

Ultima modifica di stefaboy; 04-05-10 alle 21:59
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)


non succederà nulla, nulla di tutto.
al massimo fanno qualche nuova prov, comune o regione per mettere assessori.
questo lega o non lega,
in Sardegna hanno fatto un sacco di nuove provincie.
E' tuttoil sistema che deve implodere, e riniziare da una terza repubblica.
grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
la libertà avanza ...........


se leggi i post precedenti ho già risposto a questa affermazione.
Se è stata già avanzata questa proposta ed è stata già bocciata, è segno che non era una proposta valida.
Io posso anche svegliarmi la mattina e proporre la nuova regione "Villaggio di Asterix" , poi 50 anni dopo un pinco pallino si spulcia le varie proposte strampalate dei miei anni e si sceglie quella che più gli fa comodo per soddisfare i suoi interessi politici e regalare magari anche qualche poltrona al suo "radicamento locale" che non guasta mai.
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)




Personalmente, sarei a favore di una ridefinizione delle regioni italiane.
La Romagna o Il Salento, da un punto di vista culturale, sono assolutamente sensate (la regione Salento era compresa nella prima versione della Costituzione, poi modificata prima del voto finale).
Però, bisognerebbe fare le cose bene: il Piemonte è troppo vasto, perché la parte occidentale, cioè Novara e Verbania, linguisticamente, appartengono al lombardo occidentale (o insubre), per cui avrebbe senso attaccarle ad una ipotetica regione "Insubria", così come avrebbe senso raggruppare le aree ora occupate dalle province di Bergamo e Brescia (ma non solo) in una regione lombarda orientale (il lombardo orientale è detto anche orobico, da cui la regione Orobia) . Non si capisce invece che ci facciano in Lombardia, sempre secondo lo stesso criterio "linguistico", una parte della provincia di Pavia (parlante emiliano), ed il centro sud della provincia di Mantova, anch'esso di lingua emiliana, mentre la parte nord della provincia appartiene all'area linguistico culturale orobica. Più complesso il caso di Cremona, perché, se la parte intorno a Crema è chiaramente lombarda, credo orientale, la parte meridionale, con il capoluogo, dovrebbe essere più emiliana che lombarda. Anche la provincia di Bologna è mista, visto che Imola è romagnola, ed andrebbe quindi aggregata ad una ipotetica regione Raomagna, così come la parte settentrionale delle Marche. Il fatto di aver staccato la Romagna, ed Imola, ed aver aggregato ad un'ipotetica regione Emilia, parte della Lombardia (e della provincia spezina, anch'essa di lingua emiliana), fa sì che Bologna si trovi totalmente decentrata rispetto alla regione di cui dovrebbe essere capoluogo. In questo caso avrebbe senso, per puri motivi di praticità, creare una regione Lunezia (peraltro, mi pare, discussa all'epoca della costituente), cioè un'emilia occidentale, staccata da quella orientale. Ma la ridefinizione non dovrebbe limitarsi al nord. Appunto le Marche sono una regione "fittizia", in cui il nord andrebbe unito alla Romagna, il sud all'Abruzzo, mentre il centro appartiene al gruppo linguistico centrale (che attraversa gli appennini ed arriva fino al Lazio).
Per restare all'Abruzzo, L'Aquila centra poco, non "parlando" abruzzese, ma un dialetto centrale, ed andrebbe quindi "spostata" nel Lazio. Mentre dal Lazio andrebbe staccata la parte meridionale, di cultura campana. Infine, arriviamo alla Puglia, con una ipotetica nuova regione "Salento", area parlante un dialetto meridionale estremo, differente da quello meridionale pugliese. Anche la Calabria è divisa, in quanto al Calabria citeriore parla un dialetto meridionale, mentre quella ulteriore ne parla uno meridionale estremo (credo siano il risultato della dominazione greco-bizantina, così come per il Salento).
Le isole non paiono essere divisibili (almeno da un punto di vista "linguistico").
Tempo fa avevo ritoccato una cartina dell'Italia, per vedere cosa sarebbe venuto fuori, per cui la ripropongo (mi sono pentito di aver fuso Abruzzo e Molise, magari un giorno la correggo. La "Flaminia", me la sono inventata per comprendere i dialetti centrali più settentrionali (non potevo lasciare il "buco")): mappa
Saluti.
Midìl
http://it.wikipedia.org/wiki/Elenco_...tti_d%27Italia
Ultima modifica di Midìl; 05-05-10 alle 08:59


si io pure sognavo che babbo natale esisteva e che Berlusconi sarebbe morto di vecchiaia, liberandoci dal male. Poi un bel giorno mi son svegliato di soprassalto e ho visto la faccia di Don Verzè che diceva sarebbe campato fino a 120 anni e mi sono rassegnato a farmi seppellire da questa seconda repubblica con menti geniali come l'eminenza grigia di Bossi a progettare il nostro futuro.
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)


Cartina interessante. Però anche le valli francoprovenzali del Piemonte andrebbero annesse alla Valle d'Aosta e Trieste e Pordenone col Friuli "etnico" c'entrano poco. C'è poi il discorso della Ladinia che in un'eventuale riedefinizione dei confini interni vorrebbe sicuramente acquistare autonomia.


Sul Friuli Venezia Giulia, hai ragione (si tratta comunque di una mappa di prima approssimazione, soprattutto per quanto riguarda i dati numerici). Non conosco bene la questione di Pordenone, peraltro facilmente risolvibile, con un allargamento del Veneto. Più complessa è la questione di Trieste, vestigia della Venezia Giulia, ed attuale capoluogo, che non saprei proprio come risolvere decentemente.
Per quanto riguarda, invece, occitani, ladini e, aggiungo, sardi "corsofoni" (ammesso esista il termine), sono troppo pochi per elevare le loro terre a regione. Penso più all'istituzione, all'interno di Piemonte, Sardegna e Veneto (magari allargato al'area ladina dell'Alto Adige e del Trentino), di tre piccole "province autonome" (qualcosa del genere), in modo che non vengano culturalmente schiacciati dalle regioni in cui si trovano. Anche per gli sloveni del Friuli si potrebbe pensare a qualcosa del genere.
(Per i franco provenzali temo ci siano problemi di vie di comunicazione, nel caso di aggregazione con la Valle d'Aosta. Bisognerebbe ovviamente valutare la situazione "sul campo")
Saluti.
Midìl
Ultima modifica di Midìl; 05-05-10 alle 21:55