Ricevo via email e pubblico il documento di presentazione della nuova segretaria della mia sezione.
Che ne pensate? Ho ricevuto anche un volantino sulle comunali con uno slogan stile Obama, ve lo risparmio.
Io posso dire solo che sono incazzata. Criptovendoliani maledetti.
La segreteria /sezione del Partito della Rifondazione comunisRICOMINCIAMO DAL BASSO, A SINISTRA
La sezione del Partito della Rifondazione Comunista di Gravina saluta l’elezione a segretaria di circolo di Laura Marchetti, una compagna che , per la appassionata militanza politica e per l’esperienza istituzionale, sarà in grado di guidare il partito nei prossimi difficili mesi che vedranno il PRC impegnato a tutti i livelli per
- rilanciare la lotta sociale e morale contro il governo Berlusconi
- ricostruire un progetto politico di riunificazione a sinistra
- partecipare alle competizioni elettorali, a cominciare da quella che interesserà a giugno la nostra città.
Lalotta contro il berlusconismo
Forte è oggi la sofferenza sociale. La globalizzazione capitalistica ha mandato i salari al palo e i prezzi alle stelle. Le imprese soppravivvono solo se legate a pratiche speculative o a coperture illegali. I poveri e gli irregolari sono umiliati da strategie securitarie. La paura è diventata il sentimento del tempo e su di essa il potere lavora per mettere a punto micidiali meccanismi istituzionali ed elettorali per ridurre al silenzio ogni voce radicale.
Di fronte a tutto questo una società docile, un dissenso inesistente, un’opinione pubblica omologata. Il fatto nuovo e forse più grave di questi anni è infatti che per la prima volta , dalla Resistenza, la destra non è solo al potere ma è culturalmente egemone nella società. Essa si presenta perciò, come dice un sociologo intelligente, come un “mostro mite”, attraverso cioè un vero e proprio regime che però non si fonda più sulla coercizione delle azioni ma su una costruzione sotterranea del consenso, su una dolce omogeneizzazione delle idee che fa sì che tutti pensino il pensiero unico e dominante.
Rifondazione comunista, a Gravina come in Italia, si impegnerà nei prossimi mesi a battere questa omologazione , a disinquinare il senso comune e la mente. Si impegnerà anche a trovare tutte quelle forme d’incontro e comunicazione che possano ricostruire un pensiero critico (dibattiti, volantini, giornalini, cineforum, ecc). Per questo un terreno privilegiato di intervento saranno le giovani generazioni, a partire dalla scuola oggi gettata nel non senso da una Ministra dell’ “istruzione privata” ed esposta anche dai professori più miti ad un pressione autoritaria e disciplinare. La scuola deve ridiventare il luogo della conoscenza critica ma anche lo strumento della democrazia, della costruzione del sentimento di comunità.
Proprio a partire dal sentimento di comunità va forse rivisto il rapporto con la Chiesa, con le parrocchie. Noi comunisti siamo laici, propugnatori indefessi di uno Stato aconfessionale, multireligioso e multietnico. Molti di noi sono anche atei e fautori di un pensiero senza illusioni e senza superstizioni. Ma non possiamo ignorare la funzione sociale della Chiesa di base, l’azione riaggregativa, soprattutto nei confronti della gioventù: ad essa la parrocchia offre punti di riferimento, spazi, incontri di comunità che la sinistra non può sottovalutare.
La ricostruzione della sinistra dal basso
La perdita dei luoghi tradizionali di discussione, le piazze deserte, i giovani seminascosti agli incroci delle strade, i bambini atterriti, quando non proprio ingoiati da buchi neri al centro della città, le donne che escono solo per lo shopping o la spesa. La fine della “piazza”, come luogo di incontro, di festa, di amicizia: come agorà. E’ questa la nuova Italia; è questa oggi Gravina.
Le nuove forme di controllo favoriscono la separazione, la solitudine, il rintanamento in casa, sotto la prigionia della televisione e del computer. Per fare questo aggrediscono gli spazi e li trasformano da spazi comuni in spazi privati, spesso gravati di abusi. Per questo Rifondazione Comunista si pone innanzitutto come un luogo e offre la sua sezione come una casa in cui venire a parlare, a discutere di politica ma anche – se ci riusciamo - a fare festa, a giocare a carte, a ballare. Una casa del popolo in cui si possa ricostruire uno stile di vita e un’etica comunista: cooperativa, solidale, di mutuo soccorso.
Da questo nuovo slancio comunitario dovrà e potrà ripartire la nostra azione, da un insediamento dal basso, da uno sguardo più attento al territorio, al popolo, ai suoi bisogni. “Esci partito dalle tue stanze, torna per strada”. E’ la frase di Maiakowski che ha ispirato il nostro ultimo Congresso e che chiede al PRC di rafforzare la sua presenza nei luoghi di studio e di lavoro, nelle piazze e nei mercati, lì insomma dove si svolge la vita vera delle persone e si pongono questioni che hanno a che fare con bisogni reali (dalla vertenza del lavoro a quelle contro l’aumento delle tariffe comunali, a quelle per abbassare le rette sui servizi e sugli asili nido, a quella per gli alloggi pubblici o per bloccare i prezzi di un supermercato, a quelle – sempre più urgenti, sempre più tremende – per la difesa della salute e contro le devastazioni ambientali.
Dal basso dovrà e potrà ripartire anche l’insieme della sinistra, nonostante il diluvio che l’ha cancellata dalla rappresentanza parlamentare e locale. Una sinistra ampia, unitaria, comunista, ambientalista, femminista, pacifista che abbia l’utopia di un altro mondo possibile, che ponga la prospettiva di nuovi valori, ma che vinca anche nelle lotte quotidiane dimostrando la sua indispensabilità sociale.
Le amministrative a Gravina
Lavoro, ambiente, conoscenza. Sarà questo il nostro programma elettorale nelle prossime amministrative dove ci presenteremo con il nostro simbolo (perché esso è simbolo di lotte, sofferenze, vittorie e memoria) ma anche con un forte spirito unitario, sperando di coinvolgere nella nostra proposta politica altri partiti e altre formazioni di centrosinistra, democratiche, progressiste.
Preambolo al programma sarà perciò il tema della democrazia, del ritorno della democrazia. Anche Gravina infatti, come l’ Italia sotto il berlusconismo, è stata vittima di un “mostro dolce”, di un regime strisciante caratterizzato da un sindaco che ha reso le democrazia docile, che ha messo i partiti in ginocchio per contrattare direttamente, entro uno schema di paure e favori, con i singoli consiglieri. Un metodo personalistico, trasformistico, che ha depoliticizzato le decisioni e mutato la natura della maggioranza di centrosinistra rendendola un’accozzaglia di interessi particolari che, non soddisfatti, si sono rivolti contro il loro stesso fautore.
Noi siamo i primi a criticare i privilegi della politica: abbiamo uno statuto che impedisce doppie cariche, che limita il potere di assessori, che fa pagare un tributo alto a deputati e senatori. Ma crediamo nel valore costituzionale dei partiti: i partiti che portano la gente a votare, che contribuiscono alla formazione delle opinioni. I partiti che quando non ci sono danno spazio alle corporazioni e alle lobbies, contribuendo alla decadenza della res pubblica.
L’onnipotenza del singolo è un delirio e gli “uomini della provvidenza” hanno portato l’Italia e la nostra città a un limite nefasto. Perciò ci impegneremo per una restituzione del valore alla politica intesa come azione collettiva dentro e fuori i partiti, guardando alle forze politiche, alle associazioni, ai movimenti, ai sindacati, alle singole individualità. Promuoveremo così nei prossimi giorni un giro di incontri in cui invitare a discutere più persone possibili, per provare a restituire alla nostra città un futuro di ricchezza, di bellezza, di fraternità.
Pertanto ti invitiamo a partecipare ad una pubblica assemblea presso la sede di Rifondazione Comunista in via Libertà alle ore 17 di sabato 18 ottobre.
Partito della Rifondazione Comunista c.i.p. c/o via Libertà, Gravina 23 settembre 2008




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