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Discussione: sinistra democratica.

  1. #101
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    Citazione Originariamente Scritto da Rossodisera Visualizza Messaggio
    vabbò davide, che dire di più? questi sono slogan, ne più ne meno, ottimi per fare propaganda, ma non utili alla discussione. Se hai voglia di argomentare, ci si vede in futuro qui sul forum.
    Compagno Rossodisera, i miei non sono slogan.
    Craxi, che tu lo voglia o no, è stato un grande politico e un grande statista.
    Davide Zerillo

  2. #102
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    Citazione Originariamente Scritto da menegardo Visualizza Messaggio
    bene, allora rimaniamo divisi in 15 partitini e contendiamoci lo 0,5% ad ogni elezione. oppure preferisci partecipare alla campagna acquisti del pd?
    Compagno menegardo, la sinistra deve essere divisa in due partiti, e cioè un partito socialista e uno comunista, così come avviene negli altri Stati Esteri.
    Comunque i maggiori partiti della sinistra sono quelli socialisti.
    Davide Zerillo

  3. #103
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    Citazione Originariamente Scritto da Tambourine Visualizza Messaggio
    Da una parte si parla di Craxi dall'altra di Togliatti.. ma siamo destinati a morire??? Ecco perchè appoggio Sd: nè con togliatti nè con craxi.
    Compagno Tambourine, è troppo comodo così.
    Davide Zerillo

  4. #104
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    Citazione Originariamente Scritto da Anthonynet1984 Visualizza Messaggio
    Vorrei esprimere il mio parere.
    Innanzitutto chiarisco una cosa: sono un militante del PRC, area "Rifondazione per la Sinistra" (Nichi Vendola), e sono (e continuerò ad essere) Comunista. Mi sono schierato per la costituente di Sinistra. MA la costituente di Nichi Vendola e Claudio Fava non mi convince, e credo che non mi convincerà mai del tutto. Per un motivo molto semplice: NON è più quel progetto ambizioso che era prima dei congressi. In particolare, non c'è più (parole di Claudio Fava) la volontà di unire tutta la Sinistra (e per Sinistra intendo tutta la ex-SA, i movimenti, la "sinistra diffusa"), ma più banalmente "chi ci sta", a determinate condizioni. In più, stiamo assistendo all'ennesimo accordo di vertice, che porterà tre minoranze (del PRC, del PdCi, dei Verdi), insieme a SD (che non è "quantificabile"), a confluire in un soggetto politico che, inevitabilmente, entrerà in "collisione" con un eventuale nuovo Partito Comunista (PRC+PdCi). Per portarci a quale risultato? Vogliamo prendere il 2,5% ciascuno e non superare lo sbarramento?

    I compagni di SD mi diranno che i Ferreriani e i Dilibertiani hanno deciso di isolarsi. Ok, ma noi abbiamo fatto tutto il possibile per offrire uno "spazio" adeguato anche a loro? Stiamo continuando a fare qualcosa in questo senso? O ci stiamo isolando anche noi?
    Dico questo perchè vedo che, nel PRC, accadono cose sempre più assurde. Da un lato abbiamo la maggioranza, contraria a qualsiasi costituente, isolazionista, anti-governativa a priori. Maggioranza che, tra l'altro, ha vinto il congresso con un vero e proprio "golpe". Ma, comunque, l'ha vinto (e dovremmo tutti farcene una ragione..). Dall'altra parte abbiamo la minoranza impegnata, più che altro, a criticare e boicottare qualsiasi iniziativa della maggioranza. Ne consegue un clima di scontro continuo, un "mettere paletti" da entrambe la parti, continui botta e risposta su tutto, anche su cose piuttosto futili. Dovrebbero calmarsi un pò tutti e collaborare per il bene del partito e della sinistra, e invece continuano a scannarsi... il PRC è riuscito a dividersi anche durante la manifestazione dell’11 ottobre, con Ferrero & co. davanti e Vendola & co. dietro, a debita distanza. Ma che segnale è? Che razza di Sinistra vogliamo costruire? Vogliamo solo aizzare Ferreriani contro Vendoliani e viceversa?

    Ferrero, su alcune cose, ha pienamente ragione... Come si fa a ricostruire la Sinistra partendo con una scissione (anzi, con più scissioni)? Non è un controsenso? Ed è questo che non mi convince nell'attuale costituente di Sinistra... Io sogno un partito che sia l'unione di TUTTE le forze veramente di Sinistra, e cioè quelle che componevano la SA, senza dimenticare la "sinistra diffusa" e i movimenti. Questo tipo di costituente è un progetto ambizioso, di ampio respiro, rivoluzionario, non la costituente che unisce le minoranze e spacca i nostri già debolissimi partiti, per ripresentarci, alla fine, un quadro politico sostanzialmente invariato perché ancora troppo frammentato.

    Tra l'altro, rimanere divisi non ha alcun senso. Non ha senso perchè nessuno dei nostri partiti, da solo, ha la forza per contare qualcosa a livello nazionale. E di fronte a colossi come il PDL e il PD, o conti qualcosa (a livello di milioni di voti, di punti percentuali…) oppure la tua presenza o meno in parlamento è totalmente ininfluente (vedi UDC). Nemmeno come opposizione sarebbe possibile far “pesare” la nostra voce. Poi, se l’unico obiettivo è quello di avere una rappresentanza qualsiasi solo perché “ci dobbiamo essere”, ok…ma non capisco l’utilità dell’operazione.
    Rimanere divisi non ha senso perché, di fronte alla drammatica offensiva portata avanti da governo e confindustria, una risposta frammentata e disordinata non ci porta da nessuna parte, non produce nessun effetto.
    Ma soprattutto, rimanere divisi non ha senso perché, anche se non ce ne rendiamo conto, lottiamo per le stesse, identiche cose. Le priorità politiche sono esattamente le stesse, inutile ripeterle, sono quelle esposte durante la manifestazione dell’11 ottobre. Sotto questo punto di vista, che per un partito è quello principale, c’è una pressoché totale convergenza.
    E allora, perché concentrarsi sulle micro-differenze e non su queste enormi affinità? Perché continuare a litigare a suon di “..io sono più comunista di te..”, “..io mi sento più socialista..” ecc ecc.? Basta, vi prego… noi non facciamo altro che litigare e, nel frattempo, Berlusconi ha già sfornato leggi ad personam per salvarsi dai processi, ha distrutto la scuola pubblica, ha regalato Alitalia ai furbetti e scaricato i debiti su di noi… e chissà cos’altro ci aspetta.

    La verità è che, forse, i veri razzisti non sono i leghisti, ma siamo noi, che ci guardiamo con sospetto tra compagni, tra persone provenienti dalla stessa cultura. Sì, proprio noi, tutti, cominciando da Rifondazione per finire a Sinistra Democratica.

    Ad esempio, cos’è che vuole in fondo Diliberto? Conservare l’identità comunista? Ma è quello che voglio anch’io! E perché non lo può fare in un partito più grande del suo, che vada al di là dei suoi recinti, insieme a gente che condivide la sua lotta politica, ma magari proprio comunista non è o non lo è più? E “noi della costituente” , siamo proprio sicuri di aver offerto a Diliberto e a Ferrero questa possibilità? Di avergli messo a disposizione uno “spazio” adeguato? O ci stiamo ghettizzando esattamente come loro, né più né meno? Sinceramente, anche io avrei qualche difficoltà a relazionarmi, ad esempio, con Occhetto, perché per me è il simbolo della distruzione del PCI. Ma ora Occhetto è, insieme a me, impegnato nella costruzione della nuova Sinistra, e si batte quotidianamente per gli stessi ideali per i quali mi batto io. E questo mi basta per cancellare il mio pregiudizio. Oltretutto, la maggior parte dei militanti di SD che conosco non rimpiange affatto né i DS né il PDS, quindi…

    Per realizzare una vera unità, abbiamo considerato delle alternative alla costituente? Rifondazione rappresenta attualmente un elemento di frattura all’interno della Sinistra, ma potrebbe anche, paradossalmente, costituire una chance per l’unità della Sinistra, se la Sinistra si ricostruisse partendo proprio da Rifondazione Comunista. A chi sta già storcendo il naso, vorrei ricordare che il PRC nasce dall’ideologia comunista (da tanti considerata un’antica reliquia), ma negli anni ha portato avanti uno straordinario processo di arricchimento (“modernizzazione” proprio non mi piace) e di contaminazione. Il PRC ha introdotto, nella tradizione comunista, temi fondamentali come la non-violenza, il pacifismo, la difesa dell’ambiente; ha appoggiato i movimenti no-global, anzi è stato protagonista della stagione movimentista; è al fianco dei movimenti gay, lesbo, trans, ed è riuscito ad eleggerne una rappresentante, Vladimir Luxuria. Insomma, il PRC non è certo un residuo del passato ma, al contrario, un partito che ha saputo evolversi, un partito precursore sotto tanti punti di vista. Non dimentichiamoci che il PRC ha anche espresso un presidente regionale, Nichi Vendola, a capo di una maggioranza di centrosinistra che ha trasformato la Puglia nella regione che cresce di più in Italia e che vanta, ad esempio, risultati record nel campo della produzione di energia da fonti rinnovabili. E a chi accusa Nichi di “anticomunismo”, vorrei dire che, se oggi esiste il PRC, è anche merito suo.

    Un partito moderno, quindi, non solo di lotta ma anche di governo. E, tuttora, nettamente il partito di Sinistra più “grosso” (se così si può definire dopo la batosta) e più radicato sul territorio. E allora, se può servire ad unire tutte le anime della ex-SA, perché non ripartire proprio da Rifondazione? Perché non cercare un compromesso che consenta a tutti di sentirsi a proprio agio in una ipotetica Rifondazione allargata ed ulteriormente evoluta? Magari con la falce e il martello tanto cari a Diliberto, ma senza paletti e recinti come piace a Claudio Fava (e a me). Certo, ognuno dovrebbe rinunciare a qualcosina, ma il compromesso sarebbe più semplice e ne guadagnerebbe la sostanza, l’azione unitaria.

    La ricerca di più forme di unità ha portato, in questi mesi, ad ulteriori divisioni, sempre nel PRC. Esempio: la dichiarazione di Diliberto, che auspicava una lista comune con il PRC per le europee (sappiamo, inoltre, che il PdCi sostiene la cosiddetta “costituente comunista”). Risposta di Gennaro Migliore: “Mai!”. Ora, io sono per la sinistra unita e sto con Migliore… ma perché, se l’ipotesi SD + min. PRC + min. PdCi + min. Verdi (l’attuale cost. di sin.) è considerata buona e giusta, l’ipotesi PRC + PdCi dovrebbe invece essere considerata sbagliata a priori? In fondo, sono due interpretazioni dello stesso bisogno di unità. Non dimentichiamo che il PdCi non è altro che una parte del PRC e che, ormai, non hanno alcun senso due partiti comunisti divisi.

    In ogni caso, Claudio Grassi ha recentemente “aperto” a possibili liste comuni, per le europee, con PdCi, SD o suoi componenti, Sinistra Critica e Partito Comunista dei lavoratori. Non è la Sinistra Unita, ma è già qualcosa. Ma io dico: se, a quanto pare, non sarà più possibile presentarci da soli, con il simbolo del PRC (perché c’è sempre il rischio di non superare lo sbarramento), che senso ha rimanere isolati, come partito?

    Per concludere, vorrei parlare del tema che più di tutti ci divide, e che mi vede lontano dalle posizioni di Claudio Fava: l’alleanza col PD. Io sono assolutamente contrario, almeno per ora, perche:
    -il PD ha rotto l’alleanza con noi ad aprile, per inseguire l’utopia dell’autosufficienza, nonostante tutti gli appelli per l’unità
    -il PD ci ha portato via un sacco di voti con il trucco del “voto utile”, contribuendo alla scomparsa della sinistra e dei socialisti
    -il PD ha rifiutato persino l’invito ad organizzare una manifestazione unitaria del centrosinistra
    -il PD, invece di tornare sui suoi passi e ammettere i propri errori (come invece abbiamo fatto noi), insiste e cerca, oggi, un’assurda alleanza con l’UDC
    -ma, soprattutto, il PD è, oggi, lontano anni luce dall’Ulivo del 2006 (margherita compresa). La sua linea politica attuale, troppo moderata e centrista, è certamente incompatibile con le nostre posizioni. In pratica, sarebbe solo un’accozzaglia incoerente per cercare di vincere, ma dopo?

    Io, invece, credo che un po’ di opposizione non ci farebbe male. Ci aiuterebbe a capire i nostri errori. Inoltre, se si riuscisse a costruire una Sinistra Unita in grado di rappresentare tutti gli elettori di SD, PRC, PdCi e Verdi, il PD non potrebbe ignorarci (o, peggio, fagocitarci come sta accadendo con parte del PS), perché l’elettorato potenziale di un soggetto simile non è certo roba da poco. E, una volta riconquistato un certo consenso (e solo allora) la Sinistra potrebbe pensare ad un’alleanza col PD, perché a quel punto potrebbe far valere le proprie ragioni. Così, divisi e frammentati, possiamo essere solo una “stampella” per il PD.
    In sintesi: uniamoci, e ricominciamo a farci sentire, ma con una sola voce.




    P.S. : io credo che i più grandi innovatori della politica italiana siano stati Enrico Berlinguer e Aldo Moro.
    Compagno Anthonynet, il comunismo è fallito in tutto il Mondo, ed è fallimentare dove è rimasto.
    Davide Zerillo

  5. #105
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    Citazione Originariamente Scritto da Rossodisera Visualizza Messaggio
    doppio
    Compagno Rossodisera, che significa?
    Davide Zerillo

  6. #106
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    Citazione Originariamente Scritto da Davide75 Visualizza Messaggio
    Compagno Rossodisera, che significa?
    significa che ho postato erroneamente 2 volte la stessa cosa, l'ho scritto tra le modifiche, e poi ho cancellato, tutto qui.

    Compagno menegardo, la sinistra deve essere divisa in due partiti, e cioè un partito socialista e uno comunista, così come avviene negli altri Stati Esteri.
    Comunque i maggiori partiti della sinistra sono quelli socialisti
    Sì, e poi torniamo alla prima repubblica.

    Compagno Rossodisera, i miei non sono slogan.
    Craxi, che tu lo voglia o no, è stato un grande politico e un grande statista
    Questa resta la TUA opinione personale. Io ne ho un' ALTRA. Capisco che con la mia non ti vuoi confrontare, ma almeno non sbandierare la tua come verità assoluta.

  7. #107
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    Citazione Originariamente Scritto da Rossodisera Visualizza Messaggio
    Demi romeo, questo discorso potrebbe stare in piedi, se in Italia avessimo una situazione politica non dissimile da gli altri paesi europei, e cioè un partito socialista (o di ispirazione socialista) che contendesse il governo a delle formazioni conservatrici. Così capirei perfettamente il tuo ragionamento e direi "fate bene voi socialisti a non cambiare"...ma così non è, mi pare. I socialisti in Italia non sono al 30-35%, e nemmeno al 15. Quindi mi puoi ricondurre a modelli vincenti in europa (ma quello di blair e quello di zapatero sono realmente simili? non credo) ma poi in italia??? non basta dire "vedi come vince il modello socialista fuori dall'Italia!" se poi in terra patria sei ridotto allo 0,4 o giù di lì. Devi creare modelli e organizzazioni condivise più grandi, altrimenti sei condannato all'emarginazione e alla testimonianza. Insomma anche in questo caso, l'HIC et NUNC della prassi politica dov'è??
    non c'è un PS con percentuali elevate, ma esiste un elettorato che si definisce di Sinistra che conta il 38%, ma il quale non è rappresentato da una formazione che faccia le veci di una sinistra europea di stampo socialdemocratico.

    il PD, al di là dei nomi, non rappresenta un'alternativa di questo genere, mentre la costituente di sinistra si configura in modo nettamente differente.

    solo in Italia a sinistra si è diffusa la tendenza di superare il socialismo europeo per approdare a forme-chimera che nell'agire politico si stanno dimostrando fallimentari perchè non competitive e prive di contenuti!

    mi chiedo il perchè!

    eppure in Italia la sinistra storica ha contato perfino il 45% degli elettori senza decadere in forme disinteressanti i diritti civili, la laicità dello stato, la questione sociale, il lavoro e cosi via...

    a dimostrazione di ciò la vittoria dei referendum sul divorzio e sull'aborto!

    oggi sarebbe impossibile un evento simile!

    in ogni modo il PS incarna lo stesso progetto eurosocialista di Zapatero e degli altri compagni europei, anzi per essere precisi il PSOE della maggioranza assoluta dell'era Gonzalez fu apertamente ispirato al "nuovo corso" craxiano e a quello che all'epoca fu chiamato "socialismo mediterraneo".
    idem per altri leader del bacino come Soares e Papandreou!
    non a caso proprio questi partiti ebbero successo nel momento in cui uscirono dai sistemi dittatoriali (anni '70).
    gli stessi partiti socialisti che furono per anni finanziati dal PSI durante il regime autoritario (la cosiddetta Solidarietà Internazionale) e che devono la loro revisione all'interno di una democrazia affine allo standard europeo di quel tempo grazie alla "svolta" che improntò Craxi dal 1978 al Socialismo Italiano!


    chiusa questa parentesi storica.

    un partito socialista è sempre esistito in Italia.

    al di là del nome e del partito in sé, non comprendo come mai il resto della Sinistra (quella del 30% e rotte) debba distinguersi da questa tradizione.

    è proprio l'assenza della tradizione socialdemocratica nella sinistra che legittima un piccolo partito come il PS ad esistere e ad essere autonomo!

    tutto sommato se non ci fosse il PS, l'Italia sarebbe l'unico Paese europeo a non possedere una forma associativa che segua le battaglie e si identifichi con una tradizione politica ancora attuale e vincente nel resto del continente.

  8. #108
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    Citazione Originariamente Scritto da Rossodisera Visualizza Messaggio

    Sì, e poi torniamo alla prima repubblica.
    nonostante ci fosse il proporzionale, il sistema partitico era più stabile rispetto ad oggi.

    i partiti duravano cinquant'anni e Centro-Destra-Sinistra avevano un significato ben preciso!

    oggi non c'è la DC, è vero, ma abbiamo cattolici da tutte le parti, mentre i laici stanno fuori dal parlamento!

    mi chiedo come la sinistra del 2008 possa rispondere ad esigenze sociali ben definite come i diritti civili e la bioetica con componenti clericali al suo interno e con una maggioranza permanente aggrappata alle stesse lobbies vaticane!

  9. #109
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    Citazione Originariamente Scritto da Rossodisera Visualizza Messaggio
    significa che ho postato erroneamente 2 volte la stessa cosa, l'ho scritto tra le modifiche, e poi ho cancellato, tutto qui.



    Sì, e poi torniamo alla prima repubblica.



    Questa resta la TUA opinione personale. Io ne ho un' ALTRA. Capisco che con la mia non ti vuoi confrontare, ma almeno non sbandierare la tua come verità assoluta.
    Compagno Rossodisera, io rispetto tutte le idee politiche, ma non mi va che si dia questa sentenza su Craxi.
    Ci vorrebbe una commissione d'inchiesta sui fatti di tangentopoli.
    Davide Zerillo

  10. #110
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    Citazione Originariamente Scritto da Demi Romeo Visualizza Messaggio
    non c'è un PS con percentuali elevate, ma esiste un elettorato che si definisce di Sinistra che conta il 38%, ma il quale non è rappresentato da una formazione che faccia le veci di una sinistra europea di stampo socialdemocratico.

    ...
    scusa Demi Romeo, ma nell'uso dei dati devi essere onesto.

    Se mi citi un elettorato di sinistra al 45% (e immagino tu ti riferisci ad anni intorno al '68 o giù di lì) devi prendere in considerazione la somma di PCI più PSI e sue correnti scissioniste...e la tua polemica sul comunismo dove va a finire??

    Quello che te ed altri compagni non capite, è che la tradizione comunista e post-comunista in Italia è qualcosa con cui fare i conti...se in italia c'è stato un partito comunista così forte e non uno socialista, ci sono dei motivi, vanno analizzati, studiati, capiti.

    Questa tradizione oltretutto, è stata grandemente fertile per il paese. Numerose battaglie (che te hai citato, come ad esempio aborto e divorzio) sono state conquiste di diritti fondamentali, che senza il PCI difficilmente sarebbero andate in porto.

    Nella sinistra italiana non fare i conti con questa eredità, che non è comunque esente da critiche, porta fuori strada.

    Insomma, in italia il PCI c'è stato ed era un partito più grande del PSI, a differenza degli altri paesi europei...per ciò politicamente l'Italia resta fuori dal modello europeo che te più volte hai detto.

    Ora l'hic et nunc della prassi politica impone delle scelte.

    Sinceramente, non vedo motivi validi per il quale il PS si dovrebbe tirar fuori dalla creazione di un percorso condiviso insieme alle altre realtà della sinistra in questo paese.

    Sono d'accordo con te che bisogna abbandonare forme-chimera irrealistiche o che non rappresentano una reale alternativa, ma dallo 0,4 % come dal 2 o dal 3 % è praticamente impossibile essere percepiti come utili dall'elettorato...e bada bene, non è solo una questione meramente numerica.

    Se noti, il mio "sogno" sarebbe una reale forza SOCIALISTA in Italia...certo però che se mi chiami a modello il Craxismo, ovviamente non siamo d'accordo.

    Penso sia un discorso trito e ritrito, e perciò mi fermo qua. La SINISTRA va creata però con chi è realmente intenzionato a farla...come già detto senza dietrologismi e preconcetti vari. Chi vuole lavorare con spirito d'unità e in positivo verso questo progetto è ben accetto...chi aggiunge solo una valenza negativa, è meglio che ne stia fuori, per il bene di tutti.

    Mi auguro che anche te e gli altri compagni del PS ci pensiate sù..e capiate che in fondo sono più le cose che uniscono due tradizioni così diverse che il contrario.

 

 
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