

Se è mai stato nella cosmopolita Londra, Berlino o Parigi, avrà certamente notato che accade sostanzialmente il contrario. La ghettizzazione avviene tanto quanto in paesi meno avvezzi al multiculturalismo (es. Italia), soltanto in modi diversi. A Londra non è difficile, a ridosso di Chelsea o Notting Hill, trovare casermoni squallidi dove vivono solo neri o pakistani, con telecamere CCTV a controllare gli ingressi. Le differenze più eclatanti si riscontrano nelle scuole, ancora di più negli asili. Gli asili nido pubblici sono a prevalenza non caucasica ed il livello d'istruzione è generalmente basso (come annunciato recentemente in alcuni magazine locali). In quelli privati, a prevalenza caucasica l'istruzione è migliore (non necessariamente eccelsa, ma migliore). Questa è a tutti gli effetti ghettizzazione.
In buona sostanza, mi pare di notare una tendenza comune a molti, quella di accusare sempre qualcun altro di un eventuale problema. Vi è razzismo, dunque è causato dai diversi ma non da noi stessi. Vi è violenza, dunque è causato dai poveri, ma non da noi benestanti. Vi è corruzione, dunque è causata dai lavoratori in proprio ma non da noi lavoratori dipendenti che non richiediamo lo scontrino al bar. E via discorrendo. E' con sempre minor frequenza che si sente un mea culpa, anche solo per beneficio del dubbio: vi è razzismo nella società, e probabilmente anche io contribuisco a questo sbeffeggiando in malo modo chi è disabile, chi ha problemi psichiatrici, chi tifa una squadra di calcio diversa dalla mia, chi proviene dal paese A povero piuttosto che dal paese B ricco, chi vota X piuttosto che Y, chi è mancino, chi ha la forfora, chi ha l'alito cattivo...
Non viene richiesta tolleranza, perchè passiva, soltanto rispetto, perchè attivo.
בראשית


no,l'italia non è un paese razzista come si tenta di raccontarlo,ci sono dei razzisti,è vero.ma la stragrande maggioranza delle persone non lo è.qui nelle marche,ad esempio,l'integrazione credo si possa dire un fatto compiuto.la gente oramai è abituata a vivere e lavorare fianco a fianco con gli immigrati.e sa discernere la brava persona dal disonesto.purtroppo,come in tutte le cose della vita,il delinquente fa notizia e la brava persona no.l'enfasi con cui media e certa politica,parlano dei fatti di cronaca nera di cui si rendono protagonisti gli immigrati,crea certo un clima xenofobo soprattutto tra chi non conosce immigrati.ma se si hanno vicini o compagni di lavoro immigrati,si tende a capire di quanto sia falso l'allarme sociale creato ad arte.abbiamo qui da noi splendidi esempi di integrazione che cozzano con quello che ci vorrebbe far credere certa stampa e certa politica


io verrei soltanto dire quello che succede in Cina ad uno straniero:
1)ci sono quote per stranieri:sia per quanto riguarda dove possono abitare(raggiunto il tetto non si affitta piu a laowai) sia per quanto riguarda l´assunzione di uno di loro.(difficle e va giustificata)
2) durante le olimpiadi i visti per turismo nn vennero rinnovati.i VISTI business,cioe di lavoro,vennero tagliati.
3)chi viene beccato senza visto si fa la galera e ogni giorno gli viene accreditato una cifra di circa 100 dollari.
4)i laowai(cosi vengono chiamati gli stranieri bianchi in Cina) se commettono un reato devono lasciare il paese.


5) la cittadinanza non esiste per uno straniero.


toh un altro simpatizzante cinese, quando partite tutti insieme?






Che l'Italia sia razzista è normale, bisogna vedere quanto e bisogna vedere se è possibile chiamarlo così. Insomma, tutto il mondo è "razzista", anche i negri a casa loro sono razzisti. Più che razzismo direi che c'è una voglia, direi istinto, di vivere e frequentare i propri simili ed una certa diffidenza per ciò che è o sembra diverso. A scuola i secchioni se la fanno con i secchioni ed i bulli coi bulli, alle medie troverete i fighi da una parte e gli sfigati dall'altra, mentre nei licei sulla vostra destra c'è il club dei metallari e sulla sinistra il club dei discotecari e nella società i criminali frequentano i criminali, i radical chic i radical chic e via dicendo. C'è una tendenza innata di stare con i propri simili probabilmente millenaria, e ci si stupisce se ad uno sembra strana la presenza di una grossa quantità di stranieri in città? Boh.

