Ci siamo. Africani che credevano di poter vendere, rubare, spacciare droga impuniti, sono incappati in coloro che vogliono avere l’esclusiva di questi mestieri creativi. Segue strage, segue sommossa. Idem per l’uccisione del ladro di biscotti. Chiaro che non era quello l’obiettivo del tentato furto. Ma in mancanza di tempo e di cassa a portata di mano...
Non ci sentiamo sicuri, dicono, abbiamo paura, dicono. Chi gli ha garantito che il Italia si può esercitare in totale sicurezza e senza paura qualsiasi mestiere proibito dalla legge? Dove devo andare, grida una donna. Ma in Africa, signora, da dove sei venuta. In Africa, nelle fatiscenti città create dai bianchi, sui fiumi dove navigano cadaveri ignoti e ignorati. (Inutile smentirmi, ho visto città e cadaveri di persona).
E’ ancora valido dire che gli immigrati portano ricchezza, cultura, salvano le nostre pensioni, aumentano le nascite (di bambini neri, non di italiani)?
E’ necessario tutto ciò? Non abbiamo abbastanza delinquenza doc da combattere?
Dicono che gli immigrati fanno i mestieri che gli italiani non vogliono fare. Così dicevano anche i proprietari dei campi di cotone in America. Ergo, non lavoratori, ma schiavi. Non siamo razzisti, siamo schiavisti.




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