
Originariamente Scritto da
bereshit
Nell'unica occasione in cui ho potuto discutere con lei mi ha dato l'impressione di non essere una persona sprovveduta e certamente non avvezza alla faciloneria. E' evidente che abbiamo visioni, eufemisticamente parlando, diverse. Tuttavia leggere questo suo commento mi lascia alquanto stupefatto e perplesso.
Non mi interessa qui sapere del perche' e del percome riguardo questa sua valutazione, ho smesso da tempo di ergermi a giudice altrui, perche' da piu' grattacapi che soddisfazioni. Cio' che pero' mi preme chiederle e' la seguente cosa: supponiamo che lei abbia ragione. Il suo ragionamento o presa di posizione varrebbe anche nel caso in cui fosse lei a dover subire il razzismo?
Si ricorda della nostra discussione sugli omosessuali, in cui io le raccontai di come la famiglia di mia madre, di origine meridionale, venne accolta nel nord-ovest ai tempi dell'immigrazione operaia degli anni 60? Ebbene, supponga allora di trovarsi lei in quella situazione, oppure per una serie di ragioni storiche, facilmente verificabili, supponga di diventare lei "il nero" della situazione ed i neri di converso "i bianchi".
Darebbe ancora ragione a coloro i quali tra i neri, ormai divenuti egemoni, iniziassero a far uso dei suoi stessi argomenti nei sui confronti? Se si', allora devo ammettere pur non condividendo che lei sia genuinamente razzista. Se no, dovremmo iniziare a chiederci quanto il relativismo della nostra attuale posizione geopolitica influisca sui nostri pensieri.
Potrebbe apparire un discorso molto banale, ma non sottovaluti mai la difficolta' di guardare al di la' del proprio naso.
Non trovo nulla di sensazionale nell'affrontare la vita secondo rapporti di forza: immagino lei abbia familiarita' con il naturalismo nordico. Verrebbe fuori un discorso molto complesso sebbene estremamente avvincente per i suoi contenuti. Basti per ora soltanto dire che se la nostra visione della vita si basasse sui rapporti naturali di forza, allora dovremmo accettarli anche quando questi ci dessero contro. Pensando poi che questi rapporti vengono creati nel corso delle ere storiche secondo complessi meccanismi, il razzismo risulta essere, almeno per me, un'effetto placebo e non molto di piu'.
Un uber mensch non avrebbe alcun motivo di essere razzista, essendo egli stesso giunto alla consapevolezza di essere uber menschen.
בראשית