



Io sarei anche d'accordo, ma esistono (all'interno dei radicali italiani ma anche nostro) pareri dissonanti.
Grazie per il denso e ottimo documento, Domenico. Il materiale di partenza c'è già tutto. Magari nelle prossime settimane potrai prepararne una versione
un po' più sintetica per il congresso su POL,
Liberamente sulla Giustizia, Domenico sull'economia: grazie per l'ottimo lavoro. Invito tutti gli altri amici e compagni a farsi avanti sugli argomenti di specifico interesse. Da parte mia, sono al lavoro su una relazione di apertura congressuale che spero possa essere il più ecumenica possibile.


L'on.Teddy non è sulle nostre stesse posizioni, pazienza, non mi sembra il caso di stare a emettere sentenze di proscrizione.
La LSD nata su iniziativa del PDS sta ottenendo interesse anche da altri (p.es. PNS) ed è un'associazione che vuol diventare un think tank del pensiero socialista su POL. Non mi sembra affatto un manipolo di veterosocialisti, anzi penso stia esprimendo posizioni avanzatissime di carattere socialdemocratico. I 31 punti di Fiuggi, lungi dall'essere sacre scritture, sono di quanto più avanzato e suggestivo prodotto dal partito negli ultimi anni.
Per quanto mi riguarda, su POL il mio partito è e continuerà ad essere Radical, mi sono personalmente iscritto a LSD perché è un progetto interessantissimo che potrà essere foriero di sviluppi interessanti.
E nè io nè Zulux (come Teddy) vorremmo essere proscritti o messi alla gogna.


Invito tutti gli iscritti che abbiano raggiunto i 500 post a leggere queste due mozioni (sul forum Camera):
mozione sull'aborto (Monsieur, nella formulazione di Caimano)
mozione per la democrazia a Cuba (Teddy, nella formulazione di Ronnie).
Le trovo ampiamente condivisibili.


Come spunto di discussione, posto questo articolo su Von Mises di Fabrizio Gualco, tratto da ragionpolitica.it
Solo l'individuo pensa, solo l'individuo ragiona, solo l'individuo agisce. Ogni evento, grande o piccolo che sia, possiede una radice individuale inestirpabile. Sono gli individui che fanno la storia, non viceversa. La storia universale non è una realtà astratta, ma la sintesi concreta di vicende personali, ognuna di per sé unica ed irripetibile, che interagiscono fra loro a vari livelli e sotto diverse condizioni: la storia non possiede un carattere collettivo ed impersonale poiché il suo sviluppo deriva dagli esiti parzialmente imprevedibili (poiché fondamentalmente in intenzionali) delle azioni umane e dagli effetti che tali azioni provocano. Anche l'economia di mercato, in quanto sistema sociale della divisione del lavoro e della proprietà privata, non sfugge a questa connotazione. Stimolato e spronato da determinati progetti e desideri, ognuno agisce sulla scia di ciò che propone a se stesso, di ciò che reputa, per se stesso, la cosa migliore, the right thing. Però, fissare l'attenzione sul carattere individuale dell'azione umana non significa tessere gli elogi dell'individualismo sfrenato. L'individuo è autonomo, ma mai compiutamente autosufficiente: l'uomo "autarchico" non esiste, così pure la figura più retorica che reale del self made man. Ognuno di noi, pur agendo individualmente, di necessità interagisce con gli altri: è bene tener sempre presente che l'individuo tende a soddisfare i propri bisogni ma anche quelli altrui. In un certo modo, sia in modo diretto sia in modo indiretto, la mia soddisfazione passa sempre per la soddisfazione altrui.
Come si può leggere nelle pagine di Human Action, difatti, «agendo, ognuno serve i propri concittadini. Ognuno è in se stesso mezzo e fine; fine ultimo per se stesso e mezzo per gli altri nei loro tentativi di raggiungere i propri fini». In questa prospettiva il libero mercato, nella misura in cui libero lo è realmente, incanala le attività individuali in direzione della massima soddisfazione dei bisogni. Il mercato è un'istituzione sia cooperativa che competitiva, nelle cui dinamiche l'individuo si integra per proprio conto, a seconda del suo talento, delle sue capacità, delle sue inclinazioni.
Chi è quindi il "soggetto forte", il vero arbitro dell'economia di mercato? Mises ritiene che sia il consumatore, nella misura in cui esercita la sua libertà di scelta, e liberamente giudica e discerne fra ciò che è valido e ciò che invece non lo è. I produttori di beni e servizi, gli industriali, gli imprenditori non sono i veri giudici del mercato. Se un prodotto ha successo è perché i consumatori glielo attribuiscono attraverso la loro capacità di scelta. Nonostante tutto, è il consumatore che possiede l'ultima parola. E' la sua volontà soggettiva, esercitata sulla base di una fondamentale libertà pensiero e di azione: «il fatto che qualcuno preferisca bere acqua o latte, o vino, non dipende dagli effetti fisiologici di queste bevande ma la valutazione che questo qualcuno dà di tali effetti»(Socialismo, Rusconi, Milano 1989) Vero arbitro del mercato è quindi l'individuo nella sua libertà di coscienza, nella sua autodeterminazione, nella suo senso di responsabilità personale.
L'imprenditore serio, così come ogni altro serio produttore di beni e servizi, sa che i beni di maggior profitto sono i beni che sono oggetto della più intesa domanda. Certamente, è nell'interesse dell'imprenditore far sì che la domanda aumenti, poiché non incrementare le vendite equivarrebbe a fallire. Ma l'offerta dipende sempre e comunque dalla domanda, tant'è vero che, a lungo andare nessuno riuscirebbe ad opporsi ad un suo cambiamento di domanda. In Socialismo Mises scrive che «l'umanità non beve alcol perché ci sono fabbriche di birra, distillerie e vigneti; gli uomini fabbricano birra, distillano l'alcol e coltivano l'uva perché c'è richiesta di bevande alcoliche».
Il mercato è una istituzione umana e, dell'uomo, in un certo modo ne rispecchia pregi e difetti. D'altronde, come ben dice Popper, la ricerca procede per prove ed errori. Nel libero mercato le azioni individuali si adattano e si armonizzano di una cooperazione competitiva: esso vive e si modifica presentando processi complessi e compositi, determinati dall'azione e dalla libertà di scelta, poiché ogni suo fenomeno specifico può essere ricondotto alla sfera della libertà di azione e di scelta dei soggetti che di volta in volta creano e ricreano il mercato interagendo all'interno del mercato stesso.
Fabrizio Gualco


Segnalo Mozione di condanna Golpe in Chile
http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=472577




i miei complimenti a LIBERAMENTE, domenicolet. e Nicola Parente per il lavoro che stanno svolgendo, fa piacere leggere di un pre-congresso contemporaneo al congresso di Chianciano
in settimana prossima scriverò un mio intervento
ringrazio tutti i radicali che stanno intervenendo, è una piacevole sorpresa trovare tanti amici nuovi qui su POL



