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  1. #11
    anarchico
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    http://www.meltingpot.org/articolo7137.html

    Cosa sono i C.P.T. (Centri di Permanenza Temporanera)
    Istituiti nel 1998 dalla legge sull’immigrazione Turco Napolitano (art. 12 della legge 40/1998), i Centri di Permanenza Temporanea sono strutture detentive dove vengono reclusi i cittadini stranieri sprovvisti di regolare titolo di soggiorno.
    In base all’art. 14 del T.U. 286/1998, come successivamente modificato dalla legge Bossi Fini (L 189/2002), il trattenimento nei CPT viene disposto dal Questore per un tempo di 30 giorni, prorogabile di altri 30 "quando non è possibile eseguire con immediatezza l’espulsione mediante accompagnamento alla frontiera ovvero il respingimento perché occorre procedere al soccorso dello straniero, ad accertamenti supplementari in ordine alla sua identità o nazionalità, ovvero all’acquisizione di documenti per il viaggio, ovvero per l’indisponibilità di vettore o altro mezzo di trasporto idoneo".
    Nonostante i cittadini stranieri si trovino all’interno dei CPT con lo status di trattenuti o ospiti, la loro permanenza nella struttura corrisponde di fatto ad una detenzione, in quanto sono privati della libertà personale e sono sottoposti ad un regime di coercizione che, tra le altre cose, impedisce loro di ricevere visite e di far valere il fondamentale diritto alla difesa legale.
    I CPT inaugurano in Italia lo stato della detenzione amministrativa, sottoponendo a regime di privazione della libertà personale individui che hanno violato una disposizione amministrativa, come quella del necessario possesso di permesso di soggiorno, violazione che non è equiparata a reato.
    Il funzionamento dei CPT è di competenza del Prefetto, che affida i servizi di gestione della struttura a soggetti privati, responsabili del rapporto con i detenuti e del funzionamento materiale del centro. Le forze dell’ordine presidiano lo spazio esterno delle strutture e possono entrare nelle zone dove vivono i detenuti solo su richiesta degli enti gestori in casi eccezzionali e di emergenza. Ad amministratori di enti pubblici, giornalisti, operatori di organizzazioni per i diritti dell’uomo e garanti per i diritti delle persone detenute è vietato l’accesso ai CPT. Solo deputati e senatori, previa autorizzazione prefettizia, possono visitare i CPT.

    [ sabato 1 aprile 2006 ]

  2. #12
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    questo è oggettivista


  3. #13
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    Non credo siate così cattivi come volete apparire.
    Sono certo che se vostro figlio si sposasse con una straniera imparereste ad amarla ed assieme a lei ad amare chi ha un colore della pelle diverso dal vostro. Vi auguro di vivere una esperienza di questo genere che vi aiuterà ad aprire il vostro cuore al diverso ed a mettere da parte ogni sentimento di odio.
    Ve lo auguro di cuore.

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da RUS Visualizza Messaggio
    questo è oggettivista

    Smentisco .

  5. #15
    Io non esisto
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    Sono solo frutto della tua immaginazione
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    Citazione Originariamente Scritto da oggettivista Visualizza Messaggio
    - Contro tutti i razzismi
    - Basta stragi nei mari
    - Libera circolazione per tutti
    - Per la libertà e la sicurezza di tutti: solidarietà e accoglienza
    - Ritiro immediato del “pacchetto sicurezza” del governo. Chiusura dei Centri di Permanenza Temporanea (CPT).
    - Controlla direttiva dell'Unione Europea sul rimpatrio
    - Contro le logiche repressive, criminali, discriminatorie e di sfruttamento da qualunque parte provengano

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Lupo Nero Visualizza Messaggio
    cazzo, a tutto c'è un limite.
    sto 3d è veramente troppo.
    e lo dice uno che razzista non è e che considera imbecilli quelli che ancora credono a troiate come il "razzismo biologico"
    Meno male che non ti consideri razzista .

  7. #17
    Mogli e buoi dei paesi tuoi
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    Citazione Originariamente Scritto da cambiorotta Visualizza Messaggio
    oltre il blocco dell'immigrazione è fondamentale avviare il rimpatrio.

  8. #18
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    Cpt Lager Del 2000

    http://associazione-aut-aut.noblogs....lager-del-2000

    CPT sta per Centri di Permanenza Temporanea; una sigla innocua, che prova a nascondere l’orrore che si cela dentro a queste strutture.

    Questi centri furono istituiti nel 1998 dalla legge Turco-Napolitano per tutti gli stranieri soggetti a espulsione, durante il governo del centro-sinistra,; non sono una prerogativa dell’Italia, si diffusero in tutta Europa in seguito agli accordi di Schengen del 1995, ispirati da una parte a una regolarizzazione dei flussi migratori in base alle esigenze del mercato del lavoro, dall’altra a una politica di tolleranza zero per i migranti irregolari; ciò ne comporta l’esclusione dallo stato di diritto, relegandoli a questione di ordine pubblico e quindi repressione.

    Nel 2002 il governo di centro-destra approva una nuova legge sull’immigrazione, la Bossi-Fini, che riduce drasticamente le possibilità di ingresso regolare nel nostro paese e la durata dei permessi di soggiorno. La reclusione di migranti nei CPT, in seguito all’approvazione di questa legge, diventa una pratica costante e diffusa, vengono aperti nuovi centri, allungati i tempi di detenzione e allargati i casi passibili di trattenimento.

    I migranti rinchiusi nei CPT fanno parte di queste categorie giuridiche: i richiedenti asilo in attesa della decisione del giudice, i migranti senza permesso di soggiorno o con permesso di soggiorno scaduto, i migranti considerati pericolosi, i migranti irregolari trasferiti dalle carceri dopo aver scontato la pena, i migranti condannati da un giudice a scontare una pena in carcere per i reati di resistenza violenta o minaccia a pubblico ufficiale laddove il giudice abbia aggiunto alla pena detentiva anche l’espulsione.

    Riguardo alle leggi che hanno creato e ridefinito i CPT in Italia si potrebbero spendere molte parole, ma risulterebbero sicuramente fuori luogo, considerando che stiamo parlando di luoghi dove la legge non esiste.

    Questo perché risulta sempre più chiaro che i CPT sono dei veri e propri campi di concentramento, recintati da muri alti almeno tre metri, sormontati da reti metalliche e circondati da telecamere di sorveglianza e impianti di illuminazione; spesso sono ricavati da strutture preesistenti (caserme e fabbriche dimesse), totalmente inadatte ad ospitare essere umani, tanto che in molti casi i migranti sono stipati in dei container.

    Fortunatamente sono sempre più numerose le testimonianze che riescono a valicare i muri di omertà innalzati dalle istituzioni intorno a questi centri, e a mettere in luce le torture, le umiliazioni e gli abusi che quotidianamente centinaia di persone sono costrette a subire.

    Pratiche come i pestaggi sistematici, le violenze sulle donne, la somministrazione forzata di psicofarmaci e le pesanti umiliazioni psicologiche e culturali (come la costrizione a mangiare carne di maiale per alcuni musulmani) commesse dalle forze dell’ordine e dal personale degli enti “umanitari” che gestiscono i centri (Croce Rossa Italiana e Misericordia) non sono eccezioni attribuibili a singoli elementi, ma sono parte strutturale di un sistema repressivo che considera il migrante come una merce da utilizzare a proprio piacimento. Lo Stato italiano è disposto a tollerare entro i suoi confini solo un limitato numero di persone, e solo se sottoposte al ricatto del permesso di soggiorno, strettamente legato all’attività produttiva; il resto è materiale umano in soprannumero, che necessita una sua sistemazione temporanea, in attesa di essere rispedito nel paese di origine.

    E’ soprattutto questo carattere di temporaneità dei CPT a permettere e a determinare la totale assenza di ogni forma di diritto al suo interno; il CPT è una frontiera in cui il migrante è definitivamente privato della sua dignità di essere umano. Questa disumanizzazione è la condizione necessaria alla sua mercificazione e al suo conseguente utilizzo per la produttività del paese, ovvero dei suoi poteri forti . I soprusi all’interno dei CPT sono la procedura con cui lo Stato violenta il desiderio di sopravvivenza del migrante, che è legato alla sua vita in Italia.

    Lo Stato italiano non accoglie persone che fuggono da miseria e povertà (in molti casi dopo viaggi di sofferenza e privazione) in cerca di una vita migliore; lo Stato italiano cerca muratori, braccianti e badanti privi di diritti e potere contrattuale.

    E’ anche importante sottolineare che i CPT in sé non sono minimamente in grado di contenere i flussi di immigrazione irregolare; la funzione dei centri è soprattutto di tipo sociale, servono a incutere terrore ai moltissimi clandestini che vivono in Italia. La stessa logica dell’arresto e della detenzione di persone, non per aver commesso reati, ma in quanto irregolari (e quindi persone “illegali”) mira a creare paura e precarietà nella loro esistenza; genera il terrore di uscire dopo 12 ore di lavoro al nero in un cantiere ed essere fermati dalle forze dell’ordine, pronte a valutare lo status di clandestino senza il pezzo di carta che sancisce il diritto alla vita. La mancanza di permesso di soggiorno costringe alla ghettizzazione, a vivere nascosto, e troppo spesso contribuisce a vedere nella criminalità l’unico sbocco possibile.

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da touros Visualizza Messaggio
    oltre il blocco dell'immigrazione è fondamentale avviare il rimpatrio.
    Più che fondamentale, direi. Ci stanno togliendo il nostro spazio vitale.

  10. #20
    anarchico
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    Citazione Originariamente Scritto da touros Visualizza Messaggio
    oltre il blocco dell'immigrazione è fondamentale avviare il rimpatrio.
    E' fondamentale il rimpatrio dopo l'internamento nei lager/cpt.
    Che vergogna !. Non avete un briciolo di umanità !.

 

 
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