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L'Olanda è in fiamme: rotto un tabù nel (un tempo) Paese della tolleranza
E' bastata la classica goccia che fa traboccare il vaso, ossia, in questo caso, l'ennesima rapina, coltello in mano, ad un autobus di linea in un quartiere a maggioranza marocchina, Oosterwei, nella cittadina di Gouda. Rapina compiuta, appunto, da alcuni giovani provenienti dal Nord Africa. Prima è esplosa la protesta degli autisti degli autobus, i quali, per alcuni giorni, si sono rifiutati di passare nel quartiere, in parte isolandolo; quindi, conseguentemente, scoppia il caso sui mezzi d'informazione; successivamente sono arrivate le proteste dei cittadini di Gouda, preoccupati per le eccessive attenzioni, a loro dire, di stampa e televisioni (bisogna capirli: i loro figlioletti dalla lama facile potrebbero impressionarsi).
Dopo una settimana, ecco la risposta alle lamentele di questi cittadini: improvvisamente, la classe politica olandese inizia un attacco contro la gioventù marocchina residente in Olanda, reputata una delle maggiori cause di problemi d'ordine pubblico nel Paese (un marocchino su cinque, di età compresa tra i 18 e i 25 anni, ha avuto almeno un problema con la giustizia nel solo anno 2005). Problemi che non vengono più ritenuti episodici, ma strutturali. Neanche l'uccisione di Theo Van Gogh aveva compattato tanto l'arco parlamentare olandese, anche se sembrano ancora lontane le soluzioni.
Il laburista Attje Kuinen afferma che la gente ormai ne ha abbastanza. La conservatrice Letitia Griffith dice che il Paese è in fiamme e che lo Stato deve riconquistare le strade. L'ex ufficiale di polizia e ora membro del partito di Geert Wilders, Hero Brinkman, si dice stufo della "contaminata cagnara multiculturale" che impedisce di agire.
Ecco, i toni sono questi. Qualcuno dirà: sembra l'Italia del novembre 2007. Sbagliato! L'Olanda è un Paese tradizionalmente più ospitale, in particolare da un punto di vista pubblico, statale, e, soprattutto, è una nazione con una immigrazione più vecchia di quella italiana. Eppure qualcosa si è rotto.
Sintetizziamo: nella Svezia accogliente e premurosa gli immigrati non si integrano [articoli del 31 marzo 2006 e del 29 settembre 2008]. Nell'Olanda accogliente e tollerante gli immigrati non si integrano [articoli del 22 gennaio 2007, 15 novembre 2007 e 1 febbraio 2008]. Nell'Italia menefreghista e rabbiosa gli immigrati non si integrano. Siamo sicuri che il problema siano gli autoctoni e non gli immigrati o, almeno, l'immigrazione di massa? E, no, no si venga a parlare di "tipo di immigrazione", perchè la qualità, in questo caso, sembra che a farla sia proprio la quantità (meno immigrazione possibile=più immigrazione di qualità).
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