



Favorevole alle preferenze (tuttosommato meglio eletto dal popolo che dal partito in questione).


'ABOLIRE LO SCANDALO DELLE PREFERENZE'
Repubblica — 16 dicembre 1988 pagina 6 sezione: POLITICA INTERNA
ROMA E' ora di andare ad una profonda modifica del sistema elettorale. Noi proponiamo l' introduzione dello scrutinio uninominale maggioritario a due turni, sul modello francese. Mario Segni, democristiano, esponente di punta del Movimento per la riforma elettorale, attacca sul terreno delle Grandi Riforme, così caro al Psi, il confronto con Claudio Martelli, vice segretario socialista. L' occasione l' ha offerta la Luiss, promotrice del faccia a faccia, e il suo rettore, Carlo Scognamiglio, anch' egli militante del Movimento capeggiato dal deputato sassarese. Ma come chiede provocatoriamente Segni voi socialisti avete tanto strillato contro il consociativismo, il blocco Dc-Pci, le due Chiese, vi siete tanto battuti per arrivare ad una democrazia avanzata, e ora ostacolate l' unica vera riforma che fa andare l' Italia verso una democrazia compiuta?. L' attacco è forte e i socialisti sono particolarmente sensibili su questo argomento. E battaglieri. Infatti Martelli ribatte pronto: Ti ricordo, caro Segni, che il Psi si è battuto e si batte con vigore, dal ' 79, per ammodernare le istituzioni. La nostra proposta l' abbiamo fatta: prima l' elezione diretta del capo dello Stato, poi tutto il resto. E' difficile immaginare continua Martelli delle riforme che non tengano conto prima di ogni cosa della testa di tutto il problema. E non è poi tanto vero che il sistema uninominale sia il massimo della democrazia. E giù un elenco di cifre: la Thatcher da 13 anni governa gli inglesi con il 42% dei voti da calcolare, si badi, sul 60% della popolazione che si reca alle urne. Mitterrand si trova all' Eliseo con il 38% dei suffragi, per non parlare di Bush e della percentuale d' americani che ha votato alle presidenziali. Da quelle parti si governa con la maggioranza relativa. E questa non è una gran cosa. Insomma, Martelli fa capire chiaramente che se non si scioglie il nodo dell' elezione diretta del titolare del Quirinale, questo sistema resta com' è. La risposta di Segni non tarda a venire: Non ho alcuna remora affinchè in un sistema maggioritario si configuri l' elezione diretta del capo dello Stato. Ma le due cose devono essere contestuali perchè precisa Segni far precedere la riforma della più alta autorità dello Stato a quella dei deputati può essere non dico pericolosa, ma sicuramente negativa. Il nodo, almeno tra i due esponenti politici, si è sciolto. Per Martelli da queste premesse si può partire e trovare un accordo proficuo perchè c' è bisogno di cambiare. Questo sistema delle preferenze è amorale, sottolinea il vice segretario socialista. La proporzionale gli fa eco il dc priva il cittadino di un diritto fondamentale: il diritto di decidere da chi farsi governare. Un sistema aveva spiegato lo stesso Segni nato dalle preoccupazioni garantistiche del legislatore nell' immediato dopoguerra. Adesso è inadeguato, perchè rende il Parlamento debole. Costringe alla partitocrazia, favorisce l' immobilismo. - di ANTONELLO CAPORALE












ok va bene
il senso del thread voleva essere, se c'è, di stigmatizzare l'uso strumentale ed esagerato di un argomento opinabile come gonfalone di democrazia
cioe a dire che senz'altro puoi essere giuto avere le preferenze, o sbagliato, o neutro, ma che non è che un parlamento senza preferenze sia come la camera delle corporazioni o il soviet supremo!


Non voglio estremizzare nemmeno io. non è vero che non c'èdemocrazia se non ci sono le preferenze, ma è anche vero che in questo modo è minore. il problema non è solo l'esistenza, ma anche il grado di democrazia, che pyoi porsi a vari livelli. Non vedo quale sia il problema nel far scegliere alla gente i propri rappresentanti, se non si rifiuta il principio democratico. a questo punto voglio insinuare che Berluscoin, ad esempio, voglia includere nelle liste persone più assoggettate e meno critiche e ridurre i parlamentari a meri schiacciatori di bottoni senza che possano esprime opinioni di ogni sorta tanto più se dissonanti con il capo. Questo sistema di democratico però ha solo la forma e non la sostanza.