Milan, il caso Abbiati rispacca la curva
Le dichiarazioni del portiere sulle sue simpatie fasciste hanno fatto nuovamente esplodere il conflitto tra le diverse anime del tifo rossonero. Mettendo così a rischio la tregua con l'Inter
di Paolo Berizzi
Lo striscione a San Siro per BonnaQuesta è una storia di ultrà, di "fasci" e di un calciatore un po' tirato per la giacchetta. Lui è Christian Abbiati, 31 anni, portiere del Milan, fascista e orgoglioso di esserlo. Il "caso Abbiati" è noto: già cavaliere della Repubblica, il guardiano della porta rossonera ha dichiarato in una recente intervista al settimanale Sportweek di condividere gli ideali del ventennio (patria, ordine, famiglia, religione).
Il coming out ha suscitato scalpore. Ma lui, serafico, ha esternato: «Basta considerare il fascismo un tabù, io non ho paura di parlarne». Se l'ammirazione di Abbiati per il Duce è ormai pubblica, più privato è l'affaire che, si capisce, è impossibile non collegare alla vicenda. C'è un pregresso fatto di contestazioni (contro lo stesso Abbiati da parte degli ultrà milanisti) e di curiose amicizie tra curve avversarie (la Sud rossonera e la Nord nerazzurra).
E c'è un fatto di oggi: una nuova spaccatura — dopo quelle violente e poi rientrate della scorsa stagione, ci furono anche sparatorie e pestaggi — negli ambienti del tifo organizzato milanista. Tra gli ultrà del primo anello della Sud (Commandos Tigre) e quelli del secondo (Guerrieri e Brigate rossonere, da quest'anno in sinergia dietro lo striscione Curva Sud Milano) tira aria di maretta. La storia in curva passa di bocca in bocca. Casus belli, già prima dell'intervista "politica", lui, Abbiati. Accade che dopo tre stagioni in prestito il portiere quest'anno torna al Milan. Gli ultrà non è che lo accolgano proprio a braccia aperte. Al numero 1 non vengono perdonati certi eccessi di entusiasmo nella stagione in cui indossava la maglia bianconera.
Per calmare gli animi dei contestatori, e per metterlo al riparo da eventuali scocciature, qualcuno — forse un ex compagno di squadra del Milan che oggi veste altri colori — consiglia a Abbiati di tollerare le simpatie che hanno per lui due ultrà. Interisti. Con dichiarate simpatie per l'ultradestra. Due esponenti del tifo organizzato nerazzurro, nomi noti anche negli ambienti di Cuore nero. Si calmano, le acque, ma non del tutto.
È vero che i rapporti tra alcuni portavoce delle due curve milanesi sono tutt'altro che di inimicizia (così si spiegherebbe l'"intervento" degli interisti presso i cugini per sensibilizzarli sul trattamento da riservare al "camerata" Abbiati). Ma è anche vero che in curva Sud gli equilibri sono delicati: il patto di non belligeranza con gli interisti — che dura da anni — è condiviso dal cosiddetto direttivo, che ne ha fatto una linea di condotta. Questo però non impedisce che ci siano gruppi più freddi nei confronti della pax con la curva Nord. Di più. In queste strane dinamiche un peso decisivo è esercitato dai rapporti personali (in passato anche commerciali, oggi soprattutto politici) tra alcuni capiultrà delle due tifoserie.
Risultato: il "caso Abbiati" — è evidente che il giocatore è stato strumentalizzato — ha iniziato a dividere in modo netto. Se i Commandos Tigre (primo anello) non hanno mai contestato il portiere e anzi lo hanno ospitato tra loro durante l'incontro MilanZurigo, nel corso della stessa partita i colleghi di tifo del secondo anello (Brigate e Guerrieri) lo hanno pesantemente insultato per tutta la durata dell'incontro. Quella "sponda" interista a molti non è piaciuta. E la querelle è continuata.
Mentre il "revisionista" Abbiati veniva preso di mira da uno striscione esposto allo stadio di Zurigo («Zurigo ricorda le vittime del fascismo, Abbiati bastardo») e dalle frecciate sui blog della stessa Destra («Noi siamo per il proletariato della destra sociale, non per i calciatori milionari»), sui muri di Milano sono ricomparse, dopo anni, scritte ultrà milaniste contro i cugini nerazzurri. Insulti che nel codice delle curve hanno un valore inequivocabile. Prova che la tensione sta salendo, e forse qualcosa potrebbe sfuggire anche al controllo degli stessi leader.
(05 ottobre 2008)
http://milano.repubblica.it/dettagli...3213?ref=rephp




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