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Discussione: sinistra democratica.

  1. #121
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    Citazione Originariamente Scritto da Rossodisera Visualizza Messaggio
    Guarda Davide, tu confondi sentenza con giudizio, due termini alquanto differenti.

    Ritengo alcune scelte di Craxi molto coraggiose (ad es.vedi la politica estera), condanno però fortemente la partecipazione sua e di altri ad un sistema politico corrotto e mostruoso.

    Purtroppo quest'ultimo fatto offusca quanto di buono può aver realizzato, e contibuisce a formulare un giudizio negativo riguardo il politico e l'uomo.

    Altresì riconosco in tangentopoli degli eccessi e delle controversie. Anche se in definitiva lo ritengo un fenomeno che poteva portare ad un sistema finalmente "pulito" se fosse stato compiuto fino in fondo.
    Compagno Rossodisera, comunque sia l'Italia ha bisogno di un grande partito socialista, liberale e riformista, e credimi, manca davvero.
    Davide Zerillo

  2. #122
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    Il 13 dicembre non sarà solo una festa. Ne abbiamo fatte tante, di feste: servono a star bene insieme, a contare le facce conosciute, a mettere in fila un po’ di bei discorsi, a mostrare i muscoli. E a ritrovarsi confusi e svuotati il giorno successivo.
    Il 13 dicembre sarà una scelta. Convinta e impegnativa. La scelta di aprire questo processo costituente al paese, di sottrarlo alle prudenze dei gruppi dirigenti, di incarnarlo nelle passioni e nella generosità di chi sente tutta l’urgenza di una nuova sinistra in Italia.
    Non staremo qui a dirci ancora una volta quanto “nuova” debba essere questa sinistra: abbiamo impegnato quattro mesi, dall’assemblea di Cianciano in poi, a ragionare sull’eredità che le culture politiche del secolo scorso ci hanno lasciato. Ci siamo detti cento volte che quell’eredità non va congelata né rifiutata ma rielaborata, impastata con una lingua diversa, arricchita con pratiche finalmente democratiche, finalmente inclusive. Abbiamo parlato delle troppe liturgie e dell’urgenza di abbandonarle. Abbiamo compreso che questo progetto non riuscirà a sommare tutta l’attuale sinistra (difficile tenere insieme chi si sente comunista dentro, e chi invece festeggia ogni giorno l’orgoglio comunista…), ma che oggi la virtù politica essenziale, più che l’unità ad ogni costo, è la coerenza: ovvero la capacità di utilizzare lo stesso alfabeto, di condividere la stessa ricerca, di affrontare lo stesso mare.
    La sinistra italiana che nascerà il 13 dicembre sarà il racconto di questo tempo e di questo paese. Ma ne sarà anche il rimedio. Una sinistra del fare, più che dell’affermare. Questo ci siamo detti: e ce lo siamo detti a lungo. Adesso dobbiamo cedere ad altri la parola, lasciare che essa venga raccolta da chi questa nuova sinistra la sta già fabbricando nella pratica politica quotidiana, nel lavoro sui territori, dentro le amministrazioni, nei tempi serrati delle cento assemblee che abbiamo già svolto.
    Cosa sarà e “quando” sarà questa nuova sinistra italiana? E’ ciò che cominceremo a decidere insieme tra due settimane. Posso solo dirvi cosa non dovrà essere: né un circolo di cultura, né un repertorio di tatticismi o di parole reticenti. Perché questo progetto decolli, perché diventi subito pane quotidiano e sfida elettorale in Italia e in Europa, occorre molta generosità. E poco politicismo. Esattamente l’opposto di ciò che è accaduto ad aprile.

  3. #123
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    perchè Fava non è presente al raduno del PSE a Madrid?!

    c'è da firmare il manifesto col quale presentarsi alle elezioni europee!

    ...

  4. #124
    Forumista senior
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    Citazione Originariamente Scritto da Demi Romeo Visualizza Messaggio
    perchè Fava non è presente al raduno del PSE a Madrid?!

    c'è da firmare il manifesto col quale presentarsi alle elezioni europee!
    ...
    non so se non c'era per motivi suoi e c'era qualcun altro di sd
    o se lo ha fatto per una questione politica.
    il pse è il mio riferimento europee e fava doveva esserci!!!

  5. #125
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    Citazione Originariamente Scritto da menegardo Visualizza Messaggio
    non so se non c'era per motivi suoi e c'era qualcun altro di sd
    o se lo ha fatto per una questione politica.
    il pse è il mio riferimento europee e fava doveva esserci!!!
    per quanto ne so, il PS è l'unico partito italiano (ora esistente) ad aver aderito al Manifesto del PSE.

    posso capire le incertezze del PD, però questa mancanza di SD mi stupisce!

  6. #126
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    Mentre il Partito Democratico si dibatte con i problemi della sua collocazione europea, per Sinistra Democratica da questo punto di vista i problemi sono molto più semplici.
    Non siamo un partito e, come i nostri iscritti e simpatizzanti sanno, questa è stata una scelta consapevolmente rivendicata.
    "Non c'è il bisogno in Italia di un ennesimo partitino della sinistra" rispendevamo a chi ci rimproverava la vocazione scissionista della sinistra.
    Il nostro obiettivo, rivelatosi molto più difficile del previsto, è quello di ricostruire in Italia una sinistra credibile nei suoi riferimenti ideologici, morali e culturali; efficace nella sua capacità di incidere sulla realtà; utile a tante e a tanti a cominciare da chi lavora, ma non solo.
    Questa nostra caratteristica fa sì che non dobbiamo firmare il "Manifesto socialista europeo" come hanno fatto altri leader di partito, ed un po' improvvidamente Piero Fassino.
    Anche perché, purtroppo, i partiti europei, compreso quello socialista, altro non sono che la sommatoria di partiti nazionali, cosa che vorremmo cambiare in favore di soggetti veramente federalisti con legittimazione propria.
    Detto questo, gli eletti al Parlamento Europeo di Sinistra Democratica sono e resteranno nel gruppo socialista, e su questo non vi è alcun dubbio.
    Non solo siamo nel gruppo europeo, ma abbiamo contribuito a dirigerlo, io come vicepresidente responsabile per la politica estera, Claudio Fava come coordinatore della commissione "Libertà pubbliche", per non parlare del prestigio personale e politico di cui gode Giovanni Berlinguer in seno al Gruppo.
    Per questa via abbiamo contribuito all'elaborazione del Manifesto, anche perché il Gruppo è l'unico soggetto oltre ai partiti nazionali che ha voce in capitolo, nel senso di poter presentare emendamenti.
    Io stessa ne ho presentati e molti sono stati accolti.
    Non mi appassiona la polemica attorno all'appartenenza europea del PD, è come maramaldeggiare su una questione che avevamo vista irrisolta fin dalla sua nascita e foriera di problemi e tensioni che puntualmente sono esplosi, insieme a tanti altri elementi che fanno parlare i commentatori di vera e propria crisi del Partito Democratico.
    Tornando al Manifesto, esso sarà un punto di riferimento per la nostra campagna elettorale europea, anche se in alcuni punti lo avremmo preferito più netto, questo perché, purtroppo, lo statuto del partito europeo prevede quella unanimità che tanto abbiamo rimproverato ai governi e che quindi costringe alla pratica defatigante della ricerca del minimo comune denominatore.
    La storia però non finisce qui, spero che l'impegno europeista della sinistra italiana possa contribuire a migliorare e qualificare anche la vita politica europea.
    Un piccolo successo però lo abbiamo ottenuto, e voglio segnalarlo perché, avere sostenuto che una quota di iscritti potesse direttamente riferirsi al Partito Socialista Europeo ha portato alla presenza di delegati a Madrid, tra cui i nostri, che non sono stati inviati dai partiti nazionali. Essi costituiscono un primo nucleo di un vero partito a dimensione europea. Buon lavoro!

    *Vice-Presidente del Gruppo Socialista al Parlamento Europeo

    http://www.sinistra-democratica.it/i...-la-casa-di-sd

  7. #127
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    Ah...se ci fosse Berlinguer...
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    secondo me Sd non si presenterà alle Europee.

    comunque d'accordo sembrerà una mezza stupidata ma oltre a Nencini anche Fassino (certo in qualità di segretario Ds ok) ha firmato il Manifesto quindi in qualche modo un'aggancio al Pse si troverà.

    Veltroni ha lasciato spiragli in quello che ha detto a Madrid.

    Dopo la direzione del 19 si saprà tutto meglio.

  8. #128
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    Citazione Originariamente Scritto da menegardo Visualizza Messaggio
    Il 13 dicembre non sarà solo una festa. Ne abbiamo fatte tante, di feste: servono a star bene insieme, a contare le facce conosciute, a mettere in fila un po’ di bei discorsi, a mostrare i muscoli. E a ritrovarsi confusi e svuotati il giorno successivo.
    Il 13 dicembre sarà una scelta. Convinta e impegnativa. La scelta di aprire questo processo costituente al paese, di sottrarlo alle prudenze dei gruppi dirigenti, di incarnarlo nelle passioni e nella generosità di chi sente tutta l’urgenza di una nuova sinistra in Italia.
    Non staremo qui a dirci ancora una volta quanto “nuova” debba essere questa sinistra: abbiamo impegnato quattro mesi, dall’assemblea di Cianciano in poi, a ragionare sull’eredità che le culture politiche del secolo scorso ci hanno lasciato. Ci siamo detti cento volte che quell’eredità non va congelata né rifiutata ma rielaborata, impastata con una lingua diversa, arricchita con pratiche finalmente democratiche, finalmente inclusive. Abbiamo parlato delle troppe liturgie e dell’urgenza di abbandonarle. Abbiamo compreso che questo progetto non riuscirà a sommare tutta l’attuale sinistra (difficile tenere insieme chi si sente comunista dentro, e chi invece festeggia ogni giorno l’orgoglio comunista…), ma che oggi la virtù politica essenziale, più che l’unità ad ogni costo, è la coerenza: ovvero la capacità di utilizzare lo stesso alfabeto, di condividere la stessa ricerca, di affrontare lo stesso mare.
    La sinistra italiana che nascerà il 13 dicembre sarà il racconto di questo tempo e di questo paese. Ma ne sarà anche il rimedio. Una sinistra del fare, più che dell’affermare. Questo ci siamo detti: e ce lo siamo detti a lungo. Adesso dobbiamo cedere ad altri la parola, lasciare che essa venga raccolta da chi questa nuova sinistra la sta già fabbricando nella pratica politica quotidiana, nel lavoro sui territori, dentro le amministrazioni, nei tempi serrati delle cento assemblee che abbiamo già svolto.
    Cosa sarà e “quando” sarà questa nuova sinistra italiana? E’ ciò che cominceremo a decidere insieme tra due settimane. Posso solo dirvi cosa non dovrà essere: né un circolo di cultura, né un repertorio di tatticismi o di parole reticenti. Perché questo progetto decolli, perché diventi subito pane quotidiano e sfida elettorale in Italia e in Europa, occorre molta generosità. E poco politicismo. Esattamente l’opposto di ciò che è accaduto ad aprile.
    Compagno menegardo, la sinistra italiana deve essere rappresentata da un grande partito socialista, e non da dei comunisti mascherati.
    Davide Zerillo

  9. #129
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    Citazione Originariamente Scritto da Demi Romeo Visualizza Messaggio
    perchè Fava non è presente al raduno del PSE a Madrid?!

    c'è da firmare il manifesto col quale presentarsi alle elezioni europee!

    ...
    Compagno Demi Romeo, perchè non c'è?
    Perchè sono solo dei comunisti mascherati.
    Davide Zerillo

  10. #130
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    Citazione Originariamente Scritto da Demi Romeo Visualizza Messaggio
    Mentre il Partito Democratico si dibatte con i problemi della sua collocazione europea, per Sinistra Democratica da questo punto di vista i problemi sono molto più semplici.
    Non siamo un partito e, come i nostri iscritti e simpatizzanti sanno, questa è stata una scelta consapevolmente rivendicata.
    "Non c'è il bisogno in Italia di un ennesimo partitino della sinistra" rispendevamo a chi ci rimproverava la vocazione scissionista della sinistra.
    Il nostro obiettivo, rivelatosi molto più difficile del previsto, è quello di ricostruire in Italia una sinistra credibile nei suoi riferimenti ideologici, morali e culturali; efficace nella sua capacità di incidere sulla realtà; utile a tante e a tanti a cominciare da chi lavora, ma non solo.
    Questa nostra caratteristica fa sì che non dobbiamo firmare il "Manifesto socialista europeo" come hanno fatto altri leader di partito, ed un po' improvvidamente Piero Fassino.
    Anche perché, purtroppo, i partiti europei, compreso quello socialista, altro non sono che la sommatoria di partiti nazionali, cosa che vorremmo cambiare in favore di soggetti veramente federalisti con legittimazione propria.
    Detto questo, gli eletti al Parlamento Europeo di Sinistra Democratica sono e resteranno nel gruppo socialista, e su questo non vi è alcun dubbio.
    Non solo siamo nel gruppo europeo, ma abbiamo contribuito a dirigerlo, io come vicepresidente responsabile per la politica estera, Claudio Fava come coordinatore della commissione "Libertà pubbliche", per non parlare del prestigio personale e politico di cui gode Giovanni Berlinguer in seno al Gruppo.
    Per questa via abbiamo contribuito all'elaborazione del Manifesto, anche perché il Gruppo è l'unico soggetto oltre ai partiti nazionali che ha voce in capitolo, nel senso di poter presentare emendamenti.
    Io stessa ne ho presentati e molti sono stati accolti.
    Non mi appassiona la polemica attorno all'appartenenza europea del PD, è come maramaldeggiare su una questione che avevamo vista irrisolta fin dalla sua nascita e foriera di problemi e tensioni che puntualmente sono esplosi, insieme a tanti altri elementi che fanno parlare i commentatori di vera e propria crisi del Partito Democratico.
    Tornando al Manifesto, esso sarà un punto di riferimento per la nostra campagna elettorale europea, anche se in alcuni punti lo avremmo preferito più netto, questo perché, purtroppo, lo statuto del partito europeo prevede quella unanimità che tanto abbiamo rimproverato ai governi e che quindi costringe alla pratica defatigante della ricerca del minimo comune denominatore.
    La storia però non finisce qui, spero che l'impegno europeista della sinistra italiana possa contribuire a migliorare e qualificare anche la vita politica europea.
    Un piccolo successo però lo abbiamo ottenuto, e voglio segnalarlo perché, avere sostenuto che una quota di iscritti potesse direttamente riferirsi al Partito Socialista Europeo ha portato alla presenza di delegati a Madrid, tra cui i nostri, che non sono stati inviati dai partiti nazionali. Essi costituiscono un primo nucleo di un vero partito a dimensione europea. Buon lavoro!

    *Vice-Presidente del Gruppo Socialista al Parlamento Europeo

    http://www.sinistra-democratica.it/i...-la-casa-di-sd
    Compagno Demi Romeo, SD è legato alla sinistra radicale, e non ad un socialismo europeo.
    L'unico partito è il PS.
    Davide Zerillo

 

 
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