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Discussione: Un grido di dolore...

  1. #1
    cervello de-bananizzato
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    "E' una rivolta!!" - "No sire, questa è una Rivoluzione!" - dialogo tra Luigi XVI e il duca di Rouchefoucauld-Liancourt, 14 luglio 1789
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    Predefinito Un grido di dolore...

    Apro questo topic per rendervi partecipi, spero non a torto, di un momento particolarmente difficile per me, non tanto sul piano personale, ma tanto sul piano politico....spero (e credo) che in questo mio "grido di dolore" si possano riconoscere tante persone, che come me stanno vivendo un sentimento di "smarrimento politico" a sinistra, e mi rivolgo a tutte le persone che in questo termine, SINISTRA, pur nella nebulosa di accezioni e significati che gli si può dare, possono riconoscersi.

    Sono nato nel 1983...credo che, se fossi nato 10 o 20 anni prima, probabilmente mi sarei riconosciuto nella "tradizione" del PCI...non voglio iniziare uno sproloquio sulla mia generazione (anche perchè la 2a domanda sarebbe quale di quelle generazioni?) ma io sono cresciuto nel pieno riflusso culturale degli anni '80, quando Berlusconi fondava il suo impero mediatico, iniziando a cambiare (forse in maniera irreversibile) "l'immaginario" dell'italia e degli italiani. E' stata la prima generazione "post-muro"...cresciuta non in un mondo bipolare e diviso ma nel tempo del "pensiero unico"...ho partecipato adolescente a tante manifestazioni, alcune giuste e altre no, con l'incoscienza e l'entusiasmo che possono accompagnare un ragazzino di 15 anni...seguono anni bui, anche molto difficili. Poi ne riesco a uscire...ma mi accorgo che il mio paese è cambiato, come me.

    Ad oggi vivo una crisi di rappresentanza politica senza precedenti. La sinistra "post-comunista" si è schiantata al suolo, e ha scelto di tornare indietro, forse anche a ragione, difendendo una tradizione che da me è però lontana anni luce. Il PD non rappresenta le mi idee, o almeno non le riesce a rappresentarle tutte, ingrigito e appesantito da una politica-spettacolo che lo rende ai miei occhi (e non solo ai miei) distante dalla gente,vicino ad ambienti cattolici... Provo simpatia per i radicali, ma vedo anche opportunismo a volte, così come stimo di Pietro, pur però non condividendo gran parte delle mie idee...e in mezzo??? "deserto rosso"...direbbe Antognoni...ma ciò che veramente mi preoccupa è ciò che sta succedendo nel mio paese. E'un'Italia da consenso plebiscitario al regime...governata a suon di proclami e tv da un padre-padrone. Si sta attuando in pieno un programma di stampo piduistico...l'informazione è manipolata, di tutto ne è fatto un uso "distorcente", i confini tra verità e bugia sono sempre più sottili, impalpabili... dilaga la precarietà lavorativa che diventa precarietà dell'essere, dell'affetto, dei rapporti.
    non esiste più una legalità "legale"...ma solo cunicoli di leggi dettate dall'interesse personale e corporativo, in barba a qualsiasi stato di diritto. Si sta smantellando il welfare-state di stampo '900, e con lui il rapporto stato-cittadino si logora...diventando un immensa guerra tra poveri. Insomma...direi che ci stiamo avviando verso il 1984 di stampo orwelliano, o poco ci manca..."chi controlla il presente controlla il passato, chi controlla il passato controlla il futuro"
    Ma ciò che veramente fà spavento, è che di fronte a questo attacco portato innanzitutto all'individualità soggettiva, non c'è reazione. Penso solo ad una manifestazione grande come quella sull'articolo 18, era solo il 2002, non un'altra epoca...ma ora come ora, sarebbe irripetibile, o sbaglio?? Penso al 25 aprile dello scorso anno a roma, in pieno ballottaggio per la scelta del sindaco, e rivedo le facce spaurite dei pochi partecipanti...più che altro partigiani (i pochi rimasti) e centri sociali. Dove è finita la reazione? è diventato normale che ci governi un mafioso, piduista, criminale affarista e quant'altro? ci siamo rassegnati a vivere in un paese così, e se sì, per quanto? perchè non c'è uno "scatto di reni" delle persone sane, che credono in un paese diverso, pulito?Che fine ha fatto la "sinistra" in questo paese??? ha ancora un "primato" sulla cultura oppure è stata soppiantata dalla televisione??? perchè teniamo tutti la testa bassa bassa, sui luoghi di lavoro...mi si affastellano tante domande e poche risposte...pochissime.

    Alla fine di questo lungo intervento, forse sfogo, sperando di non avervi annoiato, vorrei che foste voi a dirmi se questo "grido di dolore" è anche vostro, o se devo semplicemente dormire un pò di più e farmi meno paranoie orwelliane.

    Con simpatia,

    Rossodisera

  2. #2
    email non funzionante
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Rossodisera Visualizza Messaggio
    Apro questo topic per rendervi partecipi, spero non a torto, di un momento particolarmente difficile per me, non tanto sul piano personale, ma tanto sul piano politico....spero (e credo) che in questo mio "grido di dolore" si possano riconoscere tante persone, che come me stanno vivendo un sentimento di "smarrimento politico" a sinistra, e mi rivolgo a tutte le persone che in questo termine, SINISTRA, pur nella nebulosa di accezioni e significati che gli si può dare, possono riconoscersi.

    Sono nato nel 1983...credo che, se fossi nato 10 o 20 anni prima, probabilmente mi sarei riconosciuto nella "tradizione" del PCI...non voglio iniziare uno sproloquio sulla mia generazione (anche perchè la 2a domanda sarebbe quale di quelle generazioni?) ma io sono cresciuto nel pieno riflusso culturale degli anni '80, quando Berlusconi fondava il suo impero mediatico, iniziando a cambiare (forse in maniera irreversibile) "l'immaginario" dell'italia e degli italiani. E' stata la prima generazione "post-muro"...cresciuta non in un mondo bipolare e diviso ma nel tempo del "pensiero unico"...ho partecipato adolescente a tante manifestazioni, alcune giuste e altre no, con l'incoscienza e l'entusiasmo che possono accompagnare un ragazzino di 15 anni...seguono anni bui, anche molto difficili. Poi ne riesco a uscire...ma mi accorgo che il mio paese è cambiato, come me.

    Ad oggi vivo una crisi di rappresentanza politica senza precedenti. La sinistra "post-comunista" si è schiantata al suolo, e ha scelto di tornare indietro, forse anche a ragione, difendendo una tradizione che da me è però lontana anni luce. Il PD non rappresenta le mi idee, o almeno non le riesce a rappresentarle tutte, ingrigito e appesantito da una politica-spettacolo che lo rende ai miei occhi (e non solo ai miei) distante dalla gente,vicino ad ambienti cattolici... Provo simpatia per i radicali, ma vedo anche opportunismo a volte, così come stimo di Pietro, pur però non condividendo gran parte delle mie idee...e in mezzo??? "deserto rosso"...direbbe Antognoni...ma ciò che veramente mi preoccupa è ciò che sta succedendo nel mio paese. E'un'Italia da consenso plebiscitario al regime...governata a suon di proclami e tv da un padre-padrone. Si sta attuando in pieno un programma di stampo piduistico...l'informazione è manipolata, di tutto ne è fatto un uso "distorcente", i confini tra verità e bugia sono sempre più sottili, impalpabili... dilaga la precarietà lavorativa che diventa precarietà dell'essere, dell'affetto, dei rapporti.
    non esiste più una legalità "legale"...ma solo cunicoli di leggi dettate dall'interesse personale e corporativo, in barba a qualsiasi stato di diritto. Si sta smantellando il welfare-state di stampo '900, e con lui il rapporto stato-cittadino si logora...diventando un immensa guerra tra poveri. Insomma...direi che ci stiamo avviando verso il 1984 di stampo orwelliano, o poco ci manca..."chi controlla il presente controlla il passato, chi controlla il passato controlla il futuro"
    Ma ciò che veramente fà spavento, è che di fronte a questo attacco portato innanzitutto all'individualità soggettiva, non c'è reazione. Penso solo ad una manifestazione grande come quella sull'articolo 18, era solo il 2002, non un'altra epoca...ma ora come ora, sarebbe irripetibile, o sbaglio?? Penso al 25 aprile dello scorso anno a roma, in pieno ballottaggio per la scelta del sindaco, e rivedo le facce spaurite dei pochi partecipanti...più che altro partigiani (i pochi rimasti) e centri sociali. Dove è finita la reazione? è diventato normale che ci governi un mafioso, piduista, criminale affarista e quant'altro? ci siamo rassegnati a vivere in un paese così, e se sì, per quanto? perchè non c'è uno "scatto di reni" delle persone sane, che credono in un paese diverso, pulito?Che fine ha fatto la "sinistra" in questo paese??? ha ancora un "primato" sulla cultura oppure è stata soppiantata dalla televisione??? perchè teniamo tutti la testa bassa bassa, sui luoghi di lavoro...mi si affastellano tante domande e poche risposte...pochissime.

    Alla fine di questo lungo intervento, forse sfogo, sperando di non avervi annoiato, vorrei che foste voi a dirmi se questo "grido di dolore" è anche vostro, o se devo semplicemente dormire un pò di più e farmi meno paranoie orwelliane.

    Con simpatia,

    Rossodisera
    perfettamente d'accordo co nte.vai avanti,coraggio!1!

  3. #3
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    Red face

    Mi pare di avere gia letto una discussione del genere.
    Davide Zerillo

 

 

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