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Discussione: Antimafia

  1. #1
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    Predefinito Antimafia

    Apro queto 3d per postarvi tutte quelle notizie relative alla mafia, ed ai successi ottenuti per combatterla. Spero che ciascuno di voi voglia portarvi il proprio contributo. Inizio con una notizia relativa al SENATORE Calogero Mannino, del quale Cuffaro è " stato allievo ".

    MAFIA: PALERMO, PG CHIEDE 8 ANNI DI CARCERE PER SENATORE MANNINO

    PALERMO (ITALPRESS) - La condanna a otto anni di reclusione, per concorso esterno in associazione mafiosa, e' stata chiesta dal sostituto procuratore generale di Palermo per l'ex ministro democristiano ed attuale senatore dell'Udc, Calogero Mannino. Secondo il magistrato sarebbe colpevole per i fatti avvenuti dall'81 in poi. E' stata chiesta, invece, l'assoluzione per i fatti avvenuti prima di quell'anno. L'udienza e' stata rinviata al 3 ottobre per gli interventi di parte civile e della difesa. Per Mannino si tratta del quarto processo. La Corte di Cassazione nel 2005 aveva annullato con rinvio la sentenza di condanna a 5 anni e 4 mesi inflitta dalla Corte d'Appello di Palermo. (ITALPRESS).
    19-Set-08 204
    http://www.siciliaonline.it/index.ph...13422&Itemid=2

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  2. #2
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    Slitta il processo Dell'Utri
    di Monica Centofante - 19 settembre 2008
    Palermo. Slitta al 9 ottobre la prossima udienza del processo palermitano che vede il senatore Marcello Dell'Utri imputato, in appello, con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. E già condannato, in primo grado, a nove anni di reclusione.

    A causa di un infortunio di un membro del collegio giudicante non potrà infatti essere rispettata la data precedentemente fissata per l'udienza – il 26 settembre – che si sarebbe dovuta tenere a Firenze e durante la quale era previsto l'interrogatorio di un collaboratore di giustizia. Interrogatorio rimandato a data da destinarsi e che sarà fissata proprio il 9 ottobre, quando i giudici si riuniranno a Palermo soltanto per decidere a quando riaggiornarsi.
    Nel frattempo il procuratore generale Antonino Gatto, che rappresenta l'accusa al processo, si riserva di decidere sull'acquisizione delle carte ricevute dal procuratore calabrese Giuseppe Pignatone e contenenti, tra le altre cose, alcune compromettenti conversazioni tra il senatore Dell'Utri e soggetti indagati per associazione mafiosa. E direttamente collegati ai vertici della cosca Piromalli di Gioia Tauro, una delle più potenti 'ndrine della mafia calabrese.
    19 Settembre 2008
    http://www.antimafiaduemila.com/content/view/9100/48/

  3. #3
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    Ingroia: "Non lasciamo solo il pm Di Matteo"
    19 settembre 2008
    Palermo. I magistrati della sezione di Magistratura democratica di Palermo esprimono solidarietà al collega Nino Di Matteo, pm della direzione distrettuale antimafia, nei cui confronti i carabinieri hanno scoperto nei giorni scorsi un grave episodio che riguarda la sua sicurezza.

    "Siamo preoccupati - dice Antonio Ingroia, segretario della sezione Md di Palermo - per l'insufficiente attenzione sulla lotta alla mafia che determina senso di solitudine e isolamento della magistratura antimafiosa in un momento in cui l'obiettivo pimario sembra esserne la riforma e la separazione delle carriere". Ingroia prosegue: "l'obiettivo sembra anche la riforma delle indagini modificando l'uso delle intercettazioni, invece di una seria revisione della giustizia per il potenziamento degli strumenti antimafia". "E' grave - conclude - che ciò avvenga nei giorni in cui si ricorda Rosario Livatino che fu vittima di analoga solitudine e isolamento".
    ANSA

    19 Settembre 2008

  4. #4
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    Restano in cella i killer di Graziella Campagna

    19 settembre 2008
    Roma. Rimarrà in carcere Gerlando Alberti jr., l'uomo condannato insieme a Giovanni Sutera, con l'accusa di aver ucciso Graziella Campagna, la ragazza di 17 anni che aveva scoperto che Alberti era un mafioso.

    La prima Sezione penale della Cassazione ha respinto il ricorso di Alberti contro la custodia cautelare in carcere ordinata nei suoi confronti dopo che, lo scorso 18 marzo, la Corte di assise di appello di Messina gli aveva inflitto l'ergastolo per l'uccisione di Graziella, avvenuto nelle campagne messinesi di Saponara. La giovane era sorella di un carabiniere - dalla sua vicenda é stata tratta una fiction con Beppe Fiorello andata in onda la scorsa primavera tra polemiche per la coincidenza tra la messa in onda e la celebrazione del processo di secondo grado - e proprio questa circostanza ha spinto Gerlandi e Sutera ad eliminarla per paura che potesse rivelare la loro appartenenza a Cosa Nostra, scoperta dopo aver letto un bigliettino nella tasca del vestito che Gerlandi aveva portato a smacchiare nella lavanderia dove Graziella lavorava.
    ANSA

    19 Settembre 2008

  5. #5
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    Intimidazione al pm Di Matteo
    19 settembre 2008
    Palermo. Misterioso raid vicino alla villa del pm. Uno sconosciuto fugge esplodendo un razzo. L'uomo è stato avvistato dalla scorta del magistrato impegnato in delicate inchieste di mafia. È la seconda intimidazione a un giudice in pochi giorni.


    Un razzo di segnalazione esploso in aria, davanti alla scorta, prima della fuga precipitosa. È un episodio che preoccupa non poco quello accaduto domenica sera nei pressi dell´abitazione di campagna del sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Palermo Nino Di Matteo a Santa Flavia e sul quale da giorni stanno indagando i carabinieri.
    Intorno alle dieci di sera sono stati gli uomini della scorta del magistrato, in quel momento in casa con la famiglia, ad accorgersi dell´uomo che si nascondeva tra i cespugli vicino alla casa davanti alla quale stazionavano le auto blindate con le quali si muove Di Matteo, uno dei magistrati più esposti della Dda. Quando i carabinieri gli hanno intimato l´alt l´uomo è fuggito, ma prima di riuscire a dileguarsi tra le campagne, è riuscito a lanciare in aria un razzo di segnalazione, evidentemente per indicare la sua posizione o quella della casa, a qualche complice che lo aspettava. Il razzo ha illuminato in maniera evidente tutta la zona. Quale fosse l´intenzione dell´uomo non è ancora chiaro. Quel che è certo è che, per arrivare fino all´esterno della casa, lo sconosciuto ha rischiato molto. È riuscito a scavalcare la rete di recinzione e a percorrere lo spiazzo dove erano ferme le auto blindate con gli uomini della scorta. Così come prevede il protocollo, gli uomini di scorta piuttosto che provare ad acciuffare lo sconosciuto hanno pensato alla sicurezza del magistrato, provvedendo a metterlo al sicuro. Così l´uomo è riuscito ad allontanarsi indisturbato.
    Sull´episodio, che segue di pochi giorni l´intimidazione subita da un altro magistrato, il presidente di sezione del tribunale di
    Caltanissetta Giacomo Montalbano al quale uno sconosciuto ha incendiato alcune sterpaglie facendo un buco nella rete di recinzione della sua casa di Altavilla Milicia, adesso indagano i carabinieri della compagnia di Bagheria coordinati dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese. Il fascicolo potrebbe però essere trasferito a Caltanissetta, città in cui c´è la Procura competente a indagare sui reati di cui siano «persone offese» i giudici del distretto di Palermo.
    I due episodi intimidatori adesso sono all´esame del comitato per la sicurezza e l´ordine pubblico. Il sostituto Nino Di Matteo è uno dei titolari di molte grosse inchieste di mafia, a cominciare proprio da quelle sulle famiglie mafiose della zona, da Villabate a Bagheria. Da settimane, assieme al collega Antonio Ingroia, Di Matteo sta raccogliendo le dichiarazioni di Massimo Ciancimino sulla trattativa avvenuta nel 92 fra Cosa nostra e pezzi dello Stato.
    LA REPUBBLICA PALERMO

    Di fronte alla gravità di quanto avvenuto auspichiamo un concreto intervento da parte delle istituzioni preposte a garantire la sicurezza di ogni servitore di questo Stato.
    Al dott. Di Matteo tutto il sostegno e la solidarietà della redazione di ANTIMAFIADuemila.


    ASS.GEORGOFILI, SOLIDARIETA' A PM NINO DI MATTEO
    "Esterniamo grande preoccupazione per il tentativo di attentato al magistrato Nino Di Matteo". Così Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze, commenta l'episodio scoperto dalla scorta del pm della Dda di Palermo di un uomo nascosto nei pressi delle auto blindate parcheggiate accanto alla casa di campagna del magistrato, che è fuggito quando i carabinieri lo hanno visto. "Siamo vicini al magistrato con tutta la nostra solidarietà - dice Maggiani Chelli - mentre indaga sulla più che probabile trattativa avvenuta fra la mafia e pezzi deviati dello Stato, trattativa che se ci fosse stata, recita la sentenza di Cassazione per le stragi del 1993, ci sarebbe da rabbrividire. Trattativa che è costata la vita ai nostri parenti".
    ANSA

    LA SOLIDARIETA' DEL SENATORE LUMIA AL PM DI MATTEO
    "E' un episodio grave, quello che riguarda il pm Di Matteo, che non deve essere sottovalutato e che deve portare tutti a tenere alta l'attenzione". Lo dice il senatore del Pd, Giuseppe Lumia, commentando quanto accaduto al sostituto procuratore di Palermo, Nino Di Matteo, su cui stanno indagando i carabinieri. "Occorre reagire al più presto - dice Lumia - perché Cosa nostra continua a dimostrarsi con segnali e intimidazioni ancora pericolosa e pronta a colpire le istituzioni".
    ANSA

    LA SOLIDARIETA' DEL PM ANTONIO INGROIA
    I magistrati della sezione di Magistratura democratica di Palermo esprimono solidarietà al collega Nino Di Matteo, pm della direzione distrettuale antimafia, nei cui confronti i carabinieri hanno scoperto nei giorni scorsi un grave episodio che riguarda la sua sicurezza. "Siamo preoccupati - dice Antonio Ingroia, segretario della sezione Md di Palermo - per l'insufficiente attenzione alla lotta alla mafia che determina senso di solitudine e isolamento della magistratura antimafiosa in un momento in cui l'obiettivo primario sembra esserne la riforma e la separazione delle carriere".
    Ingroia prosegue: "l'obiettivo sembra anche la riforma delle indagini modificando l'uso delle intercettazioni, invece di una seria revisione ella giustizia per il potenziamento degli strumenti antimafia". "E' grave - conclude - che ciò avvenga nei giorni in cui si ricorda Rosario Livatino che fu vittima di analoga solitudine e isolamento".
    ANSA


    IL COMUNICATO DI ADDIO PIZZO
    Addiopizzo esprime tutta la sua solidarietà al pm Nino Di Matteo per l'intimidazione subita domenica sera a Santa Flavia.
    Il gesto intimidatorio, pur poco chiaro ma di certo intenzionale, non va sottovalutato, nè può passare senza destare preoccupazione. Il sostituto Di Matteo è titolare di alcune tra le più importanti inchieste di mafia in corso, e le continue notizie di ritorsioni meritano l'attenzione di tutti colori che supportano l'opera della magistratura.
    ANSA
    http://www.antimafiaduemila.com/content/view/9078/84/

  6. #6
    email non funzionante
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  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Base04 Visualizza Messaggio
    Davvero vergognoso!
    Ahimè, anche su questo forum c'è un qualcuno che la pensa come lui !

  8. #8
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    Racket
    Assistenza legale Codacons a imprenditori





    CATANIA - Il Codacons ha attivato in Sicilia un pool di avvocati penalisti per aiutare imprenditori e
    commercianti nella lotta contro racket, pizzo ed estorsioni, assistendoli gratuitamente, aiutandoli a costituirsi parte civile e a chiedere il risarcimento per i danni subiti. Lo ha reso noto il segretario nazionale dell'associazione Francesco Tanasi. Il pool è coordinato dagli avvocati Isabella Altana, Riccardo Di Bella, Antonio Furnari e Pier Luigi Cappello.
    21/09/2008
    http://www.lasicilia.it/index.php?id...e=lasiciliaweb

  9. #9
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    Imprenditore fa arrestare estortore
    La collaborazione con le associazioni antiracket dà buoni frutti: in manette è finito un palermitano che si spacciava per Giovanni Nicchi, "cassiere" della famiglia mafiosa di Pagliarelli





    PALERMO - Il coraggio di un imprenditore edile è risultato fatale ad un estorsore palermitano che si spacciava per un "emissario" di un boss latitante. La vittima ha trovato la forza per denunciare la richiesta di estorsione grazie alla collaborazione delle associazioni antiracket di Termini Imerese Ati e Libero Futuro.

    La cifra richiesta, con la possibilità di uno sconto, alla vittima era del 3% sull'importo complessivo dell'appalto che risulta in fase di realizzazione nel centro storico di Palermo. Il numero degli imprenditori che denunciano e collaborano è in aumento e per tale ragione "Libero futuro" esprime "soddisfazione per i segnali di cambiamento che vengono dagli operatori economici, che sempre più numerosi si affrancano dal ricatto mafioso".

    L'incessante azione delle forze dell'ordine e il perseverante lavoro nel territorio condotto da Addiopizzo e Libero Futuro, con il fattivo sostegno della Fai, "ha creato una rete di soggetti in grado di offrire le competenze, le tutele e lo schermo necessari affinchè un operatore economico possa denunciare in sicurezza".

    In manette è finito Carlo Russo, 48 anni, che si sarebbe presentato alla vittima come uomo di fiducia del boss latitante, Giovanni Nicchi, "cassiere" della famiglia mafiosa di Pagliarelli. Per la prima volta, sottolineano gli investigatori, esce fuori il nome del latitante a proposito di una richiesta di pizzo. A denunciare Russo è stato lo stesso imprenditore, a cui era stato chiesto di versare 500 euro.

    23/09/2008
    http://www.lasicilia.it/index.php?id...e=lasiciliaweb

  10. #10
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    Palermo, arresti eccellenti
    In manette l'avvocato penalista Marcello Trapani e il procuratore di calcio Giovanni Pecoraro, entrambi sono ritenuti vicini al clan Lo Piccolo. Trovati pizzini nello studio del legale. Minacce anche a Zamparini, che non si è mai piegato, per la spartizione di alcuni appalti privati





    PALERMO - Due persone sono state arrestate a Palermo da militari del Nucleo di Polizia valutaria della Guardia di Finanza nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Dda del capoluogo siciliano. Si tratterebbe, secondo le prime informazioni, di due personaggi vicini al clan Lo Piccolo.

    I fermati sarebbero l'avvocato penalista Marcello Trapani e il procuratore di calcio Giovanni Pecoraro, che ha anche lavorato per la società del Palermo, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa ed estorsione.

    L'avvocato Marcello Trapani era stato nominato difensore di fiducia dai boss Sandro e Salvatore Lo Piccolo. Il penalista, che è anche procuratore sportivo per conto di molti giovani calciatori del Palermo, avrebbe fatto da tramite con i capimafia e alcuni imprenditori che avevano interesse a contattare i Lo Piccolo.

    A Marcello Trapani viene anche contestato di avere acquistato un giubbotto antiproiettile per conto dei Lo Piccolo, durante la loro latitanza. Il penalista, secondo quanto emerge dall'inchiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, avrebbe anche fatto avere ai boss materiale giudiziario che riguardava inchieste sulle cosche mafiose.

    Le intercettazioni, non solo ambientali ma anche video, effettuate nello studio del penalista hanno fatto emergere che Trapani quando incontrava Calogero Lo Piccolo, figlio del capomafia non parlava, ma i due si scambiavano "pizzini" in modo da tentare di evitare le intercettazioni. I foglietti sono stati poi recuperati dagli investigatori tra i rifiuti in cui venivano buttati.

    Intimidazioni al Palermo. Ai dirigenti del Palermo Calcio sono state commissionate in passato delle minacce dagli uomini dei boss mafiosi Sandro e Salvatore Lo Piccolo.

    Il collaboratore Andrea Bonaccorso ha confessato di essere stato l'autore dell'intimidazione rivolta all'ex direttore sportivo del Palermo Rino Foschi, al quale tre anni fa venne recapitata un testa d'agnello mozzata.

    Secondo il pentito il gesto venne compiuto su mandato dei boss Lo Piccolo, che volevano partecipare alla spartizione di alcuni appalti commissionati dal presidente Maurizio Zamparini e che riguardavano affari personali e non del Palermo Calcio.

    Gli inquirenti sottolineano nel provvedimento che ha portato all'arresto dei due professionisti che Zamparini non si è mai piegato alle intimidazioni ed ha, anzi, allontanato alcune persone dalla società sportiva in modo da evitare qualsiasi interferenza da parte dei mafiosi.

    24/09/2008
    http://www.lasicilia.it/index.php?id...e=lasiciliaweb

 

 
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