentari del sud? No, perchè così lo stato farebbe solo leggi pro-Nord (Lega Nord docet).
Lo stesso vale per le donne. Siamo la maggioranza ma non abbiamo quasi rappresentanza, ergo leggi per noi non si fanno mai.
Come no. se sei capace di fare quello che fa un muratore, perchè no? io sono capace di fare quello che fa una commessa.-Tu non puoi fare la commessa. Io non posso fare il muratore. Oddio, piangiamo.
Marketing sessista, quindi discriminatorio. Una persona non può essere etichettata come facente parte di una certa categoria di mercato in base al sesso o al colore della pelle.-I biglietti scontati allo stadio sono meccanismi promozionali per attirare segmenti di mercato non interessate al prodotto "calcio". Si chiama marketing non sessismo.
Per come la poni i giudici dovrebbero essere ciechi e sordi alle richieste ed alla sofferenza dei padri, supponendo che invece i padri vogliano liberarsi dei figli. Sicuramente comunque la prassi di affidare i bambini alla madre risale ai tempi in cui si buttava la zavorra sull'essere debole (donna) mentre oggi questi come tanti altri atti discriminatori da me elencati non hanno ragione d'essere e contribuiscono solo ad allargare il baratro del sessismo anche a danno delle donne.-sul fatto che i bimbi vanno sempre alla mamma in caso di divorzio concordo, è ingiusto. Ma questo non è altro che sessismo che si ritorce contro gli uomini: tutti pensano che debba essere la donna ad occuparsi dei bimbi mentre l'uomo legge il giornale, e anche il giudice la pensa così.
Elimina questo sessismo dalla mente della gente, giudici compresi, e avrai bimbi affidati al padre.
..Perchè i giudici invece di applicare la legge la interpretano