non credo che una Federazione del genere ottimizzi le forze...ho in mente una cosa che potrebbe portare un discreto risultato alla coalizione![]()


non credo che una Federazione del genere ottimizzi le forze...ho in mente una cosa che potrebbe portare un discreto risultato alla coalizione![]()












Condivido in parte l'autocritica di Giò91. A mio parere però le elezioni sono andate in questo modo in quanto rispecchiano l'andamento del forum a cui il BNI fa riferimento.
Certo, la colpa è anche delle candidature (purtroppo altri nomi "forti" sono andati sparendo ultimamente, sempre per il discorso di cui sopra). E mi ci metto in mezzo anche io, ma con la poca esperienza e garanzie che avevo potevo sembrare poco convincente.
Non condivido invece il discorso della "destra radicale" punto e basta. Mi sembra che sia un voler rincorrere LDN quando secondo me il discorso da fare è più generale. Tanto in quella direzione di voti dal PDL non se ne troverebbero più.
Un'ultima cosa, forse qualche voto è andato perso a causa del fatto di avere un candidato, Giò, appunto, che ultimamente propendeva spesso per le posizioni quantomento singolari dei cosiddetti "eurosiberani". Chi poi conosce Giò leggendo i suoi ragionamenti può verificarne la profondità - rispetto alle uscite eurosib - ma chi è da un pò che bazzica saltuariamente DR può rimanerne basito.
Secondo me.


La tua analisi Zaneen la trovo interessante però sbagli ad autocriticarti:tu hai fatto un buon lavoro e in futuro a mio parere puoi addirittura decuplicare il tuo risultato elettorale (ne hai la potenzialità credimi). Non credo però che l'archeofuturismo abbia pesato sulla candidatura alla Presidenza di Giò :differenze culturali anche fortissime interne alla varie correnti di BNI e posizioni di estrema minoranza anche all'interno della DR ci sono sempre state (cosi come ci sono sempre state sul forum DR) e non hanno mai inciso sul risultato elettorale del candidato alla Presidenza e secondo me anche stavolta è stato cosi: Giò91 non è andato al ballottaggio per soli 14 voti indietro rispetto al candidato finiano.Si è trattato praticamente di un soffio. Il risultato di Giò come candidato alla Presidenza è stato molto forte se si guarda ai soli numeri (ma sarebbe uno sbaglio limitarsi a guardare i numeri e dire che tutto va bene): ha preso ben 114 voti.
Il vero problema in effetti non è sui risultati elettorali e nemmeno sui numeri ottenuti quanto sull'impegno complessivo .


Mi complimento con Giò per l' autocritica e con la vostra coalizione per il buon risultato complessivo cmq raggiunto.
Se può servire voglio portarvi ad esempio il percorso organizzativo intrapreso da LR in questi ultime tre elezioni, che l' hanno vista passare da un 3% a quasi il 14% e quattro congressisti eletti.
Il segreti del successo di LR sono due.
1) Essere riusciti a coinvolgere tanta gente intorno al partito.
2) Avere una ben definita identità politica e farla pesare quando è servito.
Per il primo punto va detto che non è facile coinvolgere persone intorno a camera.. bisogna avere anche la fortuna di trovare le persone giuste e sopratutto costanti nel loro interessamento.
Sicuramente il ricambio dirigenziale aiuta moltissimo in questo senso.
LR in questi ultimi due anni ha cambiato del 70% il consiglio direttivo e stasera eleggeremo il quarto segretario della sua storia.
Rendere direttamente partecipi le persone alla vita dirigenziale della lista è determinante per dare nuova linfa al movimento.
Per far questo ci vuole una "vecchia" classe dirigente aperta e disponibile a farsi gradualmente da parte nel tempo.
Credo che non vi convenga fondervi con LDR, perdereste sicuramente bacino elettorale a favore del PDL e PL.
Come credo che sia sbagliato dividersi in fazioni, specialmente quando c'è già poca energia per spingere il carro principale.
Oltre a questo un candidato alla presidenza dovrebbe farsi carico di tutte le diverse realtà contenute nella destra radicale, o meglio ancora dovrebbe essere scelto fra le persone che si piazzano al di sopra alle vostre sottodivisioni interne in modo da non ritrovarsi contro antipatie nel proprio bacino elettorale.