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Originariamente Scritto da
edera rossa
perchè i singoli lavoratori hanno deciso, da oltre un secolo ad oggi di unirsi in sindacato, per avere un po' più di forza. Se sono deboli è perchè l'economia ha posto in essere nuove figure professionali meno sindacalizzabili, perchè lo sono sempre quando l'economia ristagna, perchè sono spesso oggetto di campagne denigratorie finanziate da chi ha interesse in questo ( che si sono meritate , ma in maniera abbastanza limitata). Non credo che i sindacati inglesi o tedeschi siano più deboli di quelli italiani. Tra l'altro in Inghilterra contano sulle Sasse di resistenza in occasione di scioperi; fanno meno scioperi perchè la controparte sa che quando li fanno, finiscono col colpire duramente
Un secolo fa i sindacati non erano quelli di adesso, oggi scassano per non veder abolito l'articolo 18 e poi si bullano di aver appoggiato la finta riforma alla legge Maroni sul lavoro dell'ex governo, con il risultato che gli stipendi restano da fame e i precari restano precari. Per questo preferisco tutelarmeli da solo i miei diritti che delegare il tutto ai rappresentati dei lavoratori che nella migliore tradizione socialista annullano l'individuo in favore di concetti astratti dove il singolo è vittima della maggioranza.
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Originariamente Scritto da
Tristano
Pensa un po'. Abbiamo i salari più bassi del mondo occidentale, numeri di morti e infortuni sul lavoro da guerra civile e abbiamo i sindacati più forti del mondo occidentale insieme a quelli francesi.
Fra l'altro mi sfugge perché gli imprenditori dovrebbero trattare con i sindacati invece che con i singoli lavoratori.
i sindacati italani sono forti nel senso che riescono a fare accettare agli iscritti e no contratti capestro e i salari più bassi del mondo... in modo che i padroni siano sempre più contenti.
perciò i nostri padroni passano il tempo a cercare di ottenere nuove modifiche contrattuali e salariali convinti che qualche soldo in più riusciranno a guadagnarlo..
che vuoi farci... cercare nuovi mercati e muovi prodotti è mooooooolto più faticoso.,,, sarebbe come mettersi a lavorare anche loro...
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Originariamente Scritto da
edera rossa
e se dei lavoratori non la pensano come questo ipotetico sindacato unico?
Nell'immediato dopo guerra c'era solo la CGIL, poi alcuni si sono staccati ed hanno dato vita a CISL ed UIL , sono convinto che non ritieni abbiano fatto male. L'idea che ci sia qualcosa o qualcuno che possa, genericamente, fare il bene di tutti è propria di un pensiero politico che tende alla semplificazione dei problemi, ; le modernità è invece tentativo di comprensione della complessità e valorizzazione del dubbio, anche il pensiero federalista democratico dell'800 nasce in questo ambito. Il pluralismo dei territori ha un senso democratico se vi è pluralismo nei territori.
Comunque io mi ero limitato a fare due esempi di come immaginare che i sindacati siano solo un guaio porta a risultati controproducenti per qualsiasi economia moderna.
il sindacato è indubbiamente necessario. il sindacato in Italia invece fa politica, e non intendo politica sindacale.
Del resto difende gli interessi dei propri iscritti (e per la CIGL si parla di circa il 50% di pensionati) e non della totalità dei lavoratori, visto che l' anno scorso quando si parlava di pensioni e scaloni, si è appiattito sulle esigenze dei pensionati e dei 50enni con pochi anni di lavoro prima della pensione (l' etè media degli iscritti ai sindacati del resto è chiarificatrice di questo atteggiamento), dimostrando una visione a brevissimo termine, senza un minimo di impostazione strategica e di salvaguardia di tutte le altre tipologie di lavoratori....e c'è ancora qualcuno che li difende.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Tristano
Un secolo fa i sindacati non erano quelli di adesso, oggi scassano per non veder abolito l'articolo 18 e poi si bullano di aver appoggiato la finta riforma alla legge Maroni sul lavoro dell'ex governo, con il risultato che gli stipendi restano da fame e i precari restano precari. Per questo preferisco tutelarmeli da solo i miei diritti che delegare il tutto ai rappresentati dei lavoratori che nella migliore tradizione socialista annullano l'individuo in favore di concetti astratti dove il singolo è vittima della maggioranza.
Personalmente non credo che l'abolizione dell'articolo 18 sia utile; se va modificato deve essere individuando strumenti che non permettano i licenziamenti facili ( anche per ragioni estranee a logiche aziendali) e che possano essere validi per qualsiasi azienda ( così non vi sarà la paura di fare il salto ad un numero maggiore di dipendenti).
Per anni abbiamo sentito far le lodi del modello giapponese di fedeltà aziendale, poi contrordine compagni ( anche se nel caso di confindustria l'espressione può essere solo ironica) e via all'idea che sia indispensabile una forte disposizione alla mobiltà. In realtà, sta venendo meno in Italia una cultura industriale diffusa che era data soprattutto dalla continuità delle grandi aziende. Non credo che il singolo , per il fatto di aderire ad ua associazione chiamato a proteggerlo si annulli nella maggioranza. Un tempo i sindacati, specie di sinistra, erano scuola ad una aristocrazia operaia che in Italia, prima ancora che da Gramsci, trovava la sua ragion d'essere nelle sue origini mazziniane e , genericamente, democratiche che avevano insegnato il valore liberatorio del lavoro ( e basta rileggere per capire questi influssi alcune meditazioni di Bruno Trentin) ; se poi vogliamo la libertà del passero solitario, nessuno lo impedisce. Ma smettiamola di credere che ad iscriversi ai sindacati siano solo i beoti; personalmente sono in pensione, non traggo vantaggi da tale iscrizione eppure lo sento come un dovere morale.
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Originariamente Scritto da
enzogiulio
Che bello un mondo senza tutele dei lavoratori.
Un sogno.
Pensate, in questi 8 anni di decadenza dell'economia italiana una sola cosa è cresciuta: i profitti delle imprese!!
Facciamo fuori i sindacati, lasciamo i lavoratori senza tutele, abbassiamo i salari e consentiamo ai farabutti di far fallire le imprese fottendosi però decine di milioni di euro di stipendio.
Si aumentiamo i precari così il padrone manda i suoi emissari alle cinque di mattina e decide chi lavora e chi no e i cogliones tutti li ad urlare w la libertà.:mad::mad::mad:
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Originariamente Scritto da
mrnippo
il sindacato è indubbiamente necessario. il sindacato in Italia invece fa politica, e non intendo politica sindacale.
Del resto difende gli interessi dei propri iscritti (e per la CIGL si parla di circa il 50% di pensionati) e non della totalità dei lavoratori, visto che l' anno scorso quando si parlava di pensioni e scaloni, si è appiattito sulle esigenze dei pensionati e dei 50enni con pochi anni di lavoro prima della pensione (l' etè media degli iscritti ai sindacati del resto è chiarificatrice di questo atteggiamento), dimostrando una visione a brevissimo termine, senza un minimo di impostazione strategica e di salvaguardia di tutte le altre tipologie di lavoratori....e c'è ancora qualcuno che li difende.
già , tutti liberisti ma per poter utilizzare il mio gruzzolo previdenziale devo continuare a lavorare anche contro la mia volontà. Credo sarebbe ora che il dibattito si spostasse dal quando andare in pensione al quanto spetta per capitalizzazione e probabilità vita. In realtà, con i contributi previdenziali i lavoratori dipendenti pagano per prestazioni assistenziali che dovrebbero essere a carico dll'intera collettvità, il bilancio puramente industriale dell'Inps non è mai stato disastroso come si vuol far apparire.
Chi già in pensione non trae vantaggi dalle modifiche alla normativa sul quando si va in pensione, semmai si sentirebbe rassicurato dal far andare gli altri il più tardi possibile, evidentemente le ragioni dell'iscrizione dei pensionati sono altre.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
cciappas
i sindacati italani sono forti nel senso che riescono a fare accettare agli iscritti e no contratti capestro e i salari più bassi del mondo... in modo che i padroni siano sempre più contenti.
perciò i nostri padroni passano il tempo a cercare di ottenere nuove modifiche contrattuali e salariali convinti che qualche soldo in più riusciranno a guadagnarlo..
che vuoi farci... cercare nuovi mercati e muovi prodotti è mooooooolto più faticoso.,,, sarebbe come mettersi a lavorare anche loro...
in Italia lo stato italiano versa miliardi al vaticano e paga i contributi previdenziali per i parrocci ( i così detti curatori d'anime) , ma questo non fa scandalo, anche se non mi risulta che nelle loro prediche si comportino ( e fortunatamente ) come dipendenti pubblici. Che siano i loro datori di lavoro a pagare i loro contributi e lo stato pensi ad aiutare chi ha effettivamente bisogno. Ma la confindustria non dice mai una parola sugli sprechi di denaro pubblico a favore del clero; che sia perchè i clericali contano qualche cosina anche nel mondo bancariop e non si sa mai?
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CONTRATTI:CGIL,CON PROPOSTA CONFINDUSTRIA SALARIO PERDE 2,7%
IN 4 ANNI 1.914 EURO IN MENO;DAL '95 PROFITTI +74%, SALARI +5,5%
(ANSA) - ROMA, 2 OTT - Il modello proposto da Confindustria
per il calcolo dell'inflazione nei contratti provocherebbe una
perdita delle retribuzioni che, nel giro di 4 anni, sarebbe alla
fine del -2,7%, con una perdita equivalente a 1.914 euro tra il
2008 e il 2011. E' il calcolo fatto dalla Cgil prendendo come
riferimento gli indici e la riduzione del 'valore punto' come
base di calcolo proposta da Confindustria nel documento a cui
l'organizzazione di Corso Italia ha detto 'no'.
Secondo la Cgil, sempre considerando la riduzione del 'valore
punto' come base di calcolo, con la misurazione dell'inflazione
prevista dall'accordo del '93 la crescita delle retribuzioni
contrattuali nei prossimi anni sarebbe, invece, in linea con
l'inflazione effettiva.
Allo stesso modo, applicando il modello confindustriale ai
salari degli ultimi 5 anni, ci sarebbe una perdita cumulata del
-2,2% rispetto all'aumento del +2,1% prodotto dall'applicazione
dell'accordo del '93. Tra il 2004 e il 2008 la perdita di
retribuzione sarebbe stata pari a 1.357 euro.
In particolare un lavoratore metalmeccanico avrebbe avuto in
busta paga 1.032 euro in meno, un chimico 1.465 euro in meno, un
lavoratore del commercio 1.299 euro in meno.
A questa perdita, si deve poi aggiungere la mancata
restituzione del fiscal drag, che da sola aumenta il prelievo
per i lavoratori dipendenti con moglie e figli a carico dello
0,5%, provocando un'ulteriore riduzione di retribuzione di un
punto per i lavoratori senza carichi e di mezzo punto per quelli
con carichi. Nelle simulazioni fatte dal segretario confederale
della Cgil, Agostino Megale, avvalendosi delle banche dati
dell'Ires, emerge inoltre che tra il 1995 e il 2007 le
retribuzioni per dipendente nelle grandi imprese sono cresciute
del 5,5% mentre i profitti netti per dipendente sono cresciuti
del 74,5% nelle 1.400 grandi imprese dell'industria e comunque
del 10,4% in tutte le imprese industriali. (ANSA).
CHI
02-OTT-08 16:17
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Citazione:
Originariamente Scritto da
edera rossa
e se dei lavoratori non la pensano come questo ipotetico sindacato unico?
Nell'immediato dopo guerra c'era solo la CGIL, poi alcuni si sono staccati ed hanno dato vita a CISL ed UIL , sono convinto che non ritieni abbiano fatto male. L'idea che ci sia qualcosa o qualcuno che possa, genericamente, fare il bene di tutti è propria di un pensiero politico che tende alla semplificazione dei problemi, ; le modernità è invece tentativo di comprensione della complessità e valorizzazione del dubbio, anche il pensiero federalista democratico dell'800 nasce in questo ambito. Il pluralismo dei territori ha un senso democratico se vi è pluralismo nei territori.
Comunque io mi ero limitato a fare due esempi di come immaginare che i sindacati siano solo un guaio porta a risultati controproducenti per qualsiasi economia moderna.
forse si è sentito il bisogno di creare degli altri perchè già allora la cgil era politicizzata!!??
il sindacato dovrebbe fare solo ed eslcusivamente gli interessi dei lavoratori e non anche quelli dei partiti come succede in italia per qualcuno di loro! (i piu' grandi)
Mi chiedo come sia la situazione nel resto del mondo e non mi stupirei dovesse venir fuori che solo in italia ci sono tanti sindacati, uno per ogni catergoira di lavoratori e tutti legati piu' o meno a dei movimenti politici