
Originariamente Scritto da
ConteMax
Papa Giovanni Paolo II prega il criminale di guerra croato card Aloize Stepinac, imbalsamato sul suo catafalco, da lui stesso beatificato
http://www.cdbchieri.it/rassegna_sta..._cattolici.htm
A Giovanni Paolo II viene infatti rimproverata la sua smaccata simpatia per i croati. Fu infatti lui, nel corso della sua seconda visita in Croazia, nel 1998, a beatificare il cardinale Alojzije Stepinac, arcivescovo di Zagabria durante la Seconda guerra mondiale, processato e condannato nel 1946 dal governo comunista di Tito per la sua complicità con i più atroci misfatti del dittatore Pavelic, ma frettolosamente riabilitato dalla Chiesa cattolica (v. Adista n. 74/98). Fu sempre il Vaticano, nel 1992, l'unico Stato, insieme alla Germania, a riconoscere l'indipendenza della Croazia, appena staccatasi dalla Federazione jugoslava.
E moltissimi uomini di Chiesa (specialmente preti e religiosi francescani) furono protagonisti, durante il periodo degli ustascia, di crimini orribili contro i serbi ortodossi. La collina di Petricevac, dove il papa ha celebrato la messa, è il luogo dove sorgeva il monastero in cui viveva il francescano padre Miroslav Filipovoc Majstorovic, denominato "frate Satana", appellativo che si era guadagnato guidando il "Campo della morte", un campo di concentramento dove sono state uccise migliaia di persone tra serbi, zingari ed ebrei durante la Seconda guerra mondiale. All'uccisione di molte di esse Majstorovic provvedeva personalmente. Il Vaticano si limitò a sospenderlo a divinis. Alla fine della guerra, fu processato e giustiziato dalla Jugoslavia di Tito. Il suo monastero fu raso al suolo dai serbi nel '95 (ma era già stato distrutto una prima volta nel 1945). Consapevole del forte rancore nei confronti dei cattolici, durante la messa, Giovanni Paolo II ha chiesto perdono per le colpe commesse dalla Chiesa: "Da questa città - ha detto -, segnata nel corso della storia da tanta sofferenza e tanto sangue, imploro il Signore onnipotente affinché abbia misericordia per le colpe commesse contro l'uomo, la sua dignità e la sua libertà anche da figli della Chiesa cattolica e infonda a tutti il desiderio del reciproco perdono. Soltanto in un clima di vera riconciliazione, la memoria di tante vittime innocenti e il loro sacrificio non saranno vani, ci incoraggeranno a costruire rapporti nuovi di fraternità e di comprensione".