
Originariamente Scritto da
Anthonynet1984
Vorrei esprimere il mio parere.
Innanzitutto chiarisco una cosa: sono un militante del PRC, area "Rifondazione per la Sinistra" (Nichi Vendola), e sono (e continuerò ad essere) Comunista. Mi sono schierato per la costituente di Sinistra. MA la costituente di Nichi Vendola e Claudio Fava non mi convince, e credo che non mi convincerà mai del tutto. Per un motivo molto semplice: NON è più quel progetto ambizioso che era prima dei congressi. In particolare, non c'è più (parole di Claudio Fava) la volontà di unire tutta la Sinistra (e per Sinistra intendo tutta la ex-SA, i movimenti, la "sinistra diffusa"), ma più banalmente "chi ci sta", a determinate condizioni. In più, stiamo assistendo all'ennesimo accordo di vertice, che porterà tre minoranze (del PRC, del PdCi, dei Verdi), insieme a SD (che non è "quantificabile"), a confluire in un soggetto politico che, inevitabilmente, entrerà in "collisione" con un eventuale nuovo Partito Comunista (PRC+PdCi). Per portarci a quale risultato? Vogliamo prendere il 2,5% ciascuno e non superare lo sbarramento?
I compagni di SD mi diranno che i Ferreriani e i Dilibertiani hanno deciso di isolarsi. Ok, ma noi abbiamo fatto tutto il possibile per offrire uno "spazio" adeguato anche a loro? Stiamo continuando a fare qualcosa in questo senso? O ci stiamo isolando anche noi?
Dico questo perchè vedo che, nel PRC, accadono cose sempre più assurde. Da un lato abbiamo la maggioranza, contraria a qualsiasi costituente, isolazionista, anti-governativa a priori. Maggioranza che, tra l'altro, ha vinto il congresso con un vero e proprio "golpe". Ma, comunque, l'ha vinto (e dovremmo tutti farcene una ragione..). Dall'altra parte abbiamo la minoranza impegnata, più che altro, a criticare e boicottare qualsiasi iniziativa della maggioranza. Ne consegue un clima di scontro continuo, un "mettere paletti" da entrambe la parti, continui botta e risposta su tutto, anche su cose piuttosto futili. Dovrebbero calmarsi un pò tutti e collaborare per il bene del partito e della sinistra, e invece continuano a scannarsi... il PRC è riuscito a dividersi anche durante la manifestazione dell’11 ottobre, con Ferrero & co. davanti e Vendola & co. dietro, a debita distanza. Ma che segnale è? Che razza di Sinistra vogliamo costruire? Vogliamo solo aizzare Ferreriani contro Vendoliani e viceversa?
Ferrero, su alcune cose, ha pienamente ragione... Come si fa a ricostruire la Sinistra partendo con una scissione (anzi, con più scissioni)? Non è un controsenso? Ed è questo che non mi convince nell'attuale costituente di Sinistra... Io sogno un partito che sia l'unione di TUTTE le forze veramente di Sinistra, e cioè quelle che componevano la SA, senza dimenticare la "sinistra diffusa" e i movimenti. Questo tipo di costituente è un progetto ambizioso, di ampio respiro, rivoluzionario, non la costituente che unisce le minoranze e spacca i nostri già debolissimi partiti, per ripresentarci, alla fine, un quadro politico sostanzialmente invariato perché ancora troppo frammentato.
Tra l'altro, rimanere divisi non ha alcun senso. Non ha senso perchè nessuno dei nostri partiti, da solo, ha la forza per contare qualcosa a livello nazionale. E di fronte a colossi come il PDL e il PD, o conti qualcosa (a livello di milioni di voti, di punti percentuali…) oppure la tua presenza o meno in parlamento è totalmente ininfluente (vedi UDC). Nemmeno come opposizione sarebbe possibile far “pesare” la nostra voce. Poi, se l’unico obiettivo è quello di avere una rappresentanza qualsiasi solo perché “ci dobbiamo essere”, ok…ma non capisco l’utilità dell’operazione.
Rimanere divisi non ha senso perché, di fronte alla drammatica offensiva portata avanti da governo e confindustria, una risposta frammentata e disordinata non ci porta da nessuna parte, non produce nessun effetto.
Ma soprattutto, rimanere divisi non ha senso perché, anche se non ce ne rendiamo conto, lottiamo per le stesse, identiche cose. Le priorità politiche sono esattamente le stesse, inutile ripeterle, sono quelle esposte durante la manifestazione dell’11 ottobre. Sotto questo punto di vista, che per un partito è quello principale, c’è una pressoché totale convergenza.
E allora, perché concentrarsi sulle micro-differenze e non su queste enormi affinità? Perché continuare a litigare a suon di “..io sono più comunista di te..”, “..io mi sento più socialista..” ecc ecc.? Basta, vi prego… noi non facciamo altro che litigare e, nel frattempo, Berlusconi ha già sfornato leggi ad personam per salvarsi dai processi, ha distrutto la scuola pubblica, ha regalato Alitalia ai furbetti e scaricato i debiti su di noi… e chissà cos’altro ci aspetta.
La verità è che, forse, i veri razzisti non sono i leghisti, ma siamo noi, che ci guardiamo con sospetto tra compagni, tra persone provenienti dalla stessa cultura. Sì, proprio noi, tutti, cominciando da Rifondazione per finire a Sinistra Democratica.
Ad esempio, cos’è che vuole in fondo Diliberto? Conservare l’identità comunista? Ma è quello che voglio anch’io! E perché non lo può fare in un partito più grande del suo, che vada al di là dei suoi recinti, insieme a gente che condivide la sua lotta politica, ma magari proprio comunista non è o non lo è più? E “noi della costituente” , siamo proprio sicuri di aver offerto a Diliberto e a Ferrero questa possibilità? Di avergli messo a disposizione uno “spazio” adeguato? O ci stiamo ghettizzando esattamente come loro, né più né meno? Sinceramente, anche io avrei qualche difficoltà a relazionarmi, ad esempio, con Occhetto, perché per me è il simbolo della distruzione del PCI. Ma ora Occhetto è, insieme a me, impegnato nella costruzione della nuova Sinistra, e si batte quotidianamente per gli stessi ideali per i quali mi batto io. E questo mi basta per cancellare il mio pregiudizio. Oltretutto, la maggior parte dei militanti di SD che conosco non rimpiange affatto né i DS né il PDS, quindi…
Per realizzare una vera unità, abbiamo considerato delle alternative alla costituente? Rifondazione rappresenta attualmente un elemento di frattura all’interno della Sinistra, ma potrebbe anche, paradossalmente, costituire una chance per l’unità della Sinistra, se la Sinistra si ricostruisse partendo proprio da Rifondazione Comunista. A chi sta già storcendo il naso, vorrei ricordare che il PRC nasce dall’ideologia comunista (da tanti considerata un’antica reliquia), ma negli anni ha portato avanti uno straordinario processo di arricchimento (“modernizzazione” proprio non mi piace) e di contaminazione. Il PRC ha introdotto, nella tradizione comunista, temi fondamentali come la non-violenza, il pacifismo, la difesa dell’ambiente; ha appoggiato i movimenti no-global, anzi è stato protagonista della stagione movimentista; è al fianco dei movimenti gay, lesbo, trans, ed è riuscito ad eleggerne una rappresentante, Vladimir Luxuria. Insomma, il PRC non è certo un residuo del passato ma, al contrario, un partito che ha saputo evolversi, un partito precursore sotto tanti punti di vista. Non dimentichiamoci che il PRC ha anche espresso un presidente regionale, Nichi Vendola, a capo di una maggioranza di centrosinistra che ha trasformato la Puglia nella regione che cresce di più in Italia e che vanta, ad esempio, risultati record nel campo della produzione di energia da fonti rinnovabili. E a chi accusa Nichi di “anticomunismo”, vorrei dire che, se oggi esiste il PRC, è anche merito suo.
Un partito moderno, quindi, non solo di lotta ma anche di governo. E, tuttora, nettamente il partito di Sinistra più “grosso” (se così si può definire dopo la batosta) e più radicato sul territorio. E allora, se può servire ad unire tutte le anime della ex-SA, perché non ripartire proprio da Rifondazione? Perché non cercare un compromesso che consenta a tutti di sentirsi a proprio agio in una ipotetica Rifondazione allargata ed ulteriormente evoluta? Magari con la falce e il martello tanto cari a Diliberto, ma senza paletti e recinti come piace a Claudio Fava (e a me). Certo, ognuno dovrebbe rinunciare a qualcosina, ma il compromesso sarebbe più semplice e ne guadagnerebbe la sostanza, l’azione unitaria.
La ricerca di più forme di unità ha portato, in questi mesi, ad ulteriori divisioni, sempre nel PRC. Esempio: la dichiarazione di Diliberto, che auspicava una lista comune con il PRC per le europee (sappiamo, inoltre, che il PdCi sostiene la cosiddetta “costituente comunista”). Risposta di Gennaro Migliore: “Mai!”. Ora, io sono per la sinistra unita e sto con Migliore… ma perché, se l’ipotesi SD + min. PRC + min. PdCi + min. Verdi (l’attuale cost. di sin.) è considerata buona e giusta, l’ipotesi PRC + PdCi dovrebbe invece essere considerata sbagliata a priori? In fondo, sono due interpretazioni dello stesso bisogno di unità. Non dimentichiamo che il PdCi non è altro che una parte del PRC e che, ormai, non hanno alcun senso due partiti comunisti divisi.
In ogni caso, Claudio Grassi ha recentemente “aperto” a possibili liste comuni, per le europee, con PdCi, SD o suoi componenti, Sinistra Critica e Partito Comunista dei lavoratori. Non è la Sinistra Unita, ma è già qualcosa. Ma io dico: se, a quanto pare, non sarà più possibile presentarci da soli, con il simbolo del PRC (perché c’è sempre il rischio di non superare lo sbarramento), che senso ha rimanere isolati, come partito?
Per concludere, vorrei parlare del tema che più di tutti ci divide, e che mi vede lontano dalle posizioni di Claudio Fava: l’alleanza col PD. Io sono assolutamente contrario, almeno per ora, perche:
-il PD ha rotto l’alleanza con noi ad aprile, per inseguire l’utopia dell’autosufficienza, nonostante tutti gli appelli per l’unità
-il PD ci ha portato via un sacco di voti con il trucco del “voto utile”, contribuendo alla scomparsa della sinistra e dei socialisti
-il PD ha rifiutato persino l’invito ad organizzare una manifestazione unitaria del centrosinistra
-il PD, invece di tornare sui suoi passi e ammettere i propri errori (come invece abbiamo fatto noi), insiste e cerca, oggi, un’assurda alleanza con l’UDC
-ma, soprattutto, il PD è, oggi, lontano anni luce dall’Ulivo del 2006 (margherita compresa). La sua linea politica attuale, troppo moderata e centrista, è certamente incompatibile con le nostre posizioni. In pratica, sarebbe solo un’accozzaglia incoerente per cercare di vincere, ma dopo?
Io, invece, credo che un po’ di opposizione non ci farebbe male. Ci aiuterebbe a capire i nostri errori. Inoltre, se si riuscisse a costruire una Sinistra Unita in grado di rappresentare tutti gli elettori di SD, PRC, PdCi e Verdi, il PD non potrebbe ignorarci (o, peggio, fagocitarci come sta accadendo con parte del PS), perché l’elettorato potenziale di un soggetto simile non è certo roba da poco. E, una volta riconquistato un certo consenso (e solo allora) la Sinistra potrebbe pensare ad un’alleanza col PD, perché a quel punto potrebbe far valere le proprie ragioni. Così, divisi e frammentati, possiamo essere solo una “stampella” per il PD.
In sintesi: uniamoci, e ricominciamo a farci sentire, ma con una sola voce.
P.S. : io credo che i più grandi innovatori della politica italiana siano stati Enrico Berlinguer e Aldo Moro.